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Dopo gli incontri bilaterali con i partiti in merito alla riforma dell’Imu e sul successivo incontro tra governo e maggioranza per disegnare le nuove imposizioni fiscali sulla casa, aleggia una sensazione di fiducia. Un punto comune che sembra essere stato raggiunto dalle parti è costituito dalla stretta sugli immobili a disposizione, ossia seconde e terze case sfitte, attualmente escluse dall’Irpef al contrario di quelle affittate di modo che termini questa sproporzione fra le une e le altre.

E’ stato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, a rendere noto alle commissioni Finanze di Senato e Camera il cambio di rotta che conferma la volontà di far alzare fino a 50 miliardi già quest’anno il monte dei pagamenti dei debiti della Pa, anticipando in autunno, se c’è la possibilità, una nuova tranche da 10 miliardi.

Saccomanni ha ribadito che la diminuzione del peso del Fisco, soprattutto per quanto riguarda il lavoro nell’ambito dei contributi sociali e non previdenziali, con relativa redistribuzione del carico è un traguardo prioritario da raggiungere “con tenacia su un orizzonte non di mesi ma di anni”.


Un obiettivo potrà essere conseguito facendo leva, oltre che sulla lotta all’evasione, su un’estesa razionalizzazione della spesa pubblica, “condizione necessaria” per il calo delle tasse. “Vi sono ampi margini per ottenere risparmi in molti comparti e per semplificare gli apparati pubblici, senza dover rinunciare a fornire servizi di elevata qualità”, dice Saccomanni. Il ministro, in merito alla possibile ripresa prima della fine dell’anno, dichiara che anche a luglio ci sono stati segni di un aumento del gettito Iva sugli scambi interni dopo la crescita già registrata a giugno.

Saccomanni, visto che la considera una priorità, confida nella approvazione in tempi brevi della delega fiscale, ed evidenzia che la revisione del catasto “non comporterà incrementi del gettito complessivo” dalla tassazione immobiliare. “L’entrata in vigore delle nuove rendite – aggiunge il ministro – dovrà infatti essere accompagnata da riduzioni delle aliquote, in modo da lasciare invariato il carico complessivo. In particolare dovranno essere ridotte le imposte sui trasferimenti, che in Italia sono particolarmente elevate”.

La tematica Imu rimane dunque un nodo importante da sciogliere e per il momento sta generando una rottura nel Pd per via delle dichiarazioni del viceministro dell’Economia, Stefano Fassina “esiste un’evasione di sopravvivenza”. Fassina ribadisce che rimane prioritario “fermare l’aumento dell’Iva” e riformare la tassazione sull’abitazione.

Per il viceministro, “lasciando l’Imu” sulle abitazioni principali “di maggior valore, pari al 15%”, con la contemporanea eliminazione dell’imposta “per l’85% delle famiglie”, si possono recuperare “2 miliardi” per lo stop sull’Iva. Un’ipotesi respinta da Renato Brunetta (Pdl), che parla di “bugia già ascoltata” e di “confusione delle carte”.

Quanto alle misure che il Governo intende attuare per migliorare la crescita, Saccomanni fa riferimento a un potenziamento dell’Ace (“qualora fosse compatibile” con i vincoli di finanza pubblica ribadendo che il tetto del 3% di deficit è un punto fermo). E “a misure che possano consentire alle imprese di avere accesso a maggiore liquidità” sostenendo l’offerta di credito “con una revisione del trattamento fiscale delle svalutazioni dei crediti delle banche”. 


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