L’abolizione dell’Imu, grazie al dl n. 54/2013 è ufficiale; dunque per il 2013 il cittadino non dovrà preoccuparsi di pagare l’imposta sulla casa, anche se per la cancellazione del saldo di dicembre è necessario aspettare un altro mese, ossia quando inizieranno i lavori riguardanti la legge di stabilità per il 2014. E’ prevista l’esenzione anche per gli immobili merce, cioè quelli costruiti dalle imprese edili ma che ancora non sono stati venduti; questo almeno è quanto recita il dl n. 102/2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31 agosto di quest’anno.

Rispetto alle proposte di quale giorno fa, in pratica, è venuto meno il reinserimento dell’imponibilità parziale ai fini Irpef delle seconde case tenute a disposizione, e in virtù di questa rinuncia, però, palazzo Chigi ha messo da parte, almeno per ora, l’idea della deducibilità al 50% dell’Imu dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo, mentre è stata confermata la Tares per il 2013 ed i Comuni avranno la facoltà di cambiare le regole per il saldo. Le modifiche dovranno essere apportate entro il 30 novembre, ma indipendentemente da questo gli enti locali dovranno recapitare al contribuente il bollettino precompilato per espletare il pagamento.

Dal 1° gennaio 2014 sarà in vigore la service tax anche se nel dl n.102 non se ne fa alcuna menzione; anche in questa circostanza per la sua regolamentazione sarà necessario aspettare qualche settimana.  In ambito fiscale saranno tempi complessi per il contribuente che sarà messo di fronte a chiaroscuri; infatti è prevista in suo favore la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato (dal 19% al 15%), tuttavia allo stesso tempo ci sarà anche la penalizzazione sulla minore detrazione per i premi assicurativi su polizze vita e infortuni (già dal 2013).


Per assicurare la copertura finanziaria del provvedimento, che incide per 2,9 miliardi di euro per quest’anno e per altri 1,6 miliardi nei tre successivi, il governo si è concentrato su più fronti; dai tagli semilineari, alla spesa pubblica, alla sanatoria sulle maxi – multe per i gestori di new slot, comprendendo anche 925 milioni di euro di Iva che dovrebbe essere “messa in moto” dai pagamenti p.a. per oltre 7 miliardi. C’è però un piano alternativo; nel caso in cui queste misure non si rivelassero sufficienti, il Mef entro novembre potrà incrementare le accise e gli acconti Ires e Irap che fra l’altro hanno già subito un rincaro del 101% dal dl n. 76/2013. 


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