Arrivano le nuove indicazioni del ministero per 10.130 esodati inclusi nell’ultimo decreto figlio della copertura riservata nella legge di stabilità 2013 e individuate dal decreto interministeriale dello scorso 22 aprile 2013. Si tratta, insomma, della terza tranche di lavoratori non salvaguardati che vengono presi in carico dallo Stato dopo il vuoto creato dalla riforma Fornero.

Sono state pubblicate ieri nel sito del Ministero del Lavoro le indicazioni, contenute nella circolare 19/2013, per inoltrare le richieste all’inclusione nell’ultimo treno assicurato per il salvataggio dall’oblio previdenziale, a meno che, naturalmente, il governo Letta non riservi altre posizioni in riforme ancora allo studio.

Per gli ultimi tratti in salvo dal governo Monti, c’è tempo fino al 25 settembre per inoltrare le domande, anche tramite Posta elettronica certificata alle Direzioni territoriali del lavoro che, come da prassi ormai consolidata, prenderanno in esame le istanze presentate per inoltrare i casi passibili di tutela pensionistica direttamente agli uffici centrali dell’Inps.


Nello specifico, i 10.130 coinvolti nell’ultima operazione di recupero, sono riconoscibili in alcune delle categorie più marginali dei provvedimenti già in corso di archiviazione – quelli, cioè, del primo decreto esodati e della spending review, in totale 120mila lavoratori rimasti senza pensione. Così, questa volta a rientrare nel computo dei contribuenti in via di reintegro nel sistema welfare, troviamo innanzitutto i prosecutori volontari, anche se non mancano, di norma, quelli inseriti in mobilità o i cosiddetti “cessati”.

Per i primi, facenti parte delle liste di mobilità, si tratta di quei lavoratori che al 30 settembre 2012 abbiamo concluso il rapporto di lavoro, cui è seguita la presa in carico dell’ammortizzatore sociale. Quindi, per i cosiddetti cessati a seguito di accordi individuali o collettivi all’esodo, la stipula dell’accordo dovrà essere avvenuta entro e non oltre il 31 dicembre 2011, con relativa maturazione dei minimi pensionistici nel periodo successivo, che per i lavoratori in mobilità coincide con la presenza nelle liste.

Non mancano, però, sempre nel recinto dei cessati, anche coloro che abbiano concluso il rapporto di lavoro al 20 giugno 2012, a seguito di accordi, anche qui, individuali o collettivi, sottoscritti con l’avallo delle organizzazioni di categoria più rappresentative sul territorio nazionale e dunque riconosciute come parte sociale deputata alla tutela dei lavoratori.

Condizione esiziale per l’accesso alla salvaguardia sarà, a questo proposito, non aver svolto attività lavorative a tempo indeterminato, a meno che non abbiano garantito un reddito superiore a 7500 euro sempre a partire dal 30 giugno 2012. Sì, infine, a quegli esodati che maturino i requisiti per l’accesso alla previdenza entro i tre anni dalla data di entrata in vigore della riforma Fornero.

Vai alla circolare del Ministero del Lavoro sulla terza tranche di esodati

Vai al decreto che individua le categorie di esodati ammesse alla salvaguardia

Vai allo speciale esodati di Leggioggi


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5 COMMENTI

  1. Le scrivo per avere delle risposte più certe in merito al mio problema e alla mia posizione contributiva.
    Sono nato il 18.04.1956 e sono stato licenziato lo 04.08.2009. A Gennaio del 2013 raggiungo i contributi 2080.
    Dal 20.09.2009 fino al 20.09.2010 percepisco la disoccupazione ordinaria e dal 10.10.2009 sono autorizzato alla contribuzione volontaria.
    Esattamente dallo 02.08.2009 al 26.09.2009 ho fatto un versamento che ammonta a sette settimane.
    Dal 28.09.2010 al 31.12.2010 ho ottenuto la mobilità in deroga e anche nei successivi anni 2011/2012.
    Con il patto di stabilità nel 2013 verrò tutelato dalla deroga?
    E soprattutto raggiungerò i requisiti nel 2014? E infine farò parte dei cosiddetti “salvaguardati”?
    Certi della sua collaborazione Le porgo distinti saluti
    Calogero

  2. Mia moglie ha avuto l’incentivo a lasciare il lavoro da una grande azienda privata con la presenza sindacale il 31 dicembre 2009 con 37 anni e mezzo di contributi, mia moglie compirà 60 anni il 30 dicembre 2013 mese in cui sarebbe dovuta andare in pensione con il retributivo. Non si riesce a capire se rientra tra i salvaguardati, se deve fare la domanda oppure andare in pensione ora con il contributivo perdendo una bella fetta di pensione.
    E’ vero che se fa una domanda per una di queste non venendo accettata non può farne per l’altra?
    grazie
    marito di una disperata
    claudio

  3. Io a novembre compio 60 anni ho finito la disoccuoazione a marzo riesco oer mezzo di mia figlia invalida ad arrivare a 35 anni di contributi ora non ho reddito ce la posso fare speriamo bn

  4. Vorrei sapere se per un licenziato ultrasessantenne “semplice” cioè non appartenete alle categorie tutelate dai sidacati è previsto qualche cosa.
    Siamo senza reddito e con la data della pensione sempre più lontana.

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