Non solo sigarette elettroniche, alcool e gioco d’azzardo: lo stop all’aumento Iva 2013 potrebbe arrivare anche da un inasprimento dell’Irpef. E’ quanto si evince dal Consiglio dei ministri attualmente in corso, che sta decidendo sulle misure urgenti che il governo deve varare, sia in termini di occupazione giovanile, ma in egual misura, anche del rinvio dell’incremento dell’Imposta sul valore aggiunto al 22%.

Ieri, era stato il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio a confermare come il rinvio dell’aumento Iva sarebbe stata cosa fatta, per almeno tre mesi, dopo il pressing di una parte della maggioranza e delle associazioni dei consumatori, che vedevano nella crescita dell’imposta una stangata di diverse centinaia di euro a famiglia. Un conto che gli italiani non sono pronti a pagare, sotto il peso di una pressione fiscale da record e da una crisi economica che non accenna a diminuire.

Così, questa mattina è in discussione in Consiglio dei ministri il decreto legge “Misure urgenti per il rilancio dell’occupazione e in materia di IVA”, che avrà come patrocinatori il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, quello del Lavoro Enrico Giovannini e il titolare della Coesione Territoriale Carlo Trigilia.


Secondo le ultime voci, quindi, si tratterebbe di un testo non blindato a una specifica copertura, e addirittura rivedibile proprio in sede di approvazione, che potrebbe finanche allungare il periodo di stand by dell’aumento Iva fino al 2014.

Allo studio, da ieri, sarebbe infatti non solo il rinvio a settembre, come avvenuto per l’Imu, ma un ulteriore posticipo di altri tre mesi, per il quale, però, resta il solito problema delle coperture.

Se per il primo rinvio trimestrale un miliardo era stato individuato nella possibile crescita della tassazione su bevande alcooliche, sigarette elettroniche, sale da gioco e videopoker, ora per prolungare il blocco all’aumento si valuta anche un intervento sul regime Irpef sui lavoratori autonomi, che comporterebbe un ritocco anche di Ires e Irap.

Oltre al miliardo di euro necessario per il rinvio dei primi tre mesi, dunque, gli altri due sarebbero reperibili per mezzo di queste misure, che scontenterebbero particolarmente una categoria tra le più vessate dai controlli fiscali. La partita, insomma, è ancora tutta da giocare.

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1 COOMENTO

  1. NON RIESCO A CAPIRE COME FANNO A RAGIONARE.
    MA LE RIFORME DOVE SONO’?
    RIFORMA FISCALE,RIFORMA ELETTORALE,UN VERO PIANO DI LAVORO AL POSTO DI QUEI BALZELLI CHE STANNO FACENDO.
    MA DOVE VIVONO?
    VERAMENTE SU MARTE,
    MA LA SPESA LA FANNO MAI PERSONALMENTE?CERTAMENTE NO

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