Emanato lo schema di regolamento sui nuovi parametri forensi, dopo l’approvazione della legge professionale lo scorso dicembre 2012. La suddivisione delle retribuzioni erra uno dei documenti più attesi in vista dell’attuazione completa della riforma che interessa da vicino tutti gli avvocati o aspiranti tali.

Così, dieci mesi dopo l’ok in Parlamento, il ministero della Giustizia ha reso pubbliche le cifre che, a suo parere andrebbero a completare la parte economica della nuova norma che regola i rapporti professionali tra avvocati e clienti, oltre a indicare i nuovi riferimenti per l’esercizio della professione e l’iscrizione all’albo.

I nuovi parametri enunciati dal dicastero guidato da Anna Maria Cancellieri, comunque, devono intendersi come puramente indicativi e non vincolanti in termini applicativi, a seguito dell’abolizione delle tariffe del 2012.


Tra le novità più significative, va sottolineato come il ministero richiami la necessità di ridurre i patrocini gratuiti e, insieme, predisponga il reintegro dei rimborsi per le spese forfettarie, oltre a un generale incremento per tutte le fasi di giudizio.

La bozza emessa dal ministero della Giustizia ha preso spunto dalle indicazioni del Consiglio nazionale forense, che ora, una volta superati i profili di legittimità che andranno valutati dal Consiglio di Stato, dovrà confermare il proprio benestare allo schema governativo. 

Una volta che questo iter sarà completato, i nuovi parametri saranno effettivi e verrà dunque messo in soffitta il decreto 140/2012 dell’ex ministro Severino, varato in fretta proprio alla vigilia dell’ok alla riforma forense, suscitando più di qualche malumore con il Cnf stesso che, nell’occasione, non venne interpellato.

Va ricordato che è proprio la riforma forense a mettere in chiaro come i parametri andranno aggiornati ogni biennio, sempre dal Ministero sentito il Cnf. I due organi, insomma, dovranno inaugurare una collaborazione continuativa sugli onorari degli avvocati.

Come esordio, rispetto alle indicazioni iniziali del Consiglio nazionale forense, il ministero non ha mancato di livellare alcune spettanze verso il basso, anche se in generale si ravvisa comunque un miglioramento rispetto al decreto Severino. Per le controversie di fronte al Giudice di pace, però, ad esempio il compenso viene sensibilmente ridotto.

Una novità che, invece, farà sicuramente piacere agli avvocati, è il reintegro del rimborso spese forfettarie, che il precedente provvedimento aveva cancellato, ora “nella misura tra il 10 e il 20%”.

Vai allo speciale riforma forense e parametri 


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