Il crocevia tra amnistia e indulto, per risolvere l’emergenza carceri nel nostro Paese, sembra destinato a sbrigliare le rispettive intersezioni. L’indulto, congiuntamente alla grazia, è disciplinato dall’articolo 174 del Codice Penale e “condona in tutto o in parte la pena inflitta, o la commuta in un’altra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue le pene accessorie (…) e neppure gli altri effetti penali della condanna”. Il provvedimento ha carattere di indulgenza generale e differisce dall’amnistia perché si limita ad estinguere in tutto o in parte la pena principale, come specificato dal testo penale, condonandola o commutandola in altra specie, non giungendo dunque ad estinguere le pene accessorie (salvo che la legge di concessione non disponga altrimenti) e, ancor più rilevante, lasciando sussistere gli altri effetti penali della condanna. Lo strumento dell’amnistia, al contrario, estingue completamente il reato. Prevista dall’articolo 151 del Codice Penale, essa infatti “estingue il reato e, se vi è stata condanna, fa cessare l’esecuzione di questa e le pene accessorie”.

Al di là dell’assimilabile natura di clemenza, tra i due provvedimenti ‘eccezionali’, è l’amnistia a pesare indiscutibilmente di più rispetto all’indulto, stimolando con più facile frequenza reazioni di scandalo tra la gente comune. Per far fronte concretamente al problema del sovraffollamento, che relega le carceri nostrane entro livelli giudicati ‘incivili’ dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, torna ad invertire rotta sull’amnistia. “Sarebbe molto utile, –ha dichiarato al riguardo il ministro durante un’intervista rilasciata a Radio Vaticana- “però c’é un discorso politico dietro all’amnistia e questo io lo lascio fare al Parlamento che dovrà fare le sue valutazioni. Per quanto ci riguarda, naturalmente, un alleggerimento della pressione della popolazione carceraria sarebbe molto utile”. Le parole del capo del Dicastero della Giustizia non suonano nuove. La situazione detentiva italiana sta rasentando livelli di inaccessibilità tali da riuscire a demolire ogni valenza rieducativa della pena, così come stabilita dalla stessa Costituzione.

Riuscire a far collimare, da un lato, l’interesse della società collettiva ad essere tutelata, e dall’altro, la necessità di punire il reo, predisponendo allo stesso modo uno scopo riabilitativo che possa davvero sfociare in una re-immissione societaria positiva e di conseguenza scongiurare la recidiva, è diventato negli anni uno dei compiti più ardui per tutte le classi dirigenti del Paese. In merito al provvedimento sulle pene alternative, il Guardasigilli ha scongiurato la possibilità di far uscire dal carcere soggetti valutati come pericolosi: il Ddl guarderà più al versante delle entrate. I fulcri nodali del sovraffollamento rimangono infatti gli ingressi detentivi di quei soggetti, che vista la fattispecie delittuosa a carico e la brevità dello ‘stazionamento’ dietro le sbarre, potrebbero più adeguatamente essere “titolari di misure alternative”. Sull’emergenza-carceri, il ministro ha ribadito la predisposizione concreta di una “strategia a 360 gradi” capace di operare contestualmente su diversi versanti. “Intanto -ha precisato Cancellieri- sul versante normativo con questo decreto, che è servito ad una prima azione, stiamo facendo una rivisitazione di tutte le norme penali, con un’importante azione di depenalizzazione cui procederemo in modo che cambierà molto anche il tipo di pena e tutto quello che ad essa è connesso”.


“D’altro lato stiamo, invece, provvedendo a riorganizzare le carceri su tutto il territorio nazionale, cercando di coprire i posti che ci mancano, anzitutto con una serie di opere nuove”. Tra queste, la cui realizzazione ha come tetto massimo un anno, spicca la ‘liberazione’ di “12 mila nuovi posti, oltre ad altri 5-6 mila” direttamente ricavabili dalla ristrutturazione di istituti carcerari già esistenti. Il ministro Cancellieri ha poi riservato parole di elogio nei riguardi degli agenti della polizia penitenziaria, una categoria, questa, che da anni si vede costretta ad operare in condizioni estremamente depauperate, vista la riduzione all’osso dell’organico, per lo più, all’interno di contesti già di per sé duri e delicati da gestire. Gli agenti penitenziari “svolgono un lavoro preziosissimo. -ha sottolineato il Guardasigilli- Poi che i ruoli siano adeguati alle esigenze, credo che vada rivisto in un’ottica di riorganizzazione anche del sistema carcerario. Occorre investire molto sugli strumenti informatici, affinchè liberino le guardie carcerarie da tante incombenze. Occorre intervenire sulle strutture, che rendano meno faticoso il loro lavoro. C’é tutta una serie di cose, per la quale poi un calcolo di carenza o meno di organico si potrà fare soltanto quando tutto il progetto sarà definito”.  In un tempo in cui il problema dei detenuti è stato relegato da molti ai margini delle priorità nazionali, è opportuno ricordare che il bene di una società parte sempre dalla capacità di offrire strumenti di integrazione (e talvolta rieducazione) a chi invece ne è privo.


CONDIVIDI
Articolo precedentePrestazione energetica e impianti termici: novità per i professionisti
Articolo successivoLotta all’evasione: sconti su ristrutturazioni e spese mediche

10 COMMENTI

  1. BASTA PRENDERE IN GIRO LE PERSONE, FORSE NON SAPETE L’EFFETTO CHE PRODUCE DENTRO AD UNA STRUTTURA PENITENZIARIA SENTIRE ALLA TV O GIORNALE ECC. LA PAROLA AMNISTIA O INDULTO…..!!!!!!

