In merito all’ordinanza sottoscritta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, giovedì 27 giugno, con la quale le sigarette elettronichesono state ufficialmente bandite dalle scuole e nei confronti dei minori di 18 anni, il Codacons pronuncia parere sfavorevole.

Il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, infatti, ha qualificato la disposizione ministeriale come “assolutamente insufficiente”. L’ordinanza, che interdice agli svapatori di poter usufruire delle e-cig entro le mura di tutti gli istituti scolastici oltre che, più in generale, per tutti coloro che ancora non hanno raggiunto la maggiore età, è arrivata a seguito dell’inasprimento varato dal governo delle accise proprio sulle sigarette elettroniche, le stesse accise che andrebbero a coprire una cospicua porzione delle risorse necessarie per il blocco all’aumento dell’Iva.

Il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha commentato la decisione sottoscritta dal Dicastero della Salute con toni insoddisfatti: “Le e-cigarettes vanno vietate in tutti i luoghi pubblici, al pari delle normali sigarette. Non si capisce infatti il criterio per cui siano ritenute dal ministero pericolose, e quindi da vietare, all’interno delle scuole, ma non in altri luoghi aperti al pubblico”, ha ribadito Rienzi.


Lo stesso Consiglio Superiore di sanità, soltanto poche settimane fa, ha confermato la necessità di estendere il divieto dell’utilizzo delle sigarette 2.0 in tutti i luoghi pubblici, quale manovra a valenza precauzionale. La delibera emanata dall’organo tecnico-consultivo del ministero della Salute è stata motivata dall’insussistenza, al momento, di studi ufficiali validi atti a certificare scientificamente la mancanza di nocività del prodotto.

Determinate marche, poi, hanno dovuto obbligatoriamente predisporre il ritiro dal commercio delle ricariche delle e-cig al fine di accertare l’effettiva esistenza, in misura alquanto superiore rispetto al livello considerato normalmente tollerabile dall’organismo umano, di specifiche e notoriamente pericolose sostanze tossiche.

Tuttavia, i provvedimenti fino ad ora presi non sembrano soddisfare appieno l’Associazione a difesa dei consumatori. “Non servono provvedimenti ad hoc -ha chiosato il Presidente del Codacons venerdì scorso- come appunto l’ordinanza emessa dal ministro Lorenzin. Ciò che serve è applicare le norme vigenti sui prodotti da fumo anche alle sigarette elettroniche, così da estenderne automaticamente i divieti”, ha così concluso Rienzi.

La dura controffensiva al sorprendente dilagarsi, esteso su tutto il territorio nazionale, delle e-cig pare dunque soltanto all’inizio…

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7 COMMENTI

  1. Mi associo al parere diffuso che si opportuno non promuovere il fumo, anche appunto quello della sigaretta elettronica nella scuola. Resto dell’idea che anche le sigarette elettroniche debbano servire soprattutto per aiutare ad abbandonare il fumo.

  2. A quanto pare neanche al Codacons leggono i decreti. Il decreto Lorenzin non mette al bando la sigaretta elettronica a scuola, nonostante quello che affermano i mezzi di informazione e il ministro stesso. Se si va a leggere l’art. 28 al comma 6 è scritto che la sigaretta elettronica è vietata negli spazi chiusi e basta. Niente è detto per gli spazi aperti, a diffirenza della sigaretta tradizionale che è vietata anche lì. Il cortile delle scuole quindi è territorio libero per gli svapatori.

  3. A me la sigaretta elettronica ha fatto solo bene da quando ce l’ho. Ho preso una Fumok dal mio farmacista e, oltre a risparmiare soldi, mi è sparita la fastidiosa tosse che avevo tutte le mattine. A me sembra solo che le stiano provando tutte per vietare l’elettronica, perchè da quando vendono meno tabacco le entrate dello Stato diminuiscono di giorno in giorno…

  4. Ritengo che il divieto di vendere le sigarette elettroniche ai minorenni e nelle scuole sia assolutamente corretto.

  5. Il corpo umano è in grado di espellere gas (peti) altamente più nocivi del vapore emanato della e-cig, stiamo parlando del nulla mischiato con il niente, pensate più tosto a difendere le città dall’inquinamento (vedi il PM10 di MIlano) o l’amianto.

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