Con la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” il 28 maggio 2013 del decreto interministeriale risalente al 22 aprile, viene a compiersi integralmente l’apparato normativo riguardante le manovre di salvaguardia congegnate dalla riforma previdenziale. In Parlamento si sta cercando anche di metter mano alla platea dei beneficiari, con l’obiettivo di estenderla nonostante la scarsezza dei fondi utilizzabili. Ora, per lo meno, con la pubblicazione dell’ultimo decreto di salvaguardia, approvato dal governo Monti, anche la tutela per l’ultima platea di circa 10mila esodati è diventata legge. Si tratta della salvaguardia prevista per quei lavoratori che, avendo negli scorsi anni sottoscritto accordi aziendali per la collocazione in mobilità, hanno rischiato di rimanere senza impiego e senza pensione, a causa dell’ultima riforma previdenziale ideata dall’ex-ministro del welfare, Elsa Fornero (prorogando considerevolmente la soglia anagrafica di pensionamento). 

Per coloro che rientrano nel terzo ed ultimo contingente di salvaguardati, sono previsti 120 giorni di tempo per presentare le rispettive domande di tutela, e cioè fino al 25 settembre prossimo. Oltre ai soggetti che pur perseguendo l’attività lavorativa fino al 30 settembre 2012 sono stati messi in mobilità ordinaria o in deroga in virtù di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, le restanti categorie interessate dalla terza chance sono:

– i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi entro il 4 dicembre 2011, avendo almeno un contributo accreditato o accreditabile entro il 6 dicembre del medesimo anno;


– i lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2013, in seguito ad accordi d’incentivo all’esodo sottoscritti prima del 31 dicembre 2011;

– e infine gli individui a cui è stata acconsentita l’autorizzazione al versamento volontario dei contributi e che sono stati collocati in mobilità entro il 4 dicembre 2011, ma che tuttavia sono tenuti ad attendere il termine del periodo di mobilità per effettuare i primi versamenti.

Al fine di accedere a questo scaglione di salvaguardati, è inoltre necessario soddisfare un altro basilare requisito. Tutte le quattro categorie di lavoratori coinvolti dall’ultimo provvedimento devono, oltre che maturare il diritto alla pensione attraverso la regolamentazione previgente la riforma Fornero durante il periodo di mobilità, in ogni caso sempre antecedentemente al 31 dicembre 2014, presentare domanda di accesso alla pensione (all’Inps o alle Dtl, Direzioni territoriali del lavoro) con i requisiti previgenti la riforma previdenziale entro il 25 settembre, rendendo quindi altamente improbabile che l’intera operazione si concluda entro l’anno. Il governo, però, anticipa che entro il 2017 sono in arrivo altri 150/200mila esodati, e cioè quei lavoratori anziani che, a fronte dell’eventuale perdita del lavoro, difficilmente saranno facilitati nel reinserimento occupazionale. Per sciogliere il problema, l’esecutivo Letta potrebbe, in maniera integrale o soltanto parziale, accogliere la proposta di riforma previdenziale presentata dal deputato del Pd, Cesare Damiano, durante la scorsa legislatura, che concede il conseguimento della pensione a 62 anni (e non a 66 come stabilito dalla legge Fornero) seppur comportando alcune penalizzazioni sull’assegno maturato, è infatti correlato un taglio che arriva fino all’8% dell’importo. Per questi lavoratori, le speranze rimangono oggi aggrappate alle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che rimane fermamente convinto della necessità di ‘flessibilizzare’ la riforma previdenziale Fornero. Se si tratti o meno di una soluzione conclusiva, capace realmente di cancellare tutto il parterre dei potenziali esodati, ancora però non è dato sapere.

