Prossima tappa: legge di stabilità 2014. Ora che il governo si è assicurato la sopravvivenza, almeno per qualche mese, la legge di bilancio, nelle scorse settimane ritenuta a rischio per effetto della crisi, è la priorità assoluta della maggioranza. E oltre alle più urgenti questioni impositive – come l’Imu e l’Iva – sembra piuttosto verosimile come, all’interno della prossima finanziaria, dovrebbe trovare spazio una riforma del costo del lavoro che passerà da un ammorbidimento del cuneo fiscale.

Si tratta di un provvedimento che andrebbe a toccare la vera zavorra del mercato del lavoro in Italia, che incide tanto sulle buste paga dei dipendenti, quanto sul peso dei contributi che il datore di lavoro è chiamato a versare per il proprio subordinato.

L’Istat, nei suoi ultimi dati ufficiali, certifica che, in media, il cuneo fiscale ha un’incidenza pari a 14mila 350 euro annui sul monte stipendio del lavoratore, con, in percentuale, un peso del 20,6% sul lavoratore e del 25,6% sul datore di lavoro. Il costo complessivo è pari, dunque, al 46,2%, che sfonda quota 53%, però, se vengono calcolati anche i surplus richiesti da Irap, Tfr e Inail.


Un peso elevatissimo, tra i più alti in Europa e, sicuramente, al vertice delle economie più avanzate nel continente, al quale il governo ha rivolto dunque la sua attenzione per i prossimi interventi in materia economica

Enrico Letta ha annunciato la prossima riforma del cuneo fiscale promettendo “più soldi in busta paga per il 2014” , mentre anche i sindacati, Cisl in testa con il segretario Raffaele Bonanni, invocano meno tasse sul lavoro anche di fronte al costo sempre più elevato dei servizi e dell’alta pressione fiscale.

In prospettiva, mentre si sta scrivendo la legge di stabilità e dunque i dettagli definitivi dell’operazione devono ancora essere resi noti, pare che all’intervento sul cuneo fiscale verranno destinati 2 miliardi di euro, la metà di quelli necessari per abbattere in maniera convincente il costo del lavoro, almeno secondo i conti portati dal ministro del lavoro Giovannini – ex presidente Istat -e dal ministro del Tesoro Saccomanni.

Prima che la proposta del governo finisca nero su bianco, però, le parti sociali dovranno dire la loro nei tavoli già fissati per questa settimana: tra le ipotesi al vaglio per finanziare la misura sul cuneo fiscale, possibile un alleggerimento Irap grazie a nuove deduzioni o, in alternativa, una sforbiciata all’Irpef. Non è da escludere, infine, che certe agevolazioni verranno concesse solo a quelle imprese virtuose, che legheranno, cioè, gli incentivi a un incremento dell’occupazione.

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