L’Anaci, associazione degli amministratori condominiali, stima in 1,25 miliardi l’effetto del blocco dei lavori di manutenzione straordinaria in condominio originati dall’istituzione di un obbligatorio fondo previsto specificatamente per raccogliere in anticipo tutto l’ammontare necessario. L’ipotesi di racimolare in via preventiva rate scaglionabili in uno o due anni, per di più in un simile momento di crisi, suscita non poche perplessità. Gli esiti della predisposizione sono duplici: da un lato essa influisce sullo stato di conservazione e sicurezza dell’immobile, dall’altro invece si ripercuote sul settore imprenditoriale (in particolare quello artigiano) perché appunto preposto alle ristrutturazioni. In aggiunta a ciò, la detrazione del 50% ora prevista, che rende ulteriormente appetibile il ricorso a queste tipologie d’intervento, potrebbe rischiare di rimanere, per circa un milione di edifici condominiali, interamente sulla carta. Il vicepresidente vicario di AnaciFrancesco Burrelli, spiega: “Ho svolto già cinque assemblee straordinarie su lavori già programmati da tempo, per 750 mila euro complessivi, ma senza delibere. Siamo fermi mentre studiamo una forma di finanziamento bancario o forme di delibere a lotti per creare fondi spese più contenuti”.

Rincara poi la dose Pietro Membri, presidente dell’associazione, ricordando tuttavia che “la norma è derogabile” anche se soltanto tramite “regolamento contrattuale o delibera unanime”, così come precisato da Vincenzo Nasini di Gesticond. “Basterebbe istituire il fondo per tranche –aggiunge Nasini- per esempio con riferimento allo stato avanzamento lavori”. Della stessa opinione sembra anche Achille Colombo Clerici, portavoce di Assoedilizia, il quale sostiene che “l’obbligo non si estende al versamento materiale dei contributi” potendo dunque questi essere lecitamente dilazionati in un arco temporale più lungo.Anche il presidente di Confiac, Paolo Caprasecca prevede l’obbligatorietà di “versamento in accordo con lo stato avanzamento lavori” così come stabilito dall’appalto. Più pragmatica, invece, la posizione mantenuta da Assocond, l’associazione dei condomini, il cui presidente, Augusto Cirla, al riguardo sostiene: “La tendenza delle assemblee a oggi riscontrata è di limitarsi a dare atto nei verbali della costituzione del fondo, prevedendo l’inizio lavori dopo due-tre rate in accordo con l’appaltatore”. Tuttavia, prosegue Cirla, “anche la magistratura milanese mi risulta che abbia informalmente deciso di ritenere valide le delibere così assunte”. La soluzione prospettata invece da Luigi Cianilli da ConfaiUnioncasa coincide con “l’accesso al credito previsto dall’articolo 1108 del Codice civile”, nonostante, precisa Cianilli “ad eccezione di Harley&Dikkinson con Banca popolare di Milano, tutti gli altri istituti hanno preferito i mutui individuali”. Tra gli elementi nodali al centro della proposta revisionale della legge di riforma del condominio, elaborata e presentata dal Sole24Ore al Parlamento insieme alle associazioni di categoria all’interno del Forum condominio, emerge l’abrogazione dell’obbligo di costituire anticipatamente un fondo per i lavori.

“Non è una norma che abbiamo voluto -fanno sapere dall’Ance- ma ora serve un’interpretazione autentica che consenta di legare le disponibilità di cassa agli stati di avanzamento lavori”. I primi sintomi di quello che potrebbe prospettarsi lo stanno in parte assaggiando i costruttori di Ance di Genova, la città italiana con la più elevata densità di condomini, dove, come informa il direttore di Ance Liguria, Michele Parodi, sono state già quindici le delibere completamente arenate. Allarme anche nel settore artigianale, ad esempio di costruzione degli ascensori: “Rischiamo di perdere l’effetto benefico delle agevolazioni fiscali che tra l’altro garantivano anche tempi certi di pagamento”, dichiara Bruno Venditti, a capo degli ascensoristi di Confartigianato. Al fine di circoscrivere gli eventuali danni c’è poi chi, come Claudio Pavan, alla guida di Confartigianato Antennisti/Elettricisti, prova a fare marcia indietro retrocedendo a manutenzione straordinaria alcuni specifici interventi con l’intento di innescare l’esonero dal Fondo. “Ben venga -commenta Pavan- qualsiasi strumento contro le morosità: aspetto di essere pagato da un condominio da più di un anno”.


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2 COMMENTI

  1. siamo 12 condomini ma nessuno vuole l amministratore la struttura cade a pezzi cosa fare in via benvenuto gellini fano n 03 pu aiuto preferiscono andare in vaganza ma altro no ho fatto intervenire i vigili del fuoco per metterlo in sicurezza ma niente cosa aspettiamo che crolla tutto aspetto vostro aiuto

  2. E’ logico che data la tolleranza sociale unitamente al relativo buonismo di sempre verso la morosità, le nefaste conseguenze sono a carico di tutti. Del resto è comprensibile che si lavori per vivere e non per diletto e che piuttosto che dover attendere ad libitum i sudati corrispettivi sia bene (e meglio) darsi alla pesca sportiva. Non pare giusto che si accollino ad imprese e professionisti i sovrani pagherò dei sovrani condomini. Ognuno si tenga i so debech!.

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