Passa anche in Senato il decreto per il pagamento dei debiti arretrati della pubblica amministrazione, che dopo l’approvazione lampo alla Camera aveva conosciuto un rallentamento in seguito agli emendamenti corposi presentati alla Commissione bilancio di palazzo Madama. Il testo è stato licenziato dalla Camera alta con 247 voti favorevoli, nessun contrario e 7 astenuti.

Momenti di tensione in aula a seguito delle denunce perpetrate dai senatori del MoVimento 5 Stelle riguardo alcuni esponenti della maggioranza – in particolare l’ex presidente della Lombardia Roberto Formigoni – che si sarebbero improvvisati pianisti, esprimendo la preferenza anche per gli assenti compagni di banco. In particolare, il capogruppo grillino Vito Crimi si è duramente scagliato contro il senatore Pdl Carlo Giovanardi, dopo che questi aveva chiesto rispetto per il ruolo dei parlamentari di palazzo Madama. “Stiamo solo cercando di fare rispettare delle regole”, ha ribattuto il leader 5 Stelle in Senato.

“Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione,  per il riequilibrio finanziario degli enti  territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”: questo il nome del decreto il cui esame è stato avviato dalla Commissione speciale nei giorni in cui il Paese si trovava senza governo e in attesa di eleggere il nuovo Capo dello Stato. Quindi, il provvedimento è  passato agli archivi come il 35/2013, ed è stato completato oggi da un pacchetto corposo di emendamenti volto a ridefinire il programma 2013 per le funzioni tributarie degli enti locali.


Tra le novità più importanti, le numerose proroghe inserite negli emendamenti che riguardano da vicino i Comuni e la loro fiscalità per l’anno corrente, includendo il rinvio della presentazione dei bilanci di previsione al 30 settembre 2013, il mantenimento dei ruoli di riscossione complessiva per Equitalia – il cui mandato era in scadenza per il prossimo 30 giugno – e la detrazione Imu ai Comuni per gli immobili strumentali di categoria D.

Tra i contenuti nativi del decreto ormai alle battute finali – manca infatti la conversione definitiva che avverrà entro settimana alla Camera – spiccano il Durc retrodatato per le imprese, l’istituzione dell’anagrafe della spesa, il limite a 30 giorni per il pagamento delle imprese da parte delle pubblica amministrazione e l’avvio del meccanismo delle compensazioni.

In attesa della conversione in legge del decreto, continua intanto la road map per la certificazione degli enti creditori che accederanno ai 40 miliardi sbloccati dal decreto approvato in Senato. La fase due, coincidente con la fine del censimento, si aprirà a partire dal 15 settembre prossimo.

Vai al testo approvato in Senato


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