Claudio Manetti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leasys S.p.a. ha rilasciato in esclusiva a Leggioggi.it una intervista nella quale traccia un bilancio del mercato dell’auto e dell’autonoleggio, dove spiega quali sono le ricette grazie alle quali si può uscire da un periodo di recessione economica che maggiormente è stato avvertito dalle case automobilistiche e dagli automobilisti stessi, sempre più in difficoltà nell’acquisto dell’autovettura, che per il cittadino italiano ha sempre rappresentato qualcosa di più che un banale mezzo di trasporto.

Il mercato auto è stato uno dei settori che ha maggiormente risentito della crisi economica mondiale e l’Italia, fra i paesi europei, è certamente uno dei più colpiti da questa congiuntura; lo dimostra il passivo del costruttore nazionale e la volontà di investire più sul mercato sudamericano. Questa situazione, però, sembra diversa per voi, che nel 2009 avete rilevato Savarent e che dal 2010 operate sul mercato attraverso un unico brand, Leasys. Dunque, nonostante la crisi, l’azienda e, più in generale, il settore del noleggio è in espansione?

Il noleggio va meglio rispetto al mercato dell’auto che è in flessione: fa registrare perdite più contenute che possono essere limitate ulteriormente visto che il dato del -12% sul fatturato è figlio di una concomitanza di eventi sfortunati che l’hanno sicuramente gonfiato. Ad ogni modo, il mercato dell’autonoleggio può contare su una logica differente da quello dell’auto, che lo mette al riparo dalla crisi profonda: noleggiare vuol dire, infatti, vendere servizi, non un bene che perde progressivamente valore, e questo rappresenta indubbiamente un punto di forza. Il cittadino paga per il tempo in cui gode di un servizio e non va a compromettere le proprie finanze perché conosce in anticipo i costi. Questo discorso vale tanto per il privato quanto per le aziende, sia medio-piccole sia grandi, che sempre di più vedono nella flotta a noleggio una soluzione al ridimensionamento dei rischi e al contenimento dei costi.


Quanto può essere vantaggioso per un’azienda affidare la gestione del proprio parco macchine a un marchio come il vostro piuttosto che occuparsene direttamente?

Il mercato dell’autonoleggio è sottostimato in Italia quindi, nonostante il periodo, le potenzialità di crescita sono ampie. Inoltre, in relazione alla congiuntura economica negativa, le aziende possono guardare con grande attenzione al noleggio come soluzione che permette loro di concentrare le proprie risorse interne su attività “core”. La gestione del parco auto è una attività complessa e dispendiosa che  richiede professionalità ed esperienza. Le società di autonoleggio possono senz’altro essere una soluzione importante in linea con le esigenze che nascono dalla spending review.

La legge di stabilità dell’ultima legislatura ha sdoganato una politica di tagli trasversali: rientrano in questo ambito le decurtazioni dal 27% al 20% degli incentivi destinati alle macchine aziendali. Quanto ha inciso questo nelle vostre partnership commerciali con le aziende?

Diverse norme tra quelle introdotte nei mesi scorsi dal Governo hanno sicuramente inciso sulle difficoltà dell’intera filiera dell’auto e hanno creato condizioni di minor favore per la clientela aziendale. Ridurre i costi ormai è una prassi irrinunciabile che – per quanto riguarda il noleggio – ha prodotto scelte di downsizing e di variazioni nelle car policy. Chiaramente questo fenomeno ha generato nuove possibilità di vendita in relazione anche al fatto che le cilindrate di lusso hanno subito un contraccolpo, essendosi trasformate in veri e propri simboli dell’evasione fiscale. Far gestire il proprio parco auto ad una società di noleggio a lungo termine è forse meno conveniente di un tempo da un punto di vista fiscale, ma permette in ogni caso di abbassare gli indicatori di indebitamento dell’azienda dal momento che non c’è un’ acquisizione diretta del bene. E’ dunque un altro buon motivo per spostare l’attenzione dall’acquisto del bene fisico all’acquisto di un servizio che ne prevede semplicemente l’uso.

Un altro settore che ha sofferto i tagli drastici del Governo è stata la pubblica amministrazione, visto l’abbattimento dei costi imposto dalla spending review: la PA potrebbe essere un vostro potenziale cliente e limitare i costi gestionali del suo parco auto? In un discorso di più ampio respiro, quali sono le prospettive commerciali future per Leasys?

La PA non solo è un cliente importante per l’espansione del mercato ma è un nostro cliente consolidato. Le nostre vetture sono in gestione dei vari ministeri, amministrazioni pubbliche ed enti locali, e da sempre queste istituzioni rappresentano un target di riferimento, a tal punto che guardiamo con grande interesse al decreto sblocca – debiti essendo una di quelle aziende che ha sofferto la carenza di liquidità degli enti pubblici.Questi enti andrebbero razionalizzati in quanto, se è vero che esistono realtà che sono fonte di spreco, ce ne sono molte altre che hanno bisogno di potenziare le proprie strutture per funzionare meglio e per fornire servizi adeguati. Dunque la parola d’ordine è ottimizzare e razionalizzare le risorse per aumentare l’efficienza della PA.

Nel noleggio delle flotte aziendali Leasys ha il primato delle auto “verdi”: quanto è prioritario lo sviluppo del settore dei carburanti eco-compatibili e quanto sono importanti gli eco-incentivi per rilanciare le vendite del mercato auto?

I carburanti eco-compatibili sono diventati una necessità oltre che una scelta, non solo per contrastare gli agenti inquinanti ma anche per venire incontro alle esigenze economiche di aziende, liberi professionisti e privati: è innegabile, infatti, il beneficio derivato da metano e gpl, che consentono un notevole abbattimento dei costi a tutto vantaggio dell’incentivazione della ripresa. Più complesso il discorso legato all’auto elettrica che, al momento, considerato lo stato della ricerca tecnologica in materia, non può essere considerata un’alternativa credibile, mentre l’ibrido è una via sicuramente più percorribile. Sarebbe sicuramente più opportuno destinare le somme stanziate per gli incentivi alla ricerca per migliorare le motorizzazioni esistenti anziché rivolgerle all’acquisto di auto nuove, in quanto si rischia esclusivamente di drogare un mercato in grande sofferenza e di non andare a curare quelli che sono i veri “mali” del mercato.

Quanto ha inciso la crisi economica sui target di mercato a cui vi rivolgete, in sintesi, le categorie professionali a cui vi rivolgete sono sempre le stesse oppure sono cambiate?

La crisi ha cambiato parzialmente i nostri target di riferimento, ma vorrei che li modificasse ulteriormente: vorrei che gettasse le basi per far capire che l’autonoleggio non è solo rivolto alle imprese e ai liberi professionisti ma può essere una via interessante anche per le famiglie che possono così contenere i costi di gestione dell’auto. Questo potrebbe valere soprattutto per chi ha già avuto esperienza del noleggio, magari attraverso un’auto aziendale, e ne ha sperimentato i vantaggi. Il mercato, lo ripeto, ha potenzialità ampie e in Leasys vorremmo che la crisi diventasse un fattore positivo per percorrere vie nuove verso il noleggio.


2 COMMENTI

  1. […] In una recente intervista Claudio Manetti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leasys S.p.a., spiega che questa singolare controtendenza si può spiegare col fatto che il mercato dell’autonoleggio può contare su una logica differente da quello dell’auto: chi prende un’auto a noleggio gode di un servizio con un determinato valore, invece che acquistare un bene ad un prezzo decisamente più alto ma che perde progressivamente valore.Inoltre, spiega Manetti, “le aziende possono guardare con grande attenzione al noleggio come soluzione che permette loro di concentrare le proprie risorse interne su attività core. La gestione del parco auto è una attività complessa e dispendiosa che richiede professionalità ed esperienza. […]

  2. Mi sono accorto in occasione di un insignificante incidente che certe assicuazioni fanno le “furbe”. In occasione di un parcheggio in citta’ un automobilista mi ha accusato di aver urtato la sua vettura. Poiche’non era vero, ho chiamato i vigili urbani i quali hanno constatato la mia piena ragione. Quando e’ arrivata la polizza da pagare mi sono pero’ accorto che l’importo era aumentato. Alle mie rimostranze l’assicuratore mi ha risposto che avevano pagato il supposto danno e che quindi l’aumento era legittimo. La verita’ e’ che pagati pochi spicciolim senza dirmi nulla, a chi non aveva diritto, l’assicurazione ci guadagnera’ per anni aumentandomi la polizza per un incidente che non ho mai provocato.
    Giovanni dottor Perez

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