Il mercato dell’auto è sicuramente uno di quei settori che più di altri ha risentito delle crisi economica che ha comportato una stretta fiscale che si traduce in spese per l’auto sempre più alte, tanto che sono fra i principali indicatori del redditometro i cui valori rende difficile per una famiglia sostenere un parco macchine. Di pari passo con questo scenario procede la crisi della Fiat che vede un crollo evidente delle proprie vendite vista la riluttanza dei cittadini di fare nuovi acquisti a causa delle trattenute in busta paga. Sul mondo dell’auto e le conseguenze della tassazione italiana abbiamo intervistato una figura di rilievo di questo settore, Alberto Sabatino,  Direttore Corporate Sales di Nissan.

 

Il mercato dell’auto italiano, ma anche quello europeo, risentono molto della crisi economica. Qual è la ricetta di Nissan per contrastare il calo delle vendite?


Nonostante il calo del mercato in Italia nell’anno fiscale 2012, che va dal 1 aprile 2012 al 31 marzo 2013, Nissan è riuscita ad ottenere ottimi risultati raggiungendo la migliore quota di sempre (vetture e veicoli commerciali): 3,74%, in crescita rispetto al risultato del precedente esercizio (3,71%).

Le principali motivazioni sono stati di sicuro la nostra gamma di prodotti, con caratteristiche uniche di innovazione tecnologica e prestazioni di guida, che incontrano sempre di più il favore dei privati e delle aziende grazie agli elevati contenuti paragonabili ai prodotti di livello superiore che quindi determina costi di utilizzo più competitivi a parità di equipaggiamento.

Ma altri fattori sono stati determinanti: Finanziamento dell’acquisto, possibilità di leasing, garanzia del veicolo e flessibilità di utilizzo in base al lavoro svolto, qualità dei servizi di assistenza; su questi elementi centriamo la strategia Nissan, attraverso la partnership con Nissan Finanziaria, l’eccellente affidabilità dei prodotti testimoniata dai 3 anni di garanzia, la capillarità della nostra rete post-vendita .

L’Italia presenta il regime fiscale più duro fra i paesi della UE. Uno dei settori su cui questo ha inciso di più è sicuramente il mercato dell’auto. Redditometro, spesomentro, e tutta quella serie di provvedimenti penalizzanti per chi possiede un’auto per quanta parte incidono sul calo delle vendite?

In un contesto economico in contrazione è difficile determinare quale elemento incida maggiormente sulla riduzione delle vendite. Come accennato l’obiettivo di Nissan è di porsi in controtendenza sia per le vendite a privato che per le vendite aziendali, offrendo soluzioni sempre più in linea con le nuove esigenze di contenimento dei costi.

Per questo motivo al fine di garantire ulteriore serenità e sicurezza dei costi di utilizzo ai clienti professionali,  Nissan ha già lanciato sulla gamma vetture (e a breve tale iniziativa verrà estesa ai veicoli commerciali) pacchetti di manutenzione programmata modulari e integrati nell’offerta finanziaria.

Uno dei costi vivi, frutto tanto della crisi quanto della stretta fiscale, è l’aumento dei prezzi del carburante. Questo rappresenta sicuramente un motivo in più per sviluppare motori e benzine ecocompatibili. Nissan è da sempre una delle case più attive dal punto di vista delle alimentazioni alternative, basti pensare alla Nissan Leaf, auto completamente elettrica. Quali sono le vostre  strategie in merito?

Di sicuro c’è spazio per la diffusione dell’auto elettrica grazie all’enorme risparmio che genera in termini sia di costi di manutenzione che di rifornimento rispetto ad una qualsiasi altra vettura non elettrica, in un contesto caratterizzato sempre più dall’aumento del prezzo dei carburanti tradizionali. Inoltre le vetture elettriche hanno la possibilità di accedere alle zone a traffico limitato. A Roma, ad esempio, possono usufruire di parcheggi gratuiti entro le strisce blu e circolare liberamente nella ZTL.

Nissan, poi, vanta un’esperienza notevole su questo mercato, avendo lanciato la prima vettura di serie elettrica del mondo, la Nissan LEAF, già due anni fa. Sono oltre 70.000 le LEAF che circolano sulle strade del mondo e altrettanti clienti che, con il loro riscontro, ci hanno permesso di presentare già la seconda generazione di Nissan LEAF. Mentre i nostri concorrenti si iniziano ad affacciare su questo fronte di mercato, noi siamo già al veicolo elettrico “2.0”, con 199 km di autonomia e tempi di ricarica dimezzati e la possibilità di essere acquistata secondo varie modalità, scegliendo, ad esempio, di noleggiare la batteria.

