Come ogni settimana precedente le ferie estive del Parlamento, l’ingorgo dei decreti rischia di far saltare il banco, lasciando qualche adempimento indietro sulla tabella di marcia, con un carico che rischia di pesare sulle spalle dei soli contribuenti, nella peggiore tradizione italiana.

E’ quello che rischia di accadere con il decreto lavoro, arrivato oggi in Aula alla Camera, il quale, licenziato dal Senato nei giorni scorsi, avrebbe dovuto incontrare un cammino agevole a Montecitorio, per essere convertito in legge senza troppi patemi. E invece,a  sorpresa, ecco spuntare nuovi emendamenti che, se accolti, potrebbero minare il percorso del provvedimento, mettendo a serio rischio anche la dilazione dell’aumento dell’Iva al primo ottobre.

Il provvedimento, infatti, se da una parte contiene i nuovi incentivi per le assunzioni dei giovani a tempo indeterminato, dall’altra indica anche le disposizioni per il rinvio dell’Imposta sul valore aggiunto dal 21% al 22%, differita di tre mesi per dare respiro ai consumi.


Si tratta di alcune modifiche relative alle coperture finanziarie sulle assunzioni a tempo determinato, i contratti co.co.co. per gli enti di ricerca e il Fondo da un milione di euro per i giovani nella cultura, oltre alla messa in stabilità dei contratti da associazione in partecipazione.

Tra le modifiche inserite al Senato, invece, confermatissime le correzioni approvate, come la scomparsa del requisito per un famigliare a carico al fine di poter usufruire degli incentivi, che rimangono per i giovani tra i 18 e i 29 anni provenienti da 6 mesi di disoccupazione o privi di un diploma di scuola media superiore.

I contributi zero saranno assicurati ai datori di lavoro per 18 mesi in caso i nuovi assunti provengano dall’esterno della ditta, o a 12 se già ne erano parte ma con contratto a termine. Il tetto, comunque, resterà a 650 euro mensili.

Ok anche alle ultime modifiche sul fronte dell’apprendistato, con l’impegno, per la Conferenza delle regioni, di stipulare le nuove linee guida sulla formazione entro il prossimo 30 settembre.

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