Di seguito, il video dello scontro verbale tra Fabio Fazio e il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta. Il politico, durante una discussione su Alitalia, ha tirato n ballo la retribuzione dello stesso Fazio, parlando di un contratto “da cinque milioni di euro”. Il conduttore di “Che tempo che fa”, ha risposto per le rime al politico di centrodestra, sottolineando di essere in regola con i pagamenti fiscali e di non avere mai ricevuto una denuncia fiscale.


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  1. MAURIZIO CROZZA E PINO CARUSO Trasmissione intelligente “Che tempo che fa”. Ottima la sua conduzione. Me ne compiaccio. Ma vengo al punto. Subito dopo la sua elezione (domenica 8 dicembre), Renzi ha detto che l’Italia è un paese tra i migliori del mondo, ma con una classe politica la peggiore. Come se i politici cadessero dal cielo e non fossero invece un’emanazione della terra, una scelta, cioè, della gente di un paese tra i migliori del mondo. Mi chiedo come si possa fare un errore di lettura della realtà così macroscopico. Perché l’Italia si sia ridotta così male, è domanda ricorrente. Ma non ho sentito risposte esaurienti da parte degli intellettuali, né in tv né sui giornali. Tutti se la prendono con i politici. Ho trovato, invece, spiegazioni sensate da parte di due comici: Maurizio Crozza e Pino Caruso, mio concittadino. Temo che in Italia, tra le persone più serie siano da mettere proprio i comici. Caruso lo ha sempre sospettato: “Chi non sa ridere non è una persona seria”, scrive in un suo libro di aforismi. A tal proposito, giorni fa, leggo sulla prima pagina de “La Sicilia” di Catania del 3 dicembre 2013 (reperibile in internet) una sua intervista – di Caruso intendo. La trovo sorprendente perché ribalta la lettura della realtà del nostro paese. E lo fa con alcuni aforismi di un suo libro. 330 Non è la politica che governa un paese, ma la sua morale e la sua cultura. 331 In Italia si scambia la disonestà per abilità. 332 L’Italia è un Paese di una immoralità irreprensibile. 333 Il politico è l’alibi della cattiva coscienza degli elettori. 334 Un Paese è come lo fa la gente. 335 Chi vota un ladro, è un complice. 336 Se la politica è corrotta, è perché il Paese è corrotto. 337 La miseria più diffusa in Italia è la miseria morale. 338 Più che riformare la politica, bisogna riformare la gente. 339 Una classe politica mediocre è lo specchio della mediocrità del Paese che la esprime. 340 Una città non è come la fa il sindaco, ma come la fanno i cittadini. 341 Non sono i limoni a fare l’albero, ma l’albero i limoni. 342 Persino un dittatore è la somatizzazione antropologica della cultura (o incultura) prevalente di un paese. 343 Non Hitler ha creato il nazismo, ma viceversa. 344 Chiedere ai politici di combattere la corruzione è come chiedere ai ladri di combattere il furto. 345 L’Italia è peggiore dei suoi politici; altrimenti avrebbe altri politici. 354 Il nostro è un Paese che deve continuamente essere salvato da se stesso. 359 La Sicilia si è sempre venduta al peggiore offerente. 359 In Italia, stiamo facendo di tutto per distruggere il nostro Paese. La speranza è che, essendo maldestri, forse non ci riusciremo. 360 In Sicilia, stiamo facendo di tutto per danneggiare noi stessi, e siccome siamo intelligenti, ci riusciamo benissimo. È scontato che politici onesti esistano, ma, specularmente, non sono la maggioranza perché, nel paese, gli onesti non sono la maggioranza. Grazie per l’attenzione e buon lavoro. Antonio Diliberto

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