Una delle novità più importanti per quanto riguarda il modello Unico 2013 nell’ambito delle persone fisiche è quella relativa all’effetto sostitutivo dell’Imu nei confronti dell’Irpef (e addizionali) per gli immobili non locati (fabbricati) o non affittati (terreni), a patto che non siano esenti dal tributo locale. In base all’articolo 8, comma 1, del Dlgs 23/2011, l’abitazione principale, l’immobile “a disposizione”, l’unità concessa in comodato, quella adibita ad uso promiscuo da parte del professionista, e il fondo non affittato (per la quota relativa al reddito dominicale) non concorrono dal 2012 – qualora siano posseduti da soggetti Irpef, comprese le società semplici – a determinare il reddito imponibile, nè hanno effetto su detrazioni e deduzioni.

La circolare 5/E/2013 prende in considerazione le conseguenze di questa alternanza di tributi differenti, ad iniziare dall’impatto sugli obblighi dichiarativi e dalla “sterilizzazione” della deduzione dal reddito fissata per la casa principale dall’artioclo 10, comma 3 – bis del Tuir, che al momento è una pura ripetizione. Ad ogni modo, non tutti gli effetti sono stati analizzati, e  ci sono ancora alcuni casi che aspettano di essere chiariti visti i dubbi che vi gravitano intorno.

Per gli immobili costituiti in fondo patrimoniale, per esempio, l’articolo 4, comma 1, lettera b) del Tuir stabilisce che ” i redditi dei beni che formano oggetto del fondo patrimoniale sono imputati per metà del loro ammontare netto a ciascuno dei coniugi”. Dunque il reddito di un immobile di proprietà totalmente del marito, da quando viene immesso nel fondo va dichiarato al 50% da entrambi i coniugi. La questione nasce in merito al fatto che, ai fini Imu, non c’è una norma simile, per l’opinione principale è che il soggetto passivo sia solamente il proprietario (nel caso, il marito).


Si ha quindi un immobile dichiarato ai fini Irpef  da due soggetti, ma su cui l’Imu è corrisposta da uno solo. Premesso che sul marito non ci sono dubbi, per quanto riguarda la moglie la situazione si fa più complessa sull’effetto sostitutivo Imu/Irpef. Il nodo da sciogliere non è tanto quello dell’immobile che rappresenta abitazione principale della coppia (Irpef verrebbe comunque compensata dalla deduzione) ma per le abitazioni a disposizione.

A tal proposito, si considera che l’effetto sostitutivo Imu/Irpef accada anche nel caso di specie; infatti, l’immobile è sottoposto a Imu , per cui anche l’Irpef a carico della moglie non è dovuta, ai sensi dell’art. 8, comma 1, che non richiede che vi sia per forza una coincidenza tra chi paga l’Imu e chi risparmia l’Irpef. Se così è, resta un problema per l’Agenzia che difficilmente riuscirà ad evitare problemi in sede di controllo di Unico.

Un altro effetto particolare si verifica per i consorzi di bonifica e gli altri oneri che l’art. 10, comma 1, lettera a) del Tuir comprende tra i canoni, livelli, censi, contributi ai consorzi obbligatori gravanti sui redditi immobiliari.  La norma prevede la deducibilità di queste somme se il reddito dell’immobile concorre a formare il reddito complessivo del contribuente; proprio  ciò che non si verifica per fabbricati e terreni in cui l‘Imu ha sostituito l’Irpef.

Per le abitazioni principali e per le seconde case non affittate, i Caf stanno restituendo ai contribuenti i documenti di spesa non permettendone, per il primo anno, la deduzione ai fini Irpef. Nulla cambia per gli immobili locati, per quelli strumentali delle imprese e per i fondi concessi in affitto. Un’attenzione specifica meritano i contributi di bonifica versati per i terreni agricoli ai consorzi obbligatori, la cui deducibilità è sempre in discussione.

L’articolo 10 del Tuir ne permette la deducibilità se non sono già stati dedotti dal reddito. I contributi di bonifica, se i rispettivi consorzi erano esistenti negli anni 1978/79, sono stati considerati nelle deduzioni fuori tariffa, per cui sarebbero comunque indeducibili, ed è ciò che occorre determinare. La Corte di cassazione (n.3356/2013) ha riconosciuto la deducibilità, limitatamente a quelli di miglioramento fondiario in quanto non compresi nelle deduzioni fuori tariffa.


1 COOMENTO

  1. Ho costituito nel 1996 fondo patrimoniale con la moglie,mantenendo la proprietà degli immobili.
    Nel corso degli anni per spese di ristrutturazione ho dovuto accendere un mutuo.
    Ora l’aumento di irpef, imu, tares e le spese mutuo coprono quasi tutti gli affitti percepiti.
    Così viene meno l’impiego dei frutti per i bisogni della famiglia.
    Grazie per l’attenzione.

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