Sulla stessa strada dell’Imu: l’aumento Iva 2013, che prevede la crescita dell’imposta dal 21% al 22% a partire da lunedì prossimo primo luglio, verrà spostato a settembre, proprio come la tassa sugli immobili che, relativamente alle abitazioni principali, aveva conosciuto un rinvio di tre mesi dall’acconto di giugno.

Lo ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali Graziano Derio, il quale ha confermato come “al 99,9% domani in Cdm accadrà il rinvio dell’Iva a settembre”. Dunque, come annunciato ieri da Leggioggi, si realizza il proposito del governo di rinviare l’aumento dell’Iva, dopo le furenti polemiche delle ultime settimane, che avevano visto l’esecutivo Letta alle prese con le proteste di una parte della maggioranza e dei consumatori imbufaliti.

Si tratta della soluzione più alla portata, anche per i costi più contenuti, che dovrebbero arrivare a una miliardo di euro, mentre l’abolizione completa dell’aumento avrebbe comportato un esborso di almeno altri 4 miliardi – forse addirittura 6 – di euro per lo Stato, oltre a quelli già messi in preventivo per il posticipo della prima rata Imu.


La misura era stata varata nel complesso delle manovre di austerity degli ultimi governi, con quello di Mario Monti che non si era premunito di abolirla e il precedente esecutivo Berlusconi che ne rinnega la paternità chiedendo a gran voce di allentare la presa del fisco sui consumi.

La soluzione, comunque, resta temporanea, come quella dell’Imu, in attesa che il comparto fiscale venga riorganizzato con pienezza. Come spiegato dallo stesso Delrio, infatti, “si sta lavorando per ridefinire il sistema delle aliquote”, che dovrebbero investire anche le categorie merceologiche soggette all’aumento dell’Iva del primo luglio, tra cui alcune bevande come vino e birra, o, ancora le calzature, gli elettrodomestici, le tv e i personal computer.

A parere delle associazioni a tutela dei consumatori, si tratterebbe di una stangata di ulteriori 135 euro a famiglia, che, al momento, verrebbe solo rimandata, sempre che l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di domani venga confermato come dalle attese. Comunque sia, sarà un appuntamento cruciale, dove troverà spazio non soltanto lo stop all’aumento dell’Iva, ma anche il piano per favorire il lavoro dei giovani e, possibilmente, anche il decreto svuota carceri. Un menu sicuramente di primissimo piano.

 

 


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