Il cammino delle riforme costituzionali prosegue a passo accidentato: da una parte il governo cerca di rispettare la tabella di marcia, ma, dall’altra, emergono contrasti e frizioni a rallentare l’incedere del lungo iter previsto per la revisione della Carta fondamentale. Notizia di oggi è anche l’abbandono della commissione dei 35 saggi da parte della professoressa Lorenza Carlassare, forse finora il colpo più duro al nuovo corso delle riforme varato dal governo di Enrico Letta.

Riepilogando, le riforme costituzionali si stanno muovendo su un doppio binario: quello classico, di stampo parlamentare, e l’altro, di origine accademica, che vede cimentarsi 40 illustri cattedratici che cercano di indirizzare l’azione del governo e della maggioranza e i temi su cui dovranno concentrarsi gli sforzi dell’esecutivo.

Ricordiamo, a questo proposito, l’intervista che Leggioggi.it ha realizzato in esclusiva al professor Pietro Ciarlo, altro membro della commissione di esperti che aprirà la strada delle riforme costituzionali secondo il piano stilato dal governo lo scorso mese di maggio, e che dovrebbe protrarsi almeno fino a ottobre 2014.


Così, ieri è arrivata la conferma che il Senato ha dato il primo via libera al disegno di legge iniziale per ridisegnare l’architrave istituzionale: tra le materie oggetto delle prossime riforme, infatti, dovrebbero figurare sia la legge elettorale, che al forma di rappresentanza, che, e non da ultimo, la riduzione del numero dei parlamentari. Il ddl ha aperto, oltretutto, la strada al Comitato dei 40, che dovrebbe subentrare alla Commissione attualmente in funzione e che sarà composto da 20 senatori e 20 deputati, “filtro” tra ambito accademico e politica.

Nel frattempo, è stata avviata la consultazione online sul tema delle riforme, che il ministro Gaetano Quagliariello ha annunciato come epocale ma che dalle prime impressioni sembra scaldare relativamente i cuori della popolazione, alle prese con problemi di tipo economico ben più stringenti.

In ogni caso, anche da parte dei saggi le cose paiono non andare a gonfie vele: ieri, uno dei membri più noti per la sua passione civile e le battaglie sottoscritte e tenute nel passato, Lorenza Carlassare, ha lasciato il suo ruolo come esperto di diritto costituzionale della Commissione, inviando proprio al ministro delle Riforme la sua lettera di “dimissioni”:

Ecco il testo integrale della lettera:

Al prof. Gaetano Quagliariello
Ministro per le Riforme Istituzionali

Caro Ministro,
con dispiacere ti annuncio le mie dimissioni dalla Commissione. Le ragioni non riguardano i nostri lavori: si procedeva bene, il clima era buono. Le ragioni sono altre, per me insormontabili.
Forte era la mia riluttanza ad entrare in una Commissione ‘governativa’, data l’opinione negativa che ho di questo Governo non per le persone che lo compongono o il suo Presidente che stimo e rispetto, ma per l’innaturale maggioranza che lo sostiene. E’ una questione politico-costituzionale: già il percorso che ha condotto alla sua formazione mi è parso costituzionalmente dubbio. Poi, vista la qualità dei colleghi e l’orientamento di molti, sono rimasta volentieri. Ora non è più possibile.
La maggioranza, con il comportamento di ieri, ha mostrato in pieno la sua assoluta estraneità ai valori dello Stato di diritto, il disprezzo per il costituzionalismo liberale e i suoi più elementari principi. Se il Parlamento ferma i lavori perché la data di una sentenza non consente a un imputato eccellente di fruire della prescrizione, per rispetto delle istituzioni e della democrazia costituzionale non posso certamente continuare a far parte della Commissione di un Governo sostenuto da una simile maggioranza.
Grazie per la tua costante cortesia

Lorenza Carlassare
Padova 11 luglio 2013

 


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