La Nissan LEAF, inoltre, offre gli stessi standard di un vettura del segmento C tradizionale: tre versioni, bagagliaio capiente e, unica elettrica a consentirlo, cinque posti a bordo. Il vantaggio è nei risparmi offerti nei costi di esercizio. In Olanda e nei paesi nordici, dove le autorità locali supportano l’ampliamento della rete di ricarica, si assiste alla nascita di flotte di taxi elettrici, ideali nei trasferimenti delle fasce metropolitane più centrali. Entro quest’anno fiscale, lanceremo anche l’e-NV200, la versione elettrica del nostro van compatto, che potrà proporsi come veicolo ideale per la distribuzione nei centri città.

In un mercato sempre più congestionato è necessario trovare nuove fette da aggredire. In questo senso la PA con il suo cospicuo parco macchine può essere un acquirente potenzialmente interessante?

Ci auguriamo che i primi segni della tanto auspicata ripresa economica si manifestino anche attraverso segnali positivi sul fronte delle flotte delle pubbliche amministrazioni, in quanto Nissan vanta sia una gamma completa e flessibile che servizi di post-vendita di qualità. Inoltre, stiamo registrando un crescente interesse verso la LEAF, vettura ideale per coniugare le esigenze di mobilità urbana con il tangibile impegno di molte PA per la promozione concreta della mobilità a zero emissioni.

Il taglio degli incentivi ai leasing per l’acquisto di auto aziendali, imposto dalla spending review, ha inciso sulla vostra strategia “flotte”?

Purtroppo, la congiuntura economica che stiamo attraversando non consente una ripresa immediata dei volumi. Riteniamo che il mercato italiano vedrà un ulteriore calo rispetto al 2012. In questo scenario, l’obiettivo di Nissan è mantenere salda la propria quota di mercato generale, aumentando la penetrazione e di conseguenza i volumi nel comparto delle flotte.

Molte case automobilistiche, fra cui Nissan, hanno iniziato ormai da tempo a proporre finanziamenti, leasing e possibilità finanziarie mirate a rendere più morbido l’acquisto o l’utilizzo di un’automobile. E’ stata una scelta dettata dalla crisi o stiamo andando verso una concezione nuova del possesso dell’auto per cui non si acquista più il veicolo quanto il suo tempo di impiego?

Sfruttando l’ottima tenuta dell’usato della nostra gamma, abbiamo sviluppato proposte di finanziamento specifiche, come innovativi leasing ad alto valore residuo dedicati al target aziende e la già collaudata “Proposta Nissan” (più orientata al cliente individuale), che permettono di viaggiare su un’auto sempre nuova con un importo mensile che corrisponde al reale costo di utilizzo dell’auto e con l’eventuale inclusione dei servizi, che mettono al riparo da qualsiasi imprevisto.

Un’originale combinazione tra un minimo anticipo, rate mensili contenute ed un Valore Futuro Garantito che tutela il valore dell’auto. In questo momento di crisi diventa, infatti, cruciale riuscire a supportare l’acquisto e Nissan può avvalersi, in questo ambito, della finanziaria del gruppo RCI Banque. Alcuni esempi di finanziamento si possono facilmente ricavare dal sito: http://portal.rcibanqueitalia.com/portal/nissanfinanziaria.

In una logica del genere case automobilistiche e aziende specializzate nel noleggio a lungo termine possono collaborare in modo proficuo o rischiano piuttosto di diventare concorrenti?

Dobbiamo distinguere tra vendite a grandi aziende da quelle alle PMI o Partite IVA.

Nel primo caso la collaborazione tra casa automobilistica, che offre la propria gamma prodotti e l’azienda di servizi specializzata nel NLT, che aggiunge la competenza e l’esperienza dei propri servizi trova una giusta sinergia che incontra le esigenze della grande azienda.

Nel caso, invece, di quelle che definiamo “flotte di prossimità”, la superiore capillarità e l’elevato livello di servizio offerti dalla rete ufficiale del costruttore meglio soddisfano le esigenze di approccio personalizzato e flessibilità operativa richieste dalle PMI e dalle partite IVA, rendendo quindi non ottimale la soluzione congiunta della collaborazione tra casa automobilistica e azienda di noleggio a lungo termine.  


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