Niente da fare, andare in pensione in anticipo, per il momento, resta un’impresa quasi impossibile. Le proposte di modifica al sistema introdotto due anni or sono dalla riforma Fornero, presentano un conto troppo elevato per le già provate casse della previdenza statale, e tutto pare destinato a rimanere com’è, almeno nel breve periodo.

Questo il succo dell’ultimo intervento del ministro del Welfare Enrico Giovannini nel corso di un’audizione alla Commissione Lavoro della Camera, dove ha smorzato nuovamente le speranze di vedere riscritta la norma che regola requisiti e trattamenti per i pensionati italiani.

Da più parti, si invocava, infatti, negli ultimi tempi, un ritorno convinto alla flessibiltà, senza snaturare la legge Fornero, ma introducendo alcuni correttivi in modo da garantire abbandoni più soft dei posti di lavoro a chi fosse ormai vicino alla maturazione dei requisiti. Era l’esempio, tra le altre, della proposta di Cesare Damiano, che prima di tutte aveva avanzato il principio dei bonus e delle penalizzazioni, a seconda che si optasse per l’uscita in ritardo o in anticipo.


Invece, la linea della Fornero sembra aver convinto in toto anche il suo successore Giovannini, che ha ribadito l’indisponibilità del governo a discutere di leggi con il potenziale di stravolgere l’impianto attual,e chiedendo eccessi di spesa non sostenibili. 

Riportare indietro le lancette, ha infatti notato il ministro, significherebbe avviare un cammino “incompatibile con il percorso attuale di contenimento della spesa pubblica e con l’indirizzo del governo che ha fissato come priorità la riduzione del costo del lavoro”.

Tutto ciò che l’ex presidente Istat si è sentito di promettere in audizione, riguarda essenzialmente una maggiore elasticità per il versamento dei contributi per chi svolge carriere professionali discontinue o per chi ha svolto le prime mansioni in età avanzata. Una misura, ha sottolineato Giovannini, che consentirebbe di  “aumentare il montante pensionistico, con maggiore flessibilità rispetto a quanto consentito oggi, per cumulare i contributi”.

Un altro intervento che il governo ha in cantiere riguarda, poi, le pensioni d’oro, che non verranno spolpate per alzare le minime, ma eviteranno la rivalutazione prevista nel 2014. Sul fronte esodati, invece, confermata la salvaguardia per i nuovi 6500 esclusi, che apparterranno alla schiera dei licenziati individuali.

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6 COMMENTI

  1. dopo 40 lunghi anni di lavoro la signora ….elsa mi ha buttato sulla strada come un criminale senza nessun sussidio ,non ho più un conto corrente perchè esaurito non una lira ,il frigorifero vuoto come il mio portafoglio da due anni cerco lavoro senza esito non riesco più a vivere mi ha tolto dignità,indipendenza ,e voglia di vivere,incredibile che personaggi del genere esistano e vengano pagati profumatamente con i nostri soldi .il governo assente impreparato ladro e cieco non trova soluzioni .come me migliaia di persone oneste stanno morendo .
    Ho 59 anni, l’azienda per cui lavoravo ha chiuso, non trovo uno straccio di lavoro e per avere la “mia” pensione devo arrivare a 67 anni!!!!!
    chiedo alla professoressa FORNERO come dovrei sopravvivere fino a quell’età???????
    Gradirei una risposta soddisfacente da così tanto GENIO!!!!

    distinti saluti

    Fabio Peretti

  2. Caro Bruno , sono d’accordo con tè al 100%,non potevi usare parole migliori…..dobbiamo
    continuare a farci sentire.

  3. La legge fornero sulle pensioni, è la più incostituzionali delle leggi e guarda caso, sia il pd che il pdl l’hanno votata. lo stato ruba i soldi dei lavoratori e nessuno muove un dito. scacrosanti diritti acquisiti in decenni di lavoro che vengono spazzati via in nome di uno sato che protegge solo gli evasori fiscali. Giovannini ha una faccia di m…a come pochi. ora, che questo governo inutile, vada a casa!!! quì si trovano coperture per tutti fuorchè per gli onesti lavoratori che vengono lasciati in mezzo alla strada.

  4. Ladri e FALSI!
    belle sono state le parole di Letta appena eletto con il suo bel pogrammino che lasciava sperare per noi povere persone che sono state letteralmente fregate dalla riforma Fornero !!!!. Belle parole ma poi quali fatti……..nessuno considerato che è stato decretato che la riforma fornero non deve essere toccata perchè porta soldi…..a chi?!!! non certo a noi poveri cittadini (lo stipendio rimane invariato, anzi si abbassa per tasse aumentate, aumentano le tasse etc.). ma forse nelle loro tasche…….considerato che i loro stipendi rimangono molto elevati………..possibile che per salvare il paese come loro dicono i sacrifici devono essere fatti solo dalla povera gente ……..e loro stanno li in panciolle senza fare un minimo di sacrificio………..Per far capire tutto questo alle prossime elezioni bisognerebbe non andare a votare nessuno……intanto sono tutti uguali ……ladri e falsi compreso il Presidente della Repubblica che non ha il coraggio di prendere nessuna decisione.

  5. così sono serviti tutti i gonzi che ancora credono nei sindacati

    mi raccomando alle prossime elezioni correte come pecore a rivotare questi mascalzoni

  6. Mascalzoni…

    Giovannini se non sbaglio era quello incaricato di cercare perlomeno di “livellare” gli scandalosi stipendi dei ns parlamentari, portandoli alla media di quelli europei. Lo studio ovviamente lautamente pagato, non ha sortito effetto alcuno.
    E te pareva…

    Anzi un effetto è sortito: è diventato ministro!!!

    Ridicolo. Torna a rubare all’Istat.

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