Deve sussistere fino all’effettiva titolarità della pensione la condizione del mancato svolgimento di alcuna attività lavorativa successiva alla cessazione e/o all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria. Dunque l’Inps controllerà la sussistenza di questo criterio anche all’atto della liquidazione della pensione e anche nell’evenienza in cui la certificazione di accesso al beneficio di salvaguardia sia stata rilasciata.

Questo è quanto chiarisce l’ente di previdenza stesso mediante il messaggio n. 14804/2013 con il quale fornisce nuovi dettagli in merito all’applicazione del beneficio della salvaguardia dai requisiti Fornero relativamente ai lavoratori delle categorie dei prosecutori volontari e dei cessati in base ad accordi individuali o collettivi o di incentivo all’esodo delle prime tre tranche (65 mila, 55 mila e 10.130).

L’Inps dichiara che a livello centrale, prima dell’invio tanto della lettera generica che attesta la sussistenza del diritto a pensione con i requisiti previgenti, quanto della lettera con l’indicazione della decorrenza, sono state realizzate le verifiche sullo svolgimento di attività lavorativa dopo la cessazione/autorizzazione nell’ambito della salvaguardia “65.000”, mentre per la salvaguardia “55.000” è stato controllato, prima di attuare il caricamento delle domande, lo svolgimento o meno di attività lavorativa dopo l’autorizzazione da parte dei soli prosecutori volontari, non risultando, a livello centrale, sempre disponibile la data di risoluzione del rapporto per la categoria dei cessati.


Anche per quanto concerne la terza avanguardia (10.130), prosegue l’Inps, al momento della liquidazione della pensione procederà al controllo della permanenza della condizione che il reddito annuo lordo percepito per lo svolgimento di attività lavorativa, successivamente alle date del 4 dicembre 2011, (prosecutori volontari) e del 30 giugno 2o12, (cessati per accordi individuali o collettivi), non sia superiore a 7.500 euro. 

Questo è vero tanto per i soggetti esclusi dalle salvaguardie “65.000” e “55.000”, quanto per i soggetti che presentano per la prima volta istanza di accesso al beneficio pensionistico nell’ambito della salvaguardia “10.130”.

Leggi lo speciale Esodati.

Leggi lo speciale Riforma Pensioni.


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4 COMMENTI

  1. e’ una vera vergogna, io e’ dal 2009 che sono senza lavoro mi sono pagato i contributi volontari x due anni, dovevo andare in pensione giugno 2014,
    ma avendo aperto una attivita nel 2013 l’ inps mi dice che non sono piu’ pensionabile,
    allara dovevo lavorare al nero?? che schifo.

  2. Assurdo!,,, anche nel DDL Stabilitá 2014 permangono i paletti dei 36 mesi. Cosa è cambiato? Che fine hanno fatto gli emendamenti presentati? Se il limite della devorrenza pensione non viene portato a fine 2015 e continua ad esserci il blocco dei 36 mesi mi dite come può fare chi per esempio è nato in gennaio con contributi versati come autonomo ad andare in pensione anticipata?

  3. Ma come!!! Mi son fatta in quattro per poter lavoricchiare per mangiare qualcosa e l’Inps mi viene a dire che ho sbagliato?? Che avrei dovuto lavorare in nero??E’ dal 2008 che sono esodata e nel 2012 sarei dovuta andare in pensione e…. adesso NO non si prende perchè hai lavorato 3 mesi nel 2009. Qui son tutti fuori di testa!! O meglio la testa la usano solo per riempire le loro tasche!!! Ma attenti non funziona così……

  4. questa cosa del non aver ripreso qualsiasi forma di lavoro dopo la cessazione e/o all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria è un’autentica stronzata hai danni di chi (come me) si è ingegnato a cercarsi un lavoro e a pagare regolari contributi ed è un premio come al solito a chi invece dopo la cessazione e/o all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria ha continuato a lavorare a nero daltronde siamo in un paese di ….. (non si può piu dire per legge) che premia sempre i più furbi e mette alla gogna le persone oneste. lo stato ha contratto con me un contratto si o no ? allora lo stato serio lo rispetta altrimenti è un buffone! non ci sono soldi? intanto incominciamo proprio dalle sedi inps a mandare a casa un pò di persone che dove ne basta una ce ne sono 10 e incominciamo a ridurre un pò i dirigenti dove ce ne sono 10 ne basta di solito 1 e diminuiamogli le pensioni d’oro che percepiscono. signori se queste riforme non le farà il governo con le buone ho paura che le farà il popolo con le cattive.ATTENZIONE LA GENTE E STUFA DI VEDER PRIVILEGIATI E FARE LA FAME

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