Lo Stato Italiano rinuncia ad impugnare la sentenza della Cassazione che, il 28 gennaio scorso, ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica per non aver garantito, con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli.

E’ quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi il 29 giugno scorso. “Il Governo non ha intenzione di impugnare per revocazione la sentenza definitiva con cui la Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica”, si legge nel comunicato. “Questa determinazione – prosegue la nota – è motivata da ragioni giuridiche, in qua to un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo Stato a ulteriori spese. Ma soprattutto è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari. La sentenza definitiva della Cassazione andrà semplicemente eseguita” conclude la nota.

La sentenza sulla strage di Ustica oggetto della nota è la numero 1871 del 28 gennaio 2013, con la quale  la Terza sezione civile della Cassazione ha condannato, in via definitiva, i Ministeri dei Trasporti e della Difesa a risarcire i familiari di quattro passeggeri del volo Itavia. La sentenza ha sancito il diritto al risarcimento dei familiari di alcune vittime della strage, che nel ’90 si erano rivolti al giudice civile.


Il disastro aereo avvenne venerdì 27 giugno 1980: un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia Itavia, decollato dall’aeroporto di Bologna e diretto a Palermo, si squarciò in volo e scomparve in mare vicino a Ustica. Nel disastro persero la vita tutti gli 81 occupanti dell’aereo, 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio.


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