L’esercito di persone fino ad ora tutelate per legge, per le quali il pensionamento arriverà prima della fine del 2014, sono poco più di 130mila, ripartite in tre distinti scaglioni. La ‘salvezza’ per la prima tranche di circa 62mila lavoratori è già definitivamente certa. Per quanto riguarda invece la seconda tornata di 55mila esodati sono state appena presentate le richieste di tutela all’Inps, mentre gli ultimi 10mila lavoratori potranno farlo nei prossimi mesi. Il dilemma degli esodati, tuttavia, sembra ancora inconcluso dal momento che, stando alle stime più confermate, entro la fine del 2017, come già anticipato, si attendono gli altri 200mila italiani, anagraficamente tutti sulla sessantina, che corrono il rischio di rimanere senza un impiego e senza un assegno pensionistico. Sinteticamente, il quadro riassuntivo dei tre interventi di salvaguardia varati fino ad ora si presenta così:

Tra i 62mila esodati del primo scaglione, che hanno terminato le pratiche e ricevuto risposta dall’Inps, poco più di 7.200 individui percepiscono già la pensione. Le categorie ivi incluse riguardano:

– 26.181 lavoratori in mobilità ordinaria;

– 17.143 titolari di prestazione straordinaria;

– 7.960 prosecutori volontari del versamento dei contributi;

– 3.888 lavoratori cessati in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo;

– 2.565 lavoratori in mobilità lunga;

– 1.226 lavoratori pubblici esonerati dal servizio;

– 87 lavoratori in congedo per assistere figli disabili gravi.

Riguardo poi alla seconda ondata comprensiva dei 55mila lavoratori che hanno presentato le domande di tutela a maggio (avendo tempo sino al 21), le categorie interessate sono:

– 40mila lavoratori che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità o per ottenere la cassa integrazione straordinaria entro la fine del 2011 anche se, alla data del 4 dicembre e cioè prima della riforma Fornero, l’ammortizzatore sociale non era stato attivato;

– 7.400 lavoratori che, entro il 4 dicembre, hanno ricevuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi e che maturano il diritto al pensionamento, tramite con le regole pre-riforma, entro il 31 dicembre 2014;

– 6mila lavoratori che hanno stipulato degli accordi, collettivi o individuali, per ottenere la mobilità secondo le disposizioni della legge n.14 del 2012 (cosiddetto decreto milleproroghe);

– 1.600 esodati a carico dei Fondi di Solidarietà.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteImu 2013: pericolosa retromarcia. Torna a rischio la prima casa
Articolo successivoLa reputazione della Pubblica Amministrazione; relazione FORUM PA 2013

4 COMMENTI

  1. è difficile riuscire a capire ,chi farà parte dei salvaquardati, e chi no.Anche xchè chi è tenuto
    ad informarti, non è a sua volta informatoìììììì A me piacerebbe capirci qualche cosa,x quanto riguarda la mia posizione,che ora elenchero´,ma ad oggi non ho trovato nessuno
    degli addetti ai lavori all´altezza.
    Sono nata il 10 aprile 1953……Nel1976 sono stata autorizzata alla prosecuzione volontaria,
    ed ho maturato i 15 anni nel 1998 xchè avevo facoltà di pagare poco x volta.
    Dopo l´autorizzazione, non ho piu´ avuto occasione di inserimento al lavoro..
    Mi piacerebbe avere delle risposte certe riguardanti la salvaguardia, che pare sia a me favorevole, x età e contributi.
    nell´attesa di un riscontro saluto cordialmente

  2. Tra i primi 62.000 ci sono 4.455 soggetti interessati dalle riforme Sacconi sono senza pensione e senza sostegno al reddito. Manca l’emissione del 3° decreto per finanziare il Fondo Sociale per la formazione e l’occupazione con cui coprire il vuoto economico.E’ la terza volta che succede e se non si pone rimedio accadrà fino al 2017. Informatevi per favore e pubblicizzate il fatto.

  3. Sono dissocupato 62 anni 38 contributi non riesco andare in pensione calcolato autonomo artigiano 85-90 ma se adesso si calcola quanto uno a vetsato cosa centra sta cosa?

  4. Sono un Esodato attualmente in mobilità.
    Non sono rientrato nei 55000 con conseguente non accoglimento dell’istanza da parte del MInistero del Lavoro.
    Adesso presenterò istanza per i terzