Come previsto, sono in arrivo importanti novità sul comparto fiscale che riguarderà le famiglie nei prossimi mesi. Con il decreto di abolizione dell’Imu in discussione alla Commissione Bilancio della Camera, infatti, inizia a prendere forma il futuro del sistema di imposizione, in particolare quello locale, che andrà a ricadere sui servizi erogati dai Comuni e sul patrimonio immobiliare delle famiglie.

Come noto, infatti, l’Imu esentata per le fasce già risparmiate alla rata di giugno, è stata estesa a quella di fine anno – si tratta delle prime case non di lusso, delle abitazioni rurali e dei terreni agricoli – mentre si attende l’abolizione completa dell’imposta municipale, così come promesso proprio nel provvedimento che ne sancisce la sparizione definitiva.

In parallelo, però, lo stesso decreto in via di conversione enuncia come il gettito dell’Imu, a partire dal 2014, andrà assicurato dalla nascitura Service tax, che dovrà includere, al proprio interno, anche la Tares, ibrido composto di due tributi al proprio interno, quello per la gestione dei rifiuti e l’altro lato dedicato, invece, ai cosiddetti servizi indivisibili del Comune, quelli, cioè, che vanno a vantaggio di tutti ma il cui onere non può essere soppesato sugli abitanti, come l’illuminazione.


E la novità di oggi, in sede di dibattito, riguarda proprio da vicino il futuro della Tares che, in attesa di essere inglobata nel maxi contenitore della Service Tax, verrà calibrata sulla capacità contributiva del nucleo famigliare a cui viene imposta, in base all’indicatore Isee di situazione economica equivalente. Oltre a questo, andrà scandagliata la vastità del volume per la raccolta differenziata che ogni famiglia – ma anche ogni impresa – dimostrerà di produrre. Tanto è stato definito in tarda mattinata alla Commissione Bilancio di Montecitorio, intervenendo sugli articoli 3, 4 e 5 del decreto di abolizione dell’Imu. 

Proprio l’articolo 4 riguarda un altro aspetto cruciale per l’ammontare contributivo che le famiglie saranno chiamate a versare dopo la rivoluzione di questa fine 2013: la cedolare secca, la cui aliquota è confermata prossima alla riduzione dal 19 al 15%. Sempre in riferimento all’Imu, infine, si sgonfia la polemica sul pagamento dell’imposta per le case con rendita superiore a 750 euro: il Pd, principale sponsor della proposta, ha ritirato l’emendamento.

Vai al testo del decreto Imu, Tares e cedolare secca


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