Il Pdl passa dalle minacce ai dati di fatto; infatti dopo aver paventato di lasciare il Parlamento ora raccoglie le firme dei deputati per rassegnare le dimissioni. Ogni deputato sta firmando la petizione da consegnare al capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. L’iniziativa è la risposta del partito alla nota di stamane di Napolitano che ha avuto parole durissime sull’iniziativa definendola inquietante.

Il capo dello stato ha poi proseguito dicendo che le sentenze vanno rispettate e che è assurdo evocare il colpo di stato, ma la replica del popolo delle libertà non si è fatta attendere “ questo voto calpesta un principio fondamentale dello stato di diritto, quello della “irretroattività delle leggi”. La definizione quindi di “colpo di Stato” è da intendersi come operazione eversiva e per questo viene ritenuta dal Pdl assolutamente realistica e pienamente condivisibile.

Letta, in visita ufficiale a New York, intanto chiede una verifica dell’esecutivo, come si apprende da fonti parlamentari vicino alla maggioranza. Dunque la situazione si fa davvero complicata, ma vediamo nello specifico cosa ha detto Napolitano che avrebbe urtato tanto la sensibilità dei seguaci del Cavaliere.


L’orientamento assunto ieri sera dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del Pdl non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica. Ma non posso egualmente che definire inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento – ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili – di tutti gli eletti nel Pdl. Ciò configurerebbe infatti l’intento, o produrrebbe l’effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere”. Questo è quanto si legge nella dichiarazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in risposta alle dichiarate intenzioni dei parlamentari del Pdl di dimettersi in massa.

“Non meno inquietante – aggiunge Napolitanosarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere”. “C’è ancora tempo, e mi auguro se ne faccia buon uso – prosegue il capo dello Statoper trovare il modo di esprimere – se è questa la volontà dei parlamentari del Pdl – la loro vicinanza politica e umana al Presidente del Pdl, senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento”.

Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità – conclude – dell’evocare un “colpo di Stato” o una “operazione eversiva” in atto contro il leader del Pdl. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto in Europa, così come lo è la non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell’autorità giudiziaria”.

La definizione di colpo di Stato e di operazione eversiva non è inquietante ma è invece assolutamente realistica e pienamente condivisibile” hanno dichiarano in una nota congiunta i capigruppo del Pdl al Senato Renato Schifani, e alla Camera Renato Brunetta rispondendo a Giorgio Napolitano.

Leggi lo speciale sulla decadenza di Berlusconi.


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