Anno nuovo, vita nuova? Di certo, non per chi spera di ritirarsi dal lavoro in anticipo. Come cambieranno le pensioni nel 2014? La domanda occupa i pensieri di migliaia di lavoratori, a maggior ragione in queste ore in cui sembra definitivamente tramontata la possibilità di ritoccare la legge Fornero che regola il sistema previdenziale.

Il ministro Giovannini, ieri, nel corso di un’audizione alla Camera, ha smentito seccamente tutte le ipotesi di ridefinizione dello schema previdenziale, arrivando a bollare un’eventuale controriforma della legge in vigore, come un’operazione troppo onerosa per le casse statali.

Dunque, se ora appare certo e confermato che l’impianto del sistema welfare resterà immutato nei mesi a venire, cosa devono aspettarsi i lavoratori prossimi alla pensione per il 2014? Cambieranno in qualche modo requisiti, trattamenti, sistemi di accesso?


Intanto, l’ultima novità è che verrà bloccata anche per l’anno venturo la rivalutazione delle pensioni d’oro. Inizialmente valutate come serbatoio finanziario per l’innalzamento delle minime, e magari l’introduzione di qualche correttivo in ottica di una maggiore flessibilità, ora gli assegni sopra i 3mila euro resteranno immutati nonostante il previsto scatto. Un aggiustamento mancato, confermato sempre ieri dal ministro del Lavoro.

Quindi, va ricordato come, dal 2014, continuerà il cammino verso la crescita dei requisiti anagrafici legati alla speranza di vita, che porterà i minimi a 63 anni e 9 mesi per le donne dipendenti (sei mesi in più) e 64 anni e 9 mesi per le autonome (balzo di un anno).

Riguardo, invece, la tanto desiderata pensione anticipata, vediamo come, in assenza di correttivi apportati al governo Letta, per il pubblico impiego questa potrà essere raggiunta solo da chi abbia maturato 66 anni e 3 mesi di età, o, in alternativa, 20 di contributi. Proprio riguardo i lavoratori assicurati, come le casalinghe, sono richiesti almeno 20 anni di versamenti per la pensione; unica eccezione, i cosiddetti “quindicenni”, cioè coloro che al 1992 avessero completato 15 anni di contributi.

Il riscatto di eventuali fasi di inattività o disoccupazione, viene contemplato solo per i periodi in cui il lavoratore abbia usufruito dell’indennità erogata dall’Inps che dallo scorso gennaio, tra l’altro, è stata sostituita dall’Aspi sempre per effetto delle modifiche introdotte dall’ex ministro Fornero.

Veniamo, infine, al capitolo totalizzazioni: per i lavoratori subordinati che maturino i 40 anni di contributi, rinvio di 15 mesi, mentre per gli autonomi addirittura di 21: in sostanza, la normale scadenza di 12 e 18 mesi viene innalzata di un ulteriore trimestre.

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9 COMMENTI

  1. Sono nata il17/11/1952 ho 28 anni di industria metalmeccanici più dal 2003 sono iscritta alla gestione separata lavorando saltuariamente gentilmente vorrei sapere quando posso andare in pensione

  2. sono invalida al 100/100. Ho 57 anni. Sono nata il 12 gennaio 1958. Lavoro in Comune a Pescara dal 16 maggio 1979. Quindi ho quasi 36 anni di servizio più 2 anni non retribuiti per l’invalidità. Quando posso andare in pensione?
    Grazie
    Cecilia Di Mascio

  3. B Sera ho 53 anni ho iniziato a lavorare luglio 1976 avevo 14 anni tutti contributi versati anche il s militare ora mi trovo con 38 anni e mezo di lavoro vorrei sapere quando i ns governanti pensano di farmi lavorare ancora

  4. Il mio commento e’ un po’ duro nei confronti della signora Fornero non si può fare una riforma importante come quella delle pensioni, con un colpo di ascia Saluti

  5. Salve, vorrei sapere se con questa nuova finanziaria sono cambiati i requisiti per la pensione per lavoro usurante? Lavoro in catena di montaggio in uno stabilimento Iveco, a giugno 2014 compio 61 anni e 37 di contributi. Quando potrò andare in pensione? Qualcuno può aiutarmi? Grazie Pietrangelo

  6. sono dipendente comunale nato il 7.3.1948, dovrei andare in pensione giugno 2014 con 35 anni e 7 mesi di contributi più 2 anni figurativi perchè invalido civile al 83%, la domanda è se posso restare in servizio ancora per qualche anno.
    grazie

  7. Ciao sono Giuseppe e sono un dipendente comunale con l’assunzione 03/07/1981
    sono invalido con causa di servizio riconosciuto nella tab. 8 cat.”A” in piu sono invalido al 100% con due figli ancora minori, posso andare in pensione nel 2014. grazie per la risposta!!!!

  8. Scusate se forse non e’ il form giusto
    Sono un dipendente pubblico nato il 20/02/1957
    sono stato assunto 26 luglio del 1976. Sono un lavoratore
    precoce , ho iniziato a 16 anni x 4 anni 4 mesi e 28gg riscattati regolarmente.lavoro come cps infermiere presso un reparto di psichiatria ausl Bologna.
    Ora , con i conteggi fatti presso patronato ACLI di Bologna dovrei andare
    in pensione settembre 2014 . Il patronato mi ha da oramai parecchi mesi richiesto
    un modulo ( FP 2013) non e’ ancora arrivato
    Ora a sett,14 ho 42 anni e6 mesi di contributi ma 57 anni di eta’, mi hano detto
    che verro’ penalizzato di circa il 10 % . della mia pensione
    Vi sembra possibile
    Grazie

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