Sabato si è tenuto un vertice tra il ministero dell’Istruzione e quello dell’Economia per capire quali sono le cifre necessarie da reperire per poter attuare il decreto legge sulla scuola italiana. Quello che è risultato chiaro purtroppo è che i numeri non ci sono, che le risorse finanziarie cui il Mef può attingere attualmente costituiscono una coperta troppo corta per poter attivare tutte le misure del pacchetto che oggi Maria Chiara Carrozza presenterà in Consiglio dei ministri.

400 è il numero chiave; perché 400 sono i milioni necessari per poter realizzare il Dl; non c’è alcun problema sulle misure, sulle quali tutti concordano – ha dichiarato il capo dipartimento per l’Istruzione, Luciano Chiappettama permane la difficoltà di reperire le risorse necessarie per tutto”.

Vista la situazione, l’obiettivo più praticabile sembra quello di realizzare una stima dei fondi che sicuramente l’Economia riuscirebbe a reperire e adattare le misure a quelli, sacrificando necessariamente qualcosa. “Abbiamo individuato i costi per ogni singola misura prevista dalla bozza di decreto – spiega Chiappettaalcune sono molto costose, altre meno. In base alle risorse che si troveranno, si stilerà una lista di priorità”.


Nel pacchetto di misure presenti all’interno del Dl sulla scuola ci sono i fondi per il diritto allo studio, che dovrebbero essere aumentati di 100 milioni, incremento di 15 milioni riservato anche ai fondi destinati ai servizi di “welfare” per lo studente, il comodato d’uso dei libri scolastici per gli alunni di medie e superiori che comporterebbe una spesa di 5 milioni, valore identico per poter prolungare l’orario  scolastico per combattere il fenomeno della dispersione scolastica.

In tutto questo, però, la parte rilevante dei fondi va destinata all’ambizioso progetto del nuovo piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato di docenti e personale Ata, che prevedrebbe 69 mila assunzioni. In questo piano un ruolo principale sarebbe quello svolto dai precari; per quanto riguarda le cattedre di sostegno infatti è prevista una trasformazione organica di diritto progressivamente rideterminata, nel triennio 2013-2015, fino al raggiungimento, nell’anno scolastico 2015/2016, di una consistenza organica pari al 100 per cento del numero dei posti di sostegno complessivamente attivati nell’anno scolastico 2006/2007.

Va detto, però, che gli organici del 2006/2007 non bastano, almeno stando alle richieste di mille mamme di altrettanti bambini disabili; ecco perché verrà organizzato un ricorso nazionale collettivo contro il Ministero, per ottenere un organico più adeguato. Quindi, il passo del Ministero, di per sé rivoluzionario, non viene reputato adeguato.

In ultimo c’è poi anche la questione legata al bonus maturità, che ha appena debuttato, ma che con ogni probabilità verrà modificato radicalmente visto che viene ritenuto inadeguato; il ministro Carrozza, infatti, è fortemente intenzionata a riscrivere la norma. Dunque il bonus sarà valido relativamente ai test a numero chiuso di quest’anno, ma già da quelli dei prossimi anni potrebbe essere pensato in modo totalmente differente.


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