Equitalia deve adattarsi alle difficili situazioni economiche in cui il Paese vive, e deve dimostrarsi meno rigida nella riscossione dei debiti.
Arriva infatti un sì unanime da parte di tutte le forze politiche della Commissione Finanze della Camera alla risoluzione, presieduta da Daniele Capezzone, che impegna il Governo a far sì che Equitalia cambi metodi.
Più rate per il debitore e quindi periodi di rateizzazione più lunghi, con la possibilità, in caso di comprovata difficoltà economica determinata dalla crisi in atto, di sospendere il pagamento per un periodo di 6 mesi. Niente ipoteche ed espropriazioni sulla prima casa, se si tratta dell’unico bene patrimoniale del contribuente, stop al solve et repete, ossia al principio del pagamento anticipato in base al quale, quel contribuente che presenta ricorso contro Equitalia è tenuto comunque a versare almeno un terzo di quanto gli viene contestato dal Fisco, salvo poi riaverlo accreditato qualora dovesse avere ragione.
Nel testo della risoluzione sono chiari i motivi che portano il Governo a richiedere al Fisco una limitazione delle azioni esecutive, dato il “nuovo quadro determinato dal complessivo deterioramento della situazione economica del Paese” ,“appare evidente la necessità di rivedere alcuni aspetti della riscossione coattiva dei tributi, introducendo ulteriori elementi di flessibilità. Nello specifico si aggiunge appare necessario impedire che un’applicazione eccessivamente rigida e miope dei meccanismi di riscossione pregiudichi in modo definitivo le prospettive di vita, nonché le possibilità lavorative e imprenditoriali dei contribuenti interessati, evitando in tal modo ulteriori lacerazioni nel tessuto sociale e produttivo del Paese
Un altro punto di fondamentale importanza è quello che mira a cambiare l’attuale sistema di remunerazione basato sull’aggio, Il compenso che spetta al concessionario pubblico per l’attività di riscossione, con un meccanismo basato sul semplice rimborso dei costi fissi legati all’attività di riscossione. Il percorso era già stato avviato con il decreto Salva-Italia a fine 2011 con l’obiettivo di riparametrare il compenso spettante ad Equitalia in base ai soli costi effettivamente sostenuti.
Infine, ma non per importanza, dovrà essere verificata l’efficienza e l’efficacia del nuovo sistema che prevede l’accertamento e la riscossione delle entrate comunali, che potenzialmente dovrebbe prendere avvio il prossimo 30 giugno 2013.


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