Le violazioni antitrust come cartelli e abusi da posizione dominante, è noto, sono all’ordine del giorno. Tali infrazioni possono causare danni gravi  non solo all’economia nel suo complesso, ma anche alle aziende e ai consumatori. Basti solo pensare ai danni per aumenti dei prezzi e  per profitti persi a causa di preclusione da un mercato. In contrapposizione però la percentuale delle vittime che propone un’istanza di risarcimento per il danno subito e riesce ad ottenerlo è veramente bassa, circa il 25%.

Questo è dovuto soprattutto alle incertezze sulle procedure e sulle regole, che scoraggia le vittime di abusi a rivolgersi alle autorità per chiedere giustizia dei danni subiti. Inoltre, le norme nazionali sono ampiamente divergenti in tutta Europa e, di conseguenza, le possibilità delle vittime di ottenere un risarcimento variano nei diversi Stati membri.

Ma ora sembra aprirsi uno spiraglio: a breve potrebbe essere più semplice ottenere risarcimenti per violazione delle norme antitrust da parte di aziende.


La commissione europea infatti con due provvedimenti cerca di superare ostacoli procedurali e legali e semplificare la strada a consumatori e piccole imprese per ottenere un equo compenso dei danni subiti.

Nei giorni scorsi è stata presentata una proposta di direttiva dalla commissione che propone di colmare le lacune, ad iniziare dal tempo entro il quale le vittime possono presentare un ricorso per risarcimento danni. Inoltre si propone altresì di investire le Corti nazionali del potere di ordinare alle aziende di produrre le prove dell’infrazione e dunque del danno.

Oltre la direttiva, è stato presentato anche un secondo provvedimento, una raccomandazione volta a favorire azione collettive per le vittime dei danni. Come fa notare la commissione, quasi sempre una violazione di norme antritrust coinvolge più di un soggetto, e quindi in presenza di più vittime sarebbe più semplice ed economico presentare un ricorso unico. Ecco perché il secondo provvedimento è indirizzato a regolare azione collettive in modo tale da avere un accesso alla giustizia più immediato.

I due provvedimenti potrebbero produrre dei vantaggi notevoli a livello di costi e tempi e soprattutto una semplificazione delle procedure legali.

La proposta di direttiva sarà ora discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Una volta adottata da queste istituzioni, gli Stati membri avranno due anni per attuare le disposizioni nei loro ordinamenti giuridici.


CONDIVIDI
Articolo precedenteCGUE, impianto fotovoltaico soggetto a pagamento IVA: quali le conseguenze?
Articolo successivoEsodati: stop alla volontaria per chi matura già i requisiti

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here