Esodati, l’Inps chiarisce chi sono gli ultimi “fortunati” ed entro quando potranno accedere alla pensione con il regime precedente alla legge Fornero. Era molto attesa la comunicazione dell’istituto di previdenza sul terzo scaglione di salvaguardie: ora è ufficiale che il termine per ottenere la tutela sarà la fine del 2020.

A distanza di otto mesi dal varo dell’ultima tranche di esodati tratti in salvo per mano statale, a fronte di oltre duecentomila ancora sprovvisti di qualsiasi paracadute di fronte all’incedere dei requisiti imposti dalla legge Fornero, finalmente l’Inps dirama le istruzioni e l’identikit dei futuri pensionati con le regole precedenti la riforma più invisa ai lavoratori prossimi a incrociare le braccia.

Si tratta, nello specifico, di 10.130 ex lavoratori che il governo Monti è riuscito a introdurre alla salvaguardia negli ultimi scampoli di discussione della passata legge di stabilità 2013, l’ultima tranche dopo le prime due, ben più sostanziose, che riguardano 120mila persone in totale.


Così, per l’ultimo treno, il termine di arrivo è fissato al 31 dicembre 2020: dunque, un traguardo molto lontano, ma che vede le tappe di avvicinamento con la presa in carico degli esodati a seconda del loro grado di priorità secondo le indicazioni contenute nello stesso messaggio dell’Inps.

In primo luogo, dovranno farsi avanti i lavoratori in mobilità, particolarmente, quei 2560 – secondo il limite prefissato – che abbiano concluso il proprio rapporto lavorativo entro il 30 settembre 2012 e finiti in mobilità ordinaria successivamente ad accordi conclusi entro fine 2011. Per rientrare nella fetta di lavoratori salvati, c’è tempo fino al 25 settembre prossimo: le domande verranno poste in ordine cronologico a partire dalle date di conclusione del contratto.

Passando, invece, a un’altra categoria tipica di esodati, quella dei prosecutori volontari, la popolazione viene stabilita in 1590 persone. Termine e modalità sono le medesime: domande in ordine di tempo dal più vecchio ” a riposo” che presenti domanda entro il 25 settembre 2013.

Arriviamo a coloro che abbiano abbandonato il posto a seguito di incentivi individuali o di tipo collettivo-sindacale: in questo gruppo, sono 5130 gli sodati inclusi. Si parte sempre dall’esodato più anziano, con termine per le domande alla Direzione territoriale per il Lavoro entro il 25 settembre prossimo. In questo range, potranno trovare spazio anche i lavoratori con i medesimi requisiti che si siano trovati esclusi dai precedenti meccanismi di reintegro.

Infine, ecco la categoria di coloro che abbiano cercato la strada della prosecuzione volontaria e si trovino, in contemporanea, nella situazione di mobilità, che verranno tratti in salvo in 850. In questo caso, la prassi è quella di attendere la conclusione del trattamento per poter accedere al versamento volontario. Si parte sempre dai più “anziani”, solita data termine al 25 settembre.

Come ultima indicazione, l’Inps ricorda che è aperto il punto informativo “Sportello amico”, al quale possono accedere tutti coloro che, potendo rientrare in uno dei tre scaglioni de 130mila esodati salvaguardati, non abbiano presentato domanda entro i relativi termini. Attraverso questo strumento, sarà possibile individuare nuovi casi e completare i posti rimasti liberi anche nelle precedenti tranche.

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1 COOMENTO

  1. Vorrei parlare con l’autore dell’articolo :

    c’è una frase ” errata” su articolo di ww.leggioggi..it ——Così, per l’ultimo treno, il termine di arrivo è fissato al 31 dicembre 2020

    cita il messaggio INPS 12577 pag 2 le risorse sono previste fino al 2020 mentre le salvaguardie SOLO per la lettera b) sono teoricamente ammesse fino al 31 dicembre 2020 ma le graduatorie sono limitate attraverso il criterio ordinatorio.

    Il comma 234 del citato articolo 1 ha determinato le risorse finanziarie destinate al riconoscimento del beneficio di cui al comma 231, stabilendo il limite massimo dell’onere finanziario in 64 milioni di euro per l’anno 2013, 134 milioni di euro per l’anno 2014, 135 milioni di euro per l’anno 2015, 107 milioni di euro per l’anno 2016, 46 milioni di euro per l’anno 2017, 30 milioni di euro per l’anno 2018, 28 milioni di euro per l’anno 2019 e 10 milioni di euro per l’anno 2020.
    Nel caso di raggiungimento del limite numerico connesso ai limiti finanziari stabiliti dal predetto comma 234 non saranno prese in considerazione ulteriori domande.
    Pertanto, le disposizioni in esame relative a tale salvaguardia consentono l’accesso al pensionamento, con le regole vigenti anteriormente al 6 dicembre 2011, nei confronti di coloro il cui trattamento pensionistico ha decorrenza entro il 31 dicembre 2020. bisogna verificare con DG INPS

    mentre per la lettera a) si pone un limite e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014 (non so se solo per mobilitati in deroga) e per la lettera c) e d) si pone un limite decorrenza pensione entro il 6 gennaio 2015

    per la lettera b) non si pone un limite ma il criterio ordinatorio stabilirà le graduatorie teoricamente ammesse fino al 31 dicembre 2020

    grazie scrivetemi a claudio.ardizio@libero.it

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