Decreto del fare, è partita la stretta sugli emendamenti. Si è aperta alla Camera la rincorsa a chiudere il testo del provvedimento varato dal Consiglio dei ministri in materia di semplificazione, giustizia civile e altro ancora.

E’ arrivata una pioggia di emendamenti alle Commissioni Lavoro e Bilancio di Montecitorio, che, da oggi, si trovano costrette a un lavoro di cesello al fine di ridurre quanto possibile un testo già molto corposo, composto di quasi 90 articoli nella sua versione originaria. In totale, quelli depositati sono stati ben 2300, e sono stati 1500 quelli ammessi preventivamente dalle Commissioni chiamate a redigere il nuovo testo. Secondo le prime indiscrezioni, obiettivo della maggioranza sarebbe quello di portare la mole dei ritocchi al decreto non oltre le 500 unità.

La notizia più clamorosa degli ultimi giorni è senza dubbio la presentazione di una modifica che introduce la possibilità di vedersi decurtato del 30% il valore di una contravvenzione stradale pagata entro 5 giorni dalla sua emissione.


Tra le materie che sicuramente troveranno nuove formulazioni e qualche piccola modifica, troviamo la pratica del Durc, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, richiesto ai titolari di aziende o attività commerciali, presente all’articolo 31 del testo in esame che ne introduce, tra gli altri aspetti, la possibilità di presentazione retrodatata. Stessa sorte, sempre dai primi riscontri, per il Duvri, il Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza, mentre si valuta sulla possibile eliminazione tout court dell’articolo 35 sulle procedure per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.

Un’altro campo su cui sicuramente interverrà la ridefinizione in sede parlamentare, è quello degli appalti: possibile, in questo senso, che venga ripristinato l’obbligo di versare il 20% prima della realizzazione dei lavori, oltre alle pratiche di emissione delle attestazioni da parte delle Soa, o società deputate.

Novità in arrivo anche per la salute: tra le ipotesi al vaglio, supportate dal ministro Lorenzin, quella di introdurre nel prontuario nazionale i farmaci antitumorali e per le patologie rare. A supportare le Commissioni della Camera nel lavoro di riduzione del numero di emendamenti al decreto del fare, dunque, ci sarà anche il governo, che renderà noti quelli ritenuti imprescindibili e su cui sarà necessario aprire un dibattito parlamentare.

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