Il governo non perde tempo e, tornato in carreggiata dopo gli scossoni della crisi della scorsa settimana, si prepara a estrarre dal cilindro la prima manovra autunnale, che dovrà apportare un primo riassesto dei conti pubblici.

Manca ancora una settimana prima che la legge di stabilità verrà resa nota nella sua prima stesura, per un testo che, con ogni probabilità, verrà discusso, limato e rivisitato fino agli ultimi scampoli di questo 2013, come già avvenuto dodici mesi or sono.

Il governo, però, forse consapevole che la salita dell’approvazione della legge di bilancio per il prossimo triennio sarà alquanto impervia, cerca di mettere le mani avanti con un primo decreto, in grado, forse, di aprire la strada ad alcuni interventi già promessi per la legge di stabilità in arrivo.


Si chiama “Decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di finanza pubblica, di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sostegno all’occupazione ed all’attività delle imprese” e verrà approvato nel Consiglio dei ministri convocato per oggi alle 18 a palazzo Chigi.

Dalle prime indiscrezioni, pare che il principale tema di cui si occuperà questa “manovrina” sarà il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga. Il governo, infatti, non appena insediato nel pieno dei suoi poteri, lo scorso mese di maggio, si era affrettato a fornire ossigeno a questo ammortizzatore sociale che ha raggiunto livelli record di adesioni. E il trend si è confermato: a fine estate, il plafond di oltre un miliardo messo a disposizione dall’esecutivo era già esaurito.

Così, sono in arrivo nuovi 330 milioni per sostenere i tanti iscritti alla Cig ancora all’asciutto. Resta da vedere se nuove risorse verranno assicurate con la legge di stabilità o se si tratta soltanto di un contributo volto a coprire il buco accumulato in questi mesi.

Quindi, un altro ambito in cui dovrebbe intervenire la manovra di ottobre, è quello della social card, che dovrebbe ottenere un rifinanziamento pari a 35 milioni di euro. Lo strumento di solidarietà, testato nelle maggiori aree metropolitane del Paese, si prepara dunque a ottenere un insperato ritocco di fondi a disposizione dei meno abbienti per l’acquisto di beni di prima necessità.


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