Ora che, pare, il governo potrà andare avanti sul suo cammino di riforme – quantomeno tentate – torna a parlare il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, evidentemente rincuorato dall’accordo imminente sull’Imu che consentirà di proseguire i lavori almeno fino alla metà di settembre.

Nelle settimane scorse, si erano fatte strada svariate ipotesi: da una parte, le iniziative parlamentari, arenate nel maxiperiodo di ferie di cui senatori e deputati godranno fino alla prossima settimana, dall’altra le proposte mai concretizzate del governo.

Tra tutte le possibili riforme discusse o messe nero su bianco, ma mai realizzate, la più accreditata era senza dubbio quella che ha come primo firmatario l’ex titolare del Lavoro Cesare Damiano, in quota Pd, che proponeva di rivedere le uscite dal lavoro dopo le ristrettezze portate da Elsa Fornero. 


Così, per un periodo abbastanza lungo, si è parlato con insistenza di anticipare l’addio al posto di lavoro già a 62 anni, ma con la possibilità di restare in attività fino a 70. In mezzo, l’età pensionabile secondo la riforma, che avrebbe assicurato un bonus del 2% per ogni anno in più lavorato e una riduzione analoga in assegno per ogni annualità risparmiata.

Dopo la catena i decreti approvati a ridosso di ferragosto, però, si è insinuata la possibilità che questo ritocco alla legge Fornero potesse risultare troppo costoso per lo Stato, di modo che hanno iniziato a farsi strada idee più soft per intervenire sulle pensioni. Quindi, era stato lo stesso ministro Giovannini a smorzare gli entusiasmi: nessuna controriforma in vista, solo qualche piccolo aggiustamento per aumentare la platea di esodati ancora scoperti e, insieme, rivedere verso l’alto le tante pensioni minime al di sotto delle soglie di sussistenza.

Ora, però, è lo stesso successore di Elsa Fornero a tornare sul tema pensioni, con un’intervista al Sole 24 Ore che ricalca il momento difficile del welfare italiano, ribadendo come proprio il settore della previdenza sia la priorità assoluta per i prossimi impegni governativi.

Così, ora prende quota un’altra tesi: quella del prestito per l’uscita in anticipo. In sostanza, ha spiegato il ministro, per chi decidesse di lasciare il posto di lavoro due o tre anni prima della normale scadenza, sarebbe previsto un incentivo statale che, dal momento della maturazione dei requisiti in avanti, verrebbe restituito dagli stessi contribuenti, ovviamente a decurtazione dell’assegno mensile tanto faticosamente coltivato negli anni di carriera.

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11 COMMENTI

  1. Propio irei a mia moglie Beretta Giuliana classe 1957, 41 anni e sei mesi di contributi, è stato confermato, presso una sede INPS locale, che dal 1 ottobreb 2013 percepirà la sospirata e meritata pensione., ma dato che ha avuto l’ardire di andare in pensione prima dei 62 anni anagrafici, subirà “per tutta la vita e ogni mese” una decurtazione del 9% sull importo della pensione lorda di UDITE!! 1.117 Euro. Tutto questo garzie alla riforma Fornero approvata però da tutto il Governo di destra e di sinistra e dai Sindacati di qualsiaisi colore che se ne son ben guardare di indire una sola assembrea o sciopero di protesta.
    tutto andava bene la signora Marchesa.. non si poteva disturbare il manovratore Mario voluto e impopsto da tutte le forze anti Berlusconiane.
    Ma moglie inoltre, per pochi giorni, ha dovuto subire la riforma della ministra piangente che le ha fatto esborsare circa 10.000 euro di contributi volontari in più per raggiungere i requisiti necessari per ricevere il regalino dall INPS che, con la riforma dei supertecnici della Merket e Napolitano erano stati nottetempo spostrtai di altri 18 mesi più in là.
    Tutto giusto per carità.. peccato che queste detrazioni non incidono sulle pensioni di 10,30,50,90 mila euro al mese e peccato che ne la Ministra lacrima cristi, ne il Professore supertecnico in economia caduto da Bruxelles, ne i sindicati, ne i parlamentari si siano ricordati che in questo Paese ci sono ancora Italiani e / italiane che hanno iniziato a versare contributi all’età di 14 anni. Mia moglie era/è una di queste lavoratrici.

  2. Salve a tutti leggevo i commenti ” allora io sono 40 anni che lavoro mi ricordo negli anni 70 i sindacati prendevano le mazzette da noi cittadini ma non sono controllati da nessuno e’ un tumore molto grande che ce’ e’ non la mai visto nessuno danno solo belle parole. Quello che mi meraviglia che la gente ci crede molto,fanno dei corsi come per rovinare il lavoratore
    La Finanza” vi siete chiesti come mai non vanno mai da loro? vanno a vedere lo scontrino
    del panettiere.

  3. ho 69 anni ho lavorato per 17 anni adesso sono disoccupata e quindi fino alla fine dell’anno prendero’ questo sussidio poi basta speravo tanto di andare in pensione con la minima con 15 anni di lavoro ma non posso andare cosi ho regalato allo stato 17 anni di versamenti chi mi assume alla mia eta’ io ho bisogno della pensione mio marito supera di pochi centesimi il tetto per aver diritto alla pensione di anzianita’ AIUTATEMI MINISTRO FACCIA QUALCOSA VI PREGO………..

  4. Sono stato sempre del
    parere che i sindacati sono la rovina dei lavoratori.loro parlano…parlano…non hanno problemi, non ho sentito mai che hanno fatto un’ora di sciopero per la loro causa.

  5. Ma se un lavoratore va 2/3 anni prima, significa che ha maturato almeno 38/39 anni di contribuzione, ovvero che ha almeno 63/64 anni di età, per cui di quale anticipo stiamo parlando? Giusto sarebbe poter andare in pensione con quei requisiti che sono più che sufficienti, anche per creare nuovi posti di lavoro.
    Ma Giovannini e tutti i suoi pari quando mai avranno versato tutti quegli anni di contribuzione????

  6. È proprio demente: pensi a ricuperare tutti gli anticipi percepiti dai suoi colleghi e non per soli due anni, ma per venti trenta e quarant’anni.

  7. ….e intanto che questi politici buffoni fanno le loro proposte indecenti…dove sono i Sindacati, quelli che attendevano dal governo delle risposte entro giugno 2013….altrimenti ci pensavano loro…..?? sono Con la coda tra le gambe,oppure al mare, oppure a dormire…Buona notte!!Buon riposo

  8. Ma che caspita di “PENSATA” è mai questa!
    Se mi dovesse servire un prestito, mi rivolgerei agli istituti bancari/finanziari, non ho bisogno che arrivi il sig. Giovannini con questo “incentivo” che incentivo non è.
    Me lo spiega il sig. Giovannini come potrei restituire l’ “incentivo” dopo 2/3 anni con una pensione di 800/900 euro mensili? Non stiamo mica parlando delle loro pensioni d’oro ma di pochi spiccioli neppure sufficiente per vivere decorosamente!
    Cari deputati e senatori mettete un pò il naso fuori dalla vostra bolla d’oro fatta di privilegi su privilegi, vi dobbiamo perfino pagare il barbiere!
    scendete un pò sul pianeta terra in mezzo a noi comuni mortali , provate a vivere e lavorare come lavora e vive la gente “comune”. E vedrete che certe “pensate” risulteranno assurde anche a voi e magari “partorireste” qualcosa di sensato.
    Finiamola di andare ai vari talk shows televisivi a parlare di “lavorare per il bene del paese”, quando non conoscete neppure il significato del verbo lavorare, vivete con noi, lavorate come noi, guadagnate e vivete con quello che guadagnamo noi, “abitanti del paese” che voi gestite dall’alto del vostro scranno, commiserandoci come fossimo accattoni ai quali buttare qualche briciola ogni tanto per tacitare un pò. Forse, poi, potrete parlare la nostra lingua!

  9. Sinceramente non comprendo questo pseudo-governo. Ogni giorno escono affermazioni e smentite a raffica giocando sulla pelle di noi lavoratori.
    Possibile che sia così difficile comprendere che, sopratutto negli enti Comunali, Statali, Ospedalieri, vi sia la necessità di un ricambio generazionale dovuto all’avvento dell’era informatica?
    Ho colleghi con tanto di laurea che si affannano nel comprendere l’uso di certi programmi che, messi in mano ad un ragazzotto di 15 anni, farebbe faville…
    Documenti di una semplice pagina vengono scansionati, per ignoranza del fruitore, in altissima definizione creando file di decine di megabyte mentre sarebbe perfettamente leggibile con 50 Kbyte.
    Tutto questo ed altro ancora a danno proprio delle Amministrazioni, ma i legiferanti vedono solo alcuni aspetti della questione e pertanto non comprendono il risparmio che ne deriverebbe.
    Si preoccupano solo che il denaro spettante per la LORO quiescenza sia in cassa.

    In definitiva aveva ragione la Camusso quando diceva che 40 (anni di lavoro) era un numero intoccabile, ma anche lei si è persa nei “giochetti perversi” tra sindacati e partiti che poi sono entrambi “casta”.

  10. E’ stato previsto anche un incentivo statale per i parlamentari che lasciano qualche giorno prima?
    Rosella De Maarco Quota 100 (ex Quota96) scuola.

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