Avvocati sempre sulle barricate. Si è aperto ieri lo sciopero dei professionisti del foro, a seguito della reintroduzione tramite decreto della mediazione civile e a ruota delle aspre polemiche che hanno contraddistinto il rapporto tra Ministero della Giustizia e avvocatura nei giorni scorsi.

La situazione, tra governo e professionisti dell’ambito forense, è tesa più che mai: lo testimoniano gli scambi di battute al vetriolo tra il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e alcune sigle di rappresentanza del mondo legale. Appena alcuni giorni or sono, infatti, tra le due sponde sono volati strali reciproci che hanno irrigidito non di poco la già difficile relazione tra questi due emisferi opposti del sistema giudiziale.

Il tutto, è bene ricordarlo, nei mesi in cui sta faticosamente entrando in vigore la riforma forense, mentre il Cnf sta predisponendo le bozze dei decreti attuativi da sottoporre al Ministero su temi di natura complicata, come il contributo unificato o la specializzazione, o, ancora, la formazione continua.


Dunque, in un contesto simile sganciare la “bomba” del ritorno della mediazione civile obbligatoria come condizione di procedibilità ha indubbiamente reso il clima incandescente.

Il tutto, come noto, è avvenuto, con la pubblicazione del celeberrimo “decreto del fare”, in cui il governo ha inserito misure per aree e settori disparati, ma dove, l’unico capitolo ancora in esame, è proprio quello relativo alla giustizia civile, finito in Parlamento per ottenere il bollino che reintrodurrà ufficialmente la mediazione nelle vecchie vesti.

Dopo le uscite del ministro Cancellieri, però, la situazione si è ingarbugliata ulteriormente, ed ecco che alcune sigle dell’avvocatura hanno dichiarato per questi giorni la serrata della categoria, inoltrando un documento dove si presentano specifiche richieste per la categoria professionale.

Ed è proprio il Cnf a firmare le proposte di modifica all’attuale legge in discussione alle Camere, enunciando quelli che dovrebbero essere i capisaldi irrinunciabili di una nuova legislazione sul processo civile.

In particolare, si fa riferimento a emendamenti da inserire nella parte del decreto del fare ancora in attesa del’ok definitivo. In primis, il Cnf chiede di introdurre un nuovo Capo (I-Bis) con la istituzione delle Camere arbitrali presso ciascun Ordine degli avvocati. Quindi, addio alla mediazione obbligatoria, ponendola come imprescindibile solo entro un anno e per diatribe inferiori a 8mila euro, inclusa la totale gratuita del primo incontro.

Gli avvocati, poi, chiedono la soppressione della norma sulla conciliazione giudiziale, ponendo il limite ai giudici ausiliari a controversie pendenti da non meno di 18 mesi. In chiusura, il Cnf si attende l’esclusione degli stagisti dalle camere di consiglio, oltre alla previsione dell’assistenza legale per la redazione di documenti sul concordato preventivo.

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Vai al testo del decreto del fare pubblicato in Gazzetta Ufficiale


1 COOMENTO

  1. E’ davvero priva di senso questa ostilita’ alla mediazione;
    con tutti gli arretrati che ci sono di liti, ormai divenute una moda anche per un soffio d’aria,
    é incomprensibile; cosi’ come le tariffe fuori dal mondo per leggere due fogli, magari pure scritti in italiano scadente. NON CI SIAMO DAVVERO
    Sono troppi e poco preparati settorialmente; mentre i giudici sono generici come i medicinali, dimenticando che un generico senza eccipiente, spesso non ha il medesimo effetto-

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