In esclusiva per Leggioggi.it l’intervista a Federico Leproux, amministratore delegato di Teamsystem, che ha risposto a domande sulla profonda crisi economica italiana che riguarda settori molto vicini al target di riferimento della propria azienda come le piccole e medie imprese e i liberi professionisti. Una lucida analisi del mercato attuale e di quali possono essere le prospettive future per l’economia tricolore e i suoi principali attori.

Teamsystem è azienda leader per quanto riguarda la produzione di software gestionali per aziende e professionisti, due settori, soprattutto quello delle imprese, che hanno subito fortemente la congiuntura economica negativa. Questo quanto si è riflettuto sull’azienda?

Dal 2009 siamo riusciti a conseguire dei risultati di assoluta soddisfazione, abbiamo continuato a crescere sia in maniera organica sia attraverso acquisizione ed espansione del business, aumentando così principalmente la nostra quota di mercato. Sicuramente nella platea di clienti che serviamo abbiamo osservato segnali di diversa intensità della crisi, quindi un motivo per cui siamo riusciti a crescere è stata la capacità di offrire ai nostri clienti, o potenziali clienti, delle soluzioni che aiutassero a lavorare meglio, ad essere più competitivi, in un certo senso quindi i nostri prodotti sono stati di “aiuto” contro la crisi. Detto questo è chiaro che avendo una interazione forte con delle realtà messe a dura prova dalla congiuntura economica, abbiamo osservato come sia aumentata la mortalità delle aziende e come questo fattore abbia ridotto il nostro pacchetto clienti.


Abbiamo inoltre  notato un po’ di affaticamento nei pagamenti, ci siamo trovati ad avere magari clienti con poca disponibilità di cassa perché a loro volta non venivano pagati. Un altro aspetto della crisi è stata la maggiore difficoltà a ottenere  risultati buoni, che pur essendo paragonabili agli anni migliori, sono stati fatti con uno sforzo maggiore; il problema non è solo la disponibilità o meno di liquidità, o meglio non solo quello, il punto è rappresentato da un atteggiamento difensivo largamente diffuso fra pmi e professionisti. Un atteggiamento del genere, naturalmente, rende più complesso il processo di crescita e la capacità di innescare nuovi processi produttivi.

La flessibilità è uno dei valori principali del vostro marchio, è forse questa la soluzione o una delle soluzioni alla crisi economica attuale?

La flessibilità, in questo momento, è più che mai una ricetta chiave, parlerei quasi di reattività, ossia della capacità di leggere prontamente la realtà che ci circonda e in base a questa lettura, reagire per prendere la strada migliore. Tra l’altro avere una migliore lettura, più precisa e tempestiva, di quel che sta accadendo è una prerogativa dei nostri prodotti oltre che trovare delle soluzioni che siano il più possibile specifiche per il cliente, quindi disegnate su misura. In questo senso è profondamente cambiato il mondo del software, una volta era un prodotto al quale era il cliente ad adattarsi, adesso invece vince un approccio contrario basato sulla capacità del prodotto di adattarsi alle esigenze del cliente, è chiaro che questo deve accadere a costi e tempi ragionevoli per il cliente stesso.

La crisi economica vi ha imposto di rivedere i vostri target di mercato? Il vostro cliente tipo è rimasto sempre lo stesso in quest’ultimo periodo?

All’inizio c’erano settori che avevano risentito maggiormente della crisi e settori che avevano reagito meglio. Purtroppo questa crisi è talmente profonda e diffusa che sono davvero pochi i comparti risparmiati; in generale c’è stato un rallentamento non solamente economico -finanziario ma proprio di umore e predisposizione allo sviluppo e alla crescita. Ad ogni modo più che dei settori ho visto reagire meglio singole aziende o professionisti che si sono rivelati maggiormente pronti a reagire, perché hanno capito in anticipo cosa stava succedendo e quindi si sono adattati di conseguenza. Fra questi c’è chi si è adeguato per reagire solamente all’emergenza e chi invece è andato oltre pianificando una strategia di più ampio respiro: mi aspetto che questi siano quelli che escano dalla crisi più velocemente. Dal canto nostro abbiamo cercato di aiutare e assistere i nostri clienti in questo percorso offrendo strumenti di produttività che andassero ad incrementarne la competitività. Il nostro target di mercato non è pertanto cambiato, non ci siamo riposizionati sul mercato, sicuramente è meno semplice raggiungere gli obiettivi rimasti invariati.

Il vostro pubblico trova nei liberi professionisti una parte rilevante, quali sono le novità principali che Teamsystem propone per i professionisti?

All’interno del nostro portafoglio abbiamo dei prodotti core che da sempre accompagnano le aziende e i professionisti nelle attività più caratteristiche, per certi versi siamo dei privilegiati perché sentiamo meno la crisi visto che i nostri clienti usano i nostri servizi per delle attività che sono assolutamente indispensabili, di cui non potrebbero fare  a meno. Penso ad esempio al commercialista che la mattina deve provvedere alla denuncia dei redditi, la prima azione che fa è accendere il pc, che poi ci sia Teamsystem o meno, quell’attività è per lui imprescindibile.

Quello che abbiamo fatto di radicalmente nuovo in maniera più proattiva, con molte più risorse ed energie finanziarie, è stato trasformare questi prodotti core cercando di migliorarli, di far si che il fatto di avere un prodotto Teamsystem fosse fonte di vantaggio per l’azienda che lo sceglieva. Così abbiamo aggiunto strumenti di produttività, di efficacia sul mercato, strumenti di lettura fra i quali le applicazioni che ci permettono di portare il nostro software su tablet e mobile, il che vuol dire più prontezza, più flessibilità e più economicità. Abbiamo la possibilità di accesso da remoto tramite i nostri servizi “service”, di modo che i nostri clienti possano imputare dei dati direttamente da internet. Siamo presenti sul mercato con l’offerta SaaS, con una infrastruttura hardware virtuale che fa risparmiare costi di infrastruttura. Abbiamo spinto molto nel settore degli avvocati perché abbiano una gestione migliore del loro studio, ma anche tutta la parte di comunicazione telematica con i tribunali.

Teamsystem copre un ventaglio di settori merceologici piuttosto ampio, qual è la chiave  per avere una copertura così efficiente ed ampia, quindi riuscire a diversificare in modo così specifico il prodotto?

E’ vero che siamo abbastanza diversificati ma è anche vero che i segmenti che serviamo sono relativamente pochi. Diciamo che l’idea che ci muove è quella di servire quanto più possibile, hand to hand, il nostro cliente, essere dei profondi conoscitori della professione e del business dei nostri clienti tanto che nel reparto di assistenza abbiamo delle figure con le stesse competenze del mestiere dei nostri clienti, di modo che si possano mettere al meglio nei loro panni per aiutarli nella risoluzione dei problemi. Abbiamo cercato di ampliare la gamma dei nostri servizi per i nostri clienti tipici, provando a diventare un vero e proprio partner commerciale più che un semplice fornitore.

Quali sono i progetti futuri e le novità di mercato di Teamsystem?

Abbiamo intrapreso un processo di rinnovamento interno, partito oltre un anno fa, che durerà per i prossimi 4 anni, le novità principali sono quelle relative al mobile, l’Inservice, il SaaS oltre a quelle che arriveranno nei prossimi anni sempre però nell’alveo della continuità perché vogliamo garantire e salvaguardare chi ha già investito con noi. E’ il progetto di rinnovamento, l’investimento più grande che abbiamo mai fatto in questi decenni, siamo solo all’inizio e tutto quello che verrà sarà nell’ottica di migliorare la sfera dell’interfaccia clienti e l’usabilità, coerentemente con il concetto di flessibilità espresso prima. Stiamo cercando di semplificare il più possibile il software gestionale che da sempre si presenta come un mezzo rigido e difficile.

Smartphone e Tablet sono una possibilità in più che Teamsystem intende sfruttare?

Smartphone e tablet sono una grande opportunità, sono qualcosa in più nel nostro mestiere, non credo però che soppianteranno mai la tecnologia più tradizionale. Ci sono alcune aree dei nostri servizi che proponiamo che si prestano molto bene ad essere portate su mobile, smartphone e tablet, altre che per natura non lo sono e nessuno penserà mai che ci vadano.


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