E’ il ministro Giovannini uno dei protagonisti di questa fase di attesa della politica italiana, mentre il Parlamento si gode le lunghe vacanze e il governo attende di scoprire il proprio destino inestricabilmente legato a quello di Silvio Berlusconi, a seguito della sentenza definitiva nel processo Mediaset.

Comunque, il successore di Elsa Fornero a Lavoro e Welfare, non sembra troppo preoccupato per i venti di tempesta che si agitano intorno all’esecutivo e, anzi, promette, per l’inizio di autunno, una serie di misure a lungo attese da pensionati, lavoratori ed esodati.

Così, dopo l’intervento al Meeting di Cl a Rimini, dichiarazioni a pioggia e dibattiti, oggi il ministro rilascia un’intervista all’Huffington Post, mettendo in chiaro le priorità del suo dicastero per le prossime settimane.


Tra i temi toccati, l’increscioso caso delle pensioni d’oro, con mensilità da paperoni per manager pubblici sconosciuti ai più. “E’ un problema di giustizia sociale – osserva Giovannini – ma che riguarda poche centinaia di persone”. A questo proposito, il ministro chiarisce che da mettere sotto la lente sarebbero, in realtà, le cosiddette “pensioni di latta. Intervenire su quelle altissime non più finanziare un’azione perequativa per le più basse”.

Insomma, secondo Giovannini il rimedio sarebbe da individuare nella crescita del sistema economico: “Se i giovani di oggi hanno carriere lavorative molto discontinue – e quindi avranno pochi contributi – tutto ciò genererà pensione ancora più basse nel futuro. “

Così, promette il ministro, settembre sarà il mese della verità per il welfare italiano“Nel corso del mese di settembre concluderemo il lavoro e valuteremo se inserire qualche elemento nella legge di stabilità”. Tutto ciò, beninteso, senza portare stravolgimenti alla legge sulle pensioni già in vigore, che dovrebbe portare risparmi elevati alla spesa previdenziale nei prossimi 10 anni.

Sempre a settembre, è confermato, dovrebbe vedere la luce il nuovo decreto esodati, che dovrebbe consentire di allargare la salvaguardia ad altri 20 o 30 mila esclusi dal sistema di welfare. A ruota, verso la fine dell’anno, poi, potrebbero arrivare nuovi correttivi alla legge sul lavoro, dopo il decreto 76 in vigore da oggi. Ma per quelli, forse, meglio aspettare e vedere se il governo resterà in piedi.

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5 COMMENTI

  1. Nel tremendo agosto 2011, il Sole-24 ore, cioè Confindustria, titolava : “Per IVA e pensioni passa la crescita”, incitando all’ aumento dell’ età pensionabile e delle aliquote IVA come mezzo per ridurre il cuneo fiscale per le imprese e quindi permettere a queste di neo-assumere giovani(?!). Per l’ IVA , fu subito accontentata ( gov. Berlusconi,nonostante le proteste di Confcommercio); per le pensioni, C. dovette aspettare dicembre(Fornero).Quest’ultima disse,fece,disfece la normativa contrattuale pro-giovani e infine si consultò pure con la sua collega tedesca (Napoli,2012)e assicurò anche che dal 2013 (entrata a regime ) la sua riforma pensionistica avrebbe migliorato il PIL dello 0,5% annuo.
    Ora , 2013, la disoccupazione giovanile è ulteriormente aumentata e però il PIL è migliorato,nel senso che è meno negativo.
    Conclusioni, Letta parla di ripresa (?): io non so se egli sia neo-liberista o keynesiano(sospetto , n.l.): ma a questo punto K. gli riderebbe in faccia,perché per lui disoccupazione =siamo fottuti, mentre i suoi Chicago-boys Friedmaniani gli obietterebbero comunque il fallimento, a causa dell’ aumento ulteriore del Debito.
    Delle 2, l’ una: o questo 0,5 % annuo PIL ” effetto-Fornero” non c’è stato; oppure il lieve miglioramento del PIL -a disoccupazione peggiorata- è tutto,fuorché “crescita” e somiglia piuttosto all’ effimero sorriso dell’ agonizzante , “alleggerito” dai diuretici e dai salassi.

  2. IL decreto per la riforma delle pensioni si deve fare,se si vuole diminuire la disoccupazione.Si deve andare in pensione a 60 anni e successivamente si potra’ innalzare l’eta’ pensionabile.Se l’eta’ pensionabile non si abbassa,i giovani non potranno essere assunti.Inoltre con questo sistema non ci sara’ un cambio generazionale nelle aziende!

  3. di pensioni al governo letta poco interessa , sta solo aspettando che cadi il governo , e fare coma ponzio pilato , lavarsene le mani

  4. Va tutto bene, ma il Sig. Ministro si ricorda che ci sono persone e quindi famiglie senza reddito da mesi che attendono solo che si degni di firmare il decreto previsto dalla L. 122/2010 che la Fornero disse essere già pronto per il 2013? Lo sa il Sig. Ministro che 5000 famiglie stanno spettando questo da lui?

  5. Va tutto bene, ma il terzo decreto per il prolungamento del reddito agli esodati ANTE-SACCONI lo firma o no?.
    La Fornero lo aveva già predisposto. Ci sono migliaia di famiglie senza alcun introito e questi temporeggiano?
    Se sento ancora qualcuno che parla di togliere la retroattività alla legge Severino e si dimentica delle devastanti e retroattivissime riforme pensionistiche mi arrabbio sul serio. Neanche la vergogna di parlarne.
    Ministro Giovannini quale parte della frase . “siamo senza soldi” non Le è chiara?
    E, visto che è così sensibile alle ingiustizie, cosa farebbe Lei se quei soldi dipendessero dalla firma di un decreto e nessuno si decide a firmare?

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