E’ arrivato il via libera da parte del Consiglio dei Ministri sul decreto legislativo per la “Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell’articolo 2 della legge n. 219 del 2012”, trasmettendo il testo direttamente al Parlamento per il completamento dell’iter. Il provvedimento che ‘revisiona’ la delicata tematica della filiazione, da oggi, rende ufficialmente nulla la differenziazione fra diverse categorie di figli.

La normativa che parifica i diritti dei figli naturali ai diritti di quelli legittimi, infatti, è da tempo pronta per essere applicata, avendo ricevuto l’approvazione definitiva, a larga maggioranza (con 366 voti a favore, 31 contrari e 58 astensioni), della Camera già il 27 novembre scorso. Da questo momento, finalmente, non esistono più categorie di figli di Serie A ed altre invece di Serie B. Si è “figli e basta”, ha commentato  il premier, Enrico Letta, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.

Nel provvedimento si legge: “La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo”. La nuova norma stabilisce, inoltre, quali sono i diritti e i doveri dei figli e, all’articolo 2, commissiona al Governo una delega per la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, da predisporre entro 12 mesi.


L’esecutivo, infatti, è stato chiamato a rimettere mano, con riferimento alla completa legislazione vigente, sulle disposizioni disciplinanti i figli naturali e quelli legittimi, ma anche a modificare la dottrina del riconoscimento di chi nasce fuori dal matrimonio e a raccogliere tutti gli assetti che regolamentano i diritti e i doveri nei confronti tanto dei figli legittimi quanto di quelli naturali. In maniera ancor più rilevante, poi, pesava sul Governo l’onere di adeguare la disciplina delle successioni e delle donazioni al principio di unicità dello stato di figlio.

E proprio su questi punti, specificatamente destinati ad abrogare, così come richiesto appunto nella delega, ogni discriminazione tra i figli, inclusi quelli adottivi, si focalizza il decreto legislativo approvato dal Governo, che reca un testo particolarmente innovativo per ciò che riguarda le vigenti leggi e disposizioni contenute sia nel codice civile che in quello penale.

 


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  1. Senza dubbio un atto importante,ma,in questo momento gli italiani necessitano di lavoro e pane non di figliolanza riconosciuta e riconoscibile.I politici eletti dovrebbero dimettersi tutti se posseggono una dignità.Dice un detto popolare(forse inglese),l’onestà è la prima polizia ,io aggiungo anche la prima pulizia.Penso che il parlamento sia poco pulito.E’ inutile riempire quotidiane giornalate di proposte senza fondamento è necessario formulare leggi per il lavoro e il fisco giusto.Necessitiamo di leggi che riconoscano la pari dignità fra Stato e cittadini non di bocche aperte per parlare perché a questo servono le bocche oltrechè per mangiare.Ho sempre sostenuto che non si vince la fame in Africa portando container carichi di palloni ma educando alla produzione di alimenti e scaricando vagonate di cibi.

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