  2. Il vero ptoblema che lo STATO italiano e alcuni politici sono insensibile all umanita ma non per propria colpa perche l ipocrisia e l egoismo prevale sulle loro azioni di interesse personale e politico,tutto a scopo del loro trionfo elettorale,calpestando e privatizzando la vita umana che DIO ci ha donato.IL DIRITTO POLITICO non si puo mettere al confronto con i diritti dei cittadini tutelati dallo STATO il POTERE POLITICO utilizzato come un arma diviene piu forte di quello economico e fisico di qualunque persona.La DISINFORMAZIONE e il loro cavallo di battaglia fingendosi onesti ma senza il rispetto delle proprie leggi STRUMENTALIZZANDO de loro colpe e assolvendosi dalle responsabilita delle carceri e dei continui atti di autolesionismo torture psicologiche sanitarie condizioni degradanti al fine di giocare sulla sopportazione alla vita per detenuti e agenti del tutto indifferente voltando le spalle a tutta la disumanita applicata dalla loro complicita di STATO VENDICATORE e morti legalizzate ma che nessuno puo al di fuori di esso.Il rispetto della costituzione e dei suo contenuti che in questi casi e divevuta carta straccia ma risolutivo emergenziale per la pacificazione di un paese civile si chiama AMNISTIA e va applicata e rispettata dei suoi effetti per tutti i casi di lieve pericolosita sociale el il suo limite di efficacia senza strumentalizzando il tema sulla pelle e sulle paure dei cittadini liberi del loro diritto di rispetto delle leggi e onesta di non essere complice di questo trita carne umano dello STATO la COSTITUZIONE non e una comodita di diritto per i politici ma e un principio di diritto per tutti i cittadini che rispettano e ne danno il valore senza avere interessi.AMNISTIA PER LA REPUBBLICA e diventare un paese PIU civile per una grande riforma della GIUSTIZIA e penitenziaria in materia di rieducazione e riabilitizzazione che da molti anni e servita solo a trovare il PERDONO DI DIO NELLA VITA ETERNA

  3. Oramai amnistia e indulto sono l unica soluzione, è soltanto una questione di tempo!!!

  4. in primis, se la giustizia fosse uguale per tutti? va riformato il codice in ogni suo aspetto!
    la prevenzione, nel senso che invece di condannare gratis, ovvero anche innocenti, si
    facciano le dovute indagini, PRIMA ! …un paragone, 2 anni per calunnia, 3 anni e 4 mesi per
    omicidio,,,.che dire? I SOLDI VANNO SPESI PER LA PREVENZIONE IN OGNI SUO ASPETTO, e in tutti i modi, mi pare alquanto inopportuno ampliare o costruire nuovi istituti di
    pena, un BUON PAESE NON DOVREBBE AVERE CITTADINI RESIDENTI NELLE CARCERI,
    ….sopratutto mi rivolgo a coloro che sono stati condannati ingiustamente, fratelli la giustizia
    non è di questo mondo, e non risiede nel cuore dell’ uomo,….sara’ il giudizio di DIO che l’uomo
    deve temere….abbi fede, prega, qualunque sia la Tua posizione, DIO è GRANDE TI ascolta

  5. i diritti umani vengono calpestati in uno scontro tra poteri ,oserei dire forti,ma vedrete che il guarriero che si nasconde dietro una falsa democrazia cadra’ .per adesso siamo solo all’inizio ,non credo che daranno un aministia ,tranne che ? qualche pupazzo sia in pericolo …e si oggi solo i pupazzi vanno avanti..

  6. oltre ad un indulto o meglio amnistia, bisogna subito preparare un piano di ampliamento e miglioria delle carceri, se possibile, o anzi sicuramente un piano di rieducazione e rinserimento di quei detenuti che dimostrano di potercela fare. Non a caso chi fa un buon programma di rinserimento difficilmente ritorna a delinquere. Ripeto per fare questo bisogna subito riportare le carceri ad un numero gestibile di gente, grazie proprio ad un indulto o amnistia si voglia e dando subito vita ad un buon recupero dei detenuti meritevoli senza aspettare come al solito di ritornare in breve tempo al sovraffollamento, come siamo soliti fare. I mezzi ci sono “ALLORA……..” aspettiamo altre multe dalla comunità europea? FORZA NON è Più TEMPO di palare. Per questo e per tanti altri problemi Italiani le soluzioni ci sono

  7. Egregi Signori che rappresentate il governo adesso bisogna usare il buon senso,ovviamente perchè e tutto palese per la situazione delle carceri italiane,non e possibile che in un degrado del genere il paese non possa comprendere l’urgenza delle vostre decisioni.
    Ci tengo a sottolinearlo,che dopodichè bisogna continuare, riformando la giustizia e rimodernare le strutture carcerarie,così facendo potrete rispettare i diritti umani che La Corte Europea vi obbliga ad attuarli,e che da decenni si evade.. da questo problema che non fà parte di una cultura del nostro paese,in un stato democratico l’emblema e la civiltà la cultura e le decisioni obiettive in casi del genere,e,ovviamente anche in tanti altri casi,di cui in codesto periodo ci riguardano.Concludo con l’auspicio che non solo possa essere positivo l’effetto della giustizia,ma con un cambiamento radicale in tutti gli argomenti del paese,se vorrete potrete
    realizzare anche codesto tasto dolente che si chiama Amnistia ed Indulto.

  8. ooooooooooo si parla ma non si fa niente non serve parole serve fatti pensate un poco a quelle agente quale stano chiusi dentro vogliamo amnistia all piu presto

    AMNISTIA …AMNISITIA VOGLIAMO
    VI PREGO S.ANA MARIA DIPENDE TUTTO DA VOI………

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here