Tfa ordinario e Tfa speciali stanno tornando prepotentemente al centro della scena del dibattito sulla riforma dell‘Istruzione italiana. L’eredità lasciata dal Ministro Profumo è pesante ma soprattutto disastrata, la neo ministra Carrozza si trova a dover fronteggiare una situazione complessa e nebulosa che richiede chiarimenti immediati e rassicurazioni soprattutto dalle migliaia di insegnanti, o aspiranti tali, che rischiano di essersi imbarcati in vere e proprie avventure e non concorsi statali. Abbiamo chiesto cosa è necessario migliorare nei Tfa e nell’istruzione italiana ad Anna Fedeli, segretaria nazionale Flc – Cgil, uno dei sindacati più importanti nell’ambito della scuola.

Quali possibilità ci sono che anche l’anno 2012 – 13 sia incluso fra i requisiti per il TFA?

Basta il buon senso di capire che gli aspiranti al TFA speciale hanno subito un danno dall’Amministrazione nell’aver procrastinato il bando del TFA speciale, danno che può essere compensato dal riconoscimento del punteggio di servizio dell’anno in corso.


E’ auspicabile che i 3 decreti firmati da Profumo il 24 marzo 2013 sulla formazione iniziale degli insegnanti vengano modificati?

Due sono i provvedimenti che non devono aver luogo a procedere: quello che prevede la prova preselettiva a livello nazionale e quello che prevede il dimezzamento del punteggio di abilitazione per coloro che l’avranno conseguita col TFA speciale. Il regolamento sui punteggi è un decreto che ha bisogno del Parlamento per essere rivisto. Noi abbiamo prodotto diffida avverso le decisioni in materia dell’ex ministro Profumo.

La volontà di eliminare il test preliminare nel TFA non rappresenta un’ammissione di colpa da parte del MIUR?

La definirei un riconoscimento dell’ingiustizia che si sarebbe prodotta e che avrebbe intaccato il riconoscimento del servizio prestato come condizione unica di ingresso al TFA.

Questi TFA, si può dire con serenità, non hanno funzionato molto bene. Da cosa possono essere dipese tutte le problematiche che si sono verificate?

Tutte le problematiche insorte nascono dalla fretta del Ministro Profumo di mettere mano al sistema della formazione iniziale ignorando il  quadro completo che questa operazione dovrebbe comportare: tagli esponenziali  agli organici della scuola pubblica da una parte e dall’altra centinaia di migliaia di precari , di cui buona parte inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, traditi nelle loro aspettative di un contratto a tempo indeterminato. Dopo il concorso bandito a gennaio e dopo il primo TFA ordinario le aspettative sono triplicate senza che ci sia all’orizzonte una soluzione sistematica, che si chiama piano di stabilizzazioni, che porti nel tempo a sane forme di reclutamento.

Un consiglio per il neo ministro dell’Istruzione Carrozza; cosa bisognerebbe salvare dell’operato di Profumo e cosa cambiare?

Nonostante la devastazione appartenga alla ministra Gelmini, sinceramente dell’operato del Ministro Profumo c’è poco da salvaguardare. Ma c’è molto da cambiare in un sistema scuola che fa acqua da tutte le parti e alla Ministra Carrozza va il merito di averlo riconosciuto. Ma vanno trovate le risorse per mettere mano a: edilizia da mettere a norma, organici adeguati  e stabili nel numero che consentano l’espletamento di Piani dell’Offerta formativa di qualità, risorse economiche che diano gambe all’autonomia scolastica, rinnovo del Contratto nazionale di lavoro degli insegnanti che riconosca l’emergenza salariale in atto nella categoria, che riconfermi le tutele conformi all’esercizio della democrazia, a partire dal ruolo delle RSU nella contrattazione, che rimetta ordine a una legislazione pasticciona che ha tentato di spacciare per il nuovo che avanza operazioni accentratrici e irrispettose dei reali bisogni delle scuole, dei suoi lavoratori e degli studenti. 


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