Stanno arrivando in tutta Italia le lettere inviate dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti sui quali i controlli hanno evidenziato alcune discrepanze, secondo il nuovo sistema di incrocio dei dati che fa capo all’ente guidato da Attilio Befera.

E’ il Corriere della Sera a pubblicare il testo di una delle 35mila missive recapitate ai cittadini su cui il fisco vuole sapere di più, naturalmente in merito alla situazione contabile e le spese sostenute nel periodo corrispondente. 

Va sottolineato che i destinatari della lettera che annuncia l’avvio delle indagini fiscali, hanno sotto osservazione il proprio quadro contabile 2009, dunque in base alla Dichiarazione dei redditi 2010. Un atto che riguarda tutti i casi in cui il sistema delle Entrate abbia riscontrato oscillazioni di molto superiori al 20% tra dichiarato e le spese sostenute.


Il tono della lettera riflette il nuovo corso dell’ente, che non ha mancato di mostrare, negli ultimi tempi, il volto gentile del fisco, benché, le sue intenzioni, siano quelle di scandagliare a fondo i conti del contribuente finito sotto torchio.

Allora, stile conciliante, ma scadenze ferree. Innanzitutto, il contribuente al centro delle indagini è invitato, come primo gradino, a dimostrare la provenienza lecita dei risparmi eccedenti il dichiarato e poi investiti – nell’esempio si parla dell’acquisto di un fabbricato – cioè, la loro appartenenza a una fonte esclusa dai normali procedimenti di denuncia (come risparmi antecedenti).

Basterà, dunque, poter documentare efficacemente il corretto possesso del denaro extra e gli occhi del fisco si allontaneranno dal contribuente oggetto dell’approfondimento. In caso contrario, invece, le maglie delle Entrate si faranno sempre più strette: nel secondo step dei controlli, infatti, saranno incluse anche spese correnti in base alle scansioni Istat, tali da includere, esemplificando, anche costi normali nell’economia domestica, come viaggi e palestre.

E’ qui che  si apre, forse, la fase più problematica per il contribuente, ma di riflesso, anche per l’Agenzia delle Entrate. Se infatti l’indagato non riesce a dimostrare la disponibilità regolare del denaro usato per certe spese o investimenti tali da discostare la sua situazione patrimoniale dal reddito dichiarato, allora ci saranno 15 giorni di tempo dalla data di ricezione della lettera per fissare l’incontro con il fisco, che, c’è da giurarci, potrebbe mettere da parte il proprio lato sensibile. Sempre che riesca a dimostrare l’illecito commesso tramite il nuovo sistema la cui efficacia è ancora  tutta da verificare.

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