Il Comune ha la possibilità di rinviare al 2014 la scadenza di una o più rate della Tares dovuta per l’anno 2013. La maggiorazione standard pari al 0,30 euro per metro quadrato deve però essere pagata, unitamente all’ultima rata per il 2013, entro il 16 dicembre 2013. I soli strumenti di pagamento possibili, in virtù delle norme in vigore, sono l’ F24 o il bollettino postale ad hoc, approvato con il Dm dell’Economia del 14 maggio scorso.

L’indicazione giunge dal dipartimento Finanze, che nella risoluzione 9/DF/2013 diffusa ieri corregge parzialmente le istruzioni fornite ad agosto, quando la possibilità di far slittare al 2014 l’ultimo pagamento Tares era stata negata. L’integrazione arriva successivamente all’approvazione del Dl 102/2013, ce oltre ad aver cancellato completamente la prima rata dell’Imu 2013 sulle abitazioni principali ha rivisto anche le regole del tributo sui rifiuti, generando per altro nuove problematiche interpretative tutte da sciogliere.

Gli interventi normativi frequenti sulla Tares, contestualmente al rinvio record dei preventivi locali al 30 novembre, indirizzano il dipartimento verso il riconoscimento  di una “situazione di carattere eccezionale”, che consente di dare il semaforo verde ai Comuni che, nel fissare il calendario delle rate, hanno “sforato” il 2013 o sono intenzionati a farlo. L’accertamento, in pratica, deve essere registrato nel 2013, ma questo non vincola che l’incasso possa essere riscosso nel 2014.


L’entrata statale, ossia il miliardo di euro garantito dall’applicazione generalizzata della maggiorazione da 30 centesimi al metro quadrato, non può però aspettare; il gettito, mettono in evidenza le Finanze, deve essere contabilizzato entro l’anno, ed è necessario anche per determinare l’entità del Fondo di solidarietà comunale.

Per questo capitolo, dunque, le scadenze restano le solite; il 16 ottobre per i Comuni che non hanno prorogato l’ultima rata, e comunque il 16 dicembre, limite oltre il quale non è possibile andare. L’ancoraggio al 16 del mese è la scadenza indicata per i versamenti unitari dall’articolo 18 del decreto legislativo 241/1997 ( e una regola analoga è ribadita per il bollettino postale dall’articolo 4 del Dm del 14 maggio) per cui in via ipotetica lo sdoppiamento potrebbe anche distanziare i due pagamenti di pochi giorni all’interno dello stesso mese di dicembre.

Favorevole alla novità è Federambiente, la federazione che insieme con Fise-Confindustria include le aziende di igiene urbana, secondo la quale “distingue finalmente in via ufficiale la separazione fra la gestione dei rifiuti e la maggiorazione statale, che nulla c’entra con l’ambiente”. Restano però ingombranti problemi operativi, come quelli connessi al fatto che per la terza rata si potranno impiegare solo F24 o bollettino postale. 

Il vincolo è previsto dalla normativa in vigore, per cui non può essere corretto con risoluzioni e circolari, e per le finanze si spiega con il fatto che i due strumenti, separando la tariffa dalla maggiorazione, consentono all’agenzia delle Entrate di versare a chi di dovere ognuna delle due entrate. Rimane il fatto che la previsione fa saltare gli strumenti automatici di pagamento (Rid, Mav etc. etc.) impiegati da molte aziende fino ad oggi, che per questa via consentivano ai contribuenti di pagare tributi e tariffe ambientali senza adempimenti aggiuntivi.

 


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  1. Per il momento mi sono arrivati dal Comune di Bertiolo (Udine), di residenza, 90 euro in più contro i 177 della vecchia TARSU, appena finiti di pagare, ovvero più del 50 %, mentre le entrate normali dei cittadini italiani non aumentano certo in tale proporzione- Poi piagnucolano sull’IMU perduta per la prima casa! Ovviamente il sindaco attribuisce la responsabilità alla legge approvata dallo sgoverno Monti. Ma sicuramente i sindaci non hanno fatto grande fatica ad adeguarsi al nuovo sgraffignamento di denaro al contribuente, “spalmato” come il celebre burro dell’ultimo tango parigino !

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