Il Consiglio dei ministri che si è tenuto oggi in tarda mattinata ha approvato il decreto contro il femminicidio, un provvedimento atteso da molto tempo, su cui era attivo un pressing delle associazioni italiane e non solo impegnate a tutela dei diritti delle donne.

“Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province”. Insomma, non solo femminicidio all’interno del decreto, anche se è evidente già dalla denominazione che lo spazio riservato alla protezione delle donne oggetto di violenza rappresenta la parte prevalente del documento approvato.

In sostanza, il decreto che ha ricevuto l’ok dal Consiglio dei Ministri si riallaccia ai contenuti della Convenzione di Istanbul del 2011, che il governo italiano ha ratificato, con notevole ritardo, solo qualche mese fa.


Così, secondo la traccia dell’accordo internazionale, vengono stabilite anche nel diritto italiano pene più severe per chi commette reati ascrivibili alla violenza di genere. In particolare, la mano della giustizia si renderà più dura in alcuni casi specifici, quando, cioè, le eventuali violenze vengano svolte in presenza di un minore, oppure si compia violenza sessuale su donne in stato di gravidanza o, ancora, la vittima del reato sia il coniuge, anche dopo eventuale separazione.

Nuove regole anche riguardo il reato di stalking il quale, al pari dei maltrattamenti nei confronti di componenti del nucleo famigliare, viene incluso nel novero di crimini che prevedono il patrocinio gratuito, anche se in deroga ai limiti di reddito. Questa è un previsione dettata proprio dalla Convenzione di Istanbul, che sancisce come principio improrogabile quello dell’assistenza gratuita alle donne oggetto di violenze anche verbali e di tipo persecutorio.

All’interno del decreto, da ultimo, vengono annunciate nuove regole in base a informazione costante, la possibilità di proteggere i testimoni se le vittime sono in condizione di particolare esposizione o vulnerabilità, e, ancora, la facoltà, per il pm, di richiedere al giudice un intervento d’urgenza, con tanto di interdizione del sospettato dalla casa famigliare.

 


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2 COMMENTI

  1. Pietro Meloni
    34 minuti fa nei pressi di Cagliari
    Illustrissimi Presidenti del Senato Pietro Grasso,e della Camera Boldrini

    Era ora che l’approvassero ,ma non capisco il perchè il Mobbing in Italia sia tabù,nonostante l’aumento delle denuncie e dei suicidi. Che poi sono reati simili solo che il mobbing in genere viene fatto o in casa o nei luoghi di lavoro,e allora perchè queste scelte di non approvare anche il mobbing ,come reato penale? Sapendo che l’Europa ci sanziona dal 1991 per non haver recepito la direttiva. con la crisi del lavoro è aumentato per poter costringere il/la dipendente a lle dimissioni. Mi chiedo se in Europa l’hanno capito,perchè i Governi Italiani che si sono ucceduti ed l’ultimo ci fà o ci è.
    Redazione il 8 agosto 2013 alle 17:08 in Giustizia
    Tags: Cdm, convenzione di istanbul, diritti delle donne, donne, femminicidio, governo letta, maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza di genere, violenza sulle donne.
    (E il mobbing?),Perche non recepite la direttiva Europea del1991 ? Da allora stiamo pagndo sanzioni amministrattive solo per il Vostro menefreghismo,senza contare e lo sa benissimo l’aumento sia di denuncie che di suicidi.Pres.Pietro Grasso La inviterei ad sollecitare il governo ad rimediare ,o anche Lei è contro chi subisce maltrattamenti al lavoro.
    Gli effetti del mobbing si ripercuotono significativamente anche nella vita di relazione del soggetto mobbizzato, che progressivamente riduce i suoi contatti con l’esterno. Ciò avviene in genere per due fattori: la fine del ruolo lavorativo viene vissuta come caduta dello status sociale, traducendosi in una fuga dai contatti sociali tradizionali; la problematica del mobbing diventa pervasiva e totalizzante, determinando una progressiva caduta d’interesse per la vita di relazione. In pratica il Mobbing coinvolge in modo pervasivo tutte le condizioni dell’esistenza di una persona, non solo quelle lavorative, ma anche quelle affettive, relazionali, familiari, sociali producendo un peggioramento di tutta la vita del soggetto e della famiglia.

  2. Era ora che l’approvassero ,ma non capisco il perchè il Mobbing in Italia sia tabù,nonostante l’aumento delle denuncie e dei suicidi. Che poi sono reati simili solo che il mobbing in genere viene fatto o in casa o nei luoghi di lavoro,e allora perchè queste scelte di non approvare anche il mobbing ,come reato penale? Sapendo che l’Europa ci sanziona dal 1991 per non haver recepito la direttiva. con la crisi del lavoro è aumentato per poter costringere il/la dipendente a lle dimissioni. Mi chiedo se in Europa l’hanno capito,perchè i Governi Italiani che si sono ucceduti ed l’ultimo ci fà o ci è.
    Redazione il 8 agosto 2013 alle 17:08 in Giustizia
    Tags: Cdm, convenzione di istanbul, diritti delle donne, donne, femminicidio, governo letta, maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza di genere, violenza sulle donne.
    (E il mobbing?),Perche non recepite la direttiva Europea del1991 ? Da allora stiamo pagndo sanzioni amministrattive solo per il Vostro menefreghismo,senza contare e lo sa benissimo l’aumento sia di denuncie che di suicidi.Pres.Boldrini La inviterei ad sollecitare il governo ad rimediare ,o anche Lei è contro chi subisce maltrattamenti a l

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