Il bonus mobili ed elettrodomestici accetta  i pagamenti, non solo per mezzo di bonifici, ma anche tramite bancomat e le carte di credito, il famigerato denaro digitale. La circolare 29/E/2013 delle Entrate allarga la possibilità di beneficiare della detrazione del 50% (fino ad un limite massimo di 10 mila euro) limitata ad interventi di ristrutturazione anche ad altre modalità di pagamenti tracciati.

I chiarimenti dell’agenzia spiegano che l’agevolazione su mobili ed elettrodomestici concerne gli acquisti dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 a condizione appunto che sia connessa ad interventi di ristrutturazione edilizia con spese sostenute a cominciare dal 26 giugno 2012. Il limite massimo della spesa agevolabile è di 10 mila euro, come previsto dalla disposizione che l’ha introdotta (Dl 63/2013, articolo 16, comma 2).

Tra i mobili agevolabili, l’agenzia delle Entrate menziona, a titolo esemplificativo, “letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”. Non rientrano fra gli acquisti agevolabili invece “porte, pavimentazioni (ad esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché altri complementi di arredo”.


Mentre per quanto riguarda i grandi elettrodomestici “la disposizione limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica”.

In assenza di indicazioni nella norma, per grandi elettrodomestici bisogna ritenere quelli che la circolare 29/E/2013 indica nell’elenco stilato dal Dlgs 151/2005. Tra gli altri nella lista rientrano: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Condizione imprescindibile per i mobili e gli elettrodomestici ammessi all’agevolazione è che siano nuovi, anche se la disposizione non lo prevede. La circolare 29E/2013 ritiene che il motivo sia da individuare nella finalità dell’intervento normativo volto “a stimolare il settore produttivo di riferimento, effetto non ottenibile se fossero agevolate le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici usati”. Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché pagate con strumenti tracciabili.

La circolare apre a un’esigenza di semplificazione e permette, quindi, di “effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito”. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare. Fuori gioco, invece, il pagamento con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Resta comunque possibile il pagamento mediante bonifico “parlante”, ossia deve riportare la causale del versamento attualmente utilizzata da banche e Poste per i bonifici di pagamento di ristrutturazioni ammesse al bonus del 50%, il codice fiscale del beneficiario, la partita Iva o il codice fiscale del rivenditore.

Sarà importante poi conservare la “prova” della spesa. La circolare 29/E/2013 spiega che bisogna conservare la documentazione che attesta “l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni” con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.


2 COMMENTI

  1. Siamo felici di queste agevolazioni e del fatto che comprendano anche oggetti di arredamento (letti, divani ecc.).
    Questi sono acquisti che possono davvero migliorare la qualità della vita alle persone e d’altra parte anche il nostro fantastico artigianato va sostenuto.

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