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Ora che il decreto lavoro è stato approvato dal Senato, manca solo il timbro finale della Camera, che, visto il passo spedito con cui il provvedimento è stato esaminato e licenziato da palazzo Madama, dovrebbe essere niente più che una formalità.

Ieri, 203 senatori hanno detto sì al ddl di conversione del decreto 76/2013, con 32 astenuti e 35 contrari: una votazione a larga maggioranza dunque, per un testo che, però, non ha convinto tutte le zone dell’emiciclo.

Sicuramente, a spendere più di una parola a favore del testo pronto per la conversione finale in legge, è stato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che si è congratulato con i senatori per l’iter rapido con cui il decreto è stato rimandato a Montecitorio. Secondo le sue stime – da ex direttore Istat, ricordiamo – le misure introdotte nel decreto dovrebbero valere qualcosa come 100mila assunzioni tra i giovani.


Il successore di Elsa Fornero, quando indica tali proiezioni, si riferisce alle novità in fatto di sgravi contributivi, che riguardano i giovani tra i 18 e i 29 anni, colpiti da un tasso di disoccupazione, secondo le ultime rilevazioni, che sfiora quota 40%, il record storico da quando gli istituti hanno cominciato a registrare l’andamento dell’economia secondo dati statistici e percentuali.

Così, il decreto lavoro promette agevolazioni importanti a quelle aziende che assumano giovani – anche senza esperienza – in quella fascia anagrafica degli under 30, con tanto di sgravio totale di contributi per le assunzioni a tempo indeterminato.

Nel computo, il massimo di bonus al versamento dei contributi ammonterà a 650 euro mensili, per un periodo di 18 mesi in caso di risorse provenienti da fuori azienda, e per 12 in caso di trasformazione di contratti a termine già in essere.

I requisiti per accedere agli sgravi fiscali rimangono sempre l’età, che deve rientrare nel novero degli anni suddetti, e uno dei seguenti tratti: non aver conseguito il diploma di maturità, arrivare da 6 mesi di disoccupazione, mentre è stato eliminato il carattere che allargava il campo anche a quei giovani con un famigliare a carico.

Inoltre, novità in arrivo anche per chi usufruisce dell’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione e mobilità arrivata con la riforma Fornero di un anno fa: l’azienda che siglerà un contratto con un lavoratore che usufruisce dell’ammortizzatore sociale, godrà della metà di bonus sul contributo Aspi che il lavoratore smetterà di ricevere. Infine, fissato il termine per le nuove linee guida dell’apprendistato: la Conferenza Stato-Regioni dovrà diramare le novità sul fronte della formazione entro il prossimo 30 settembre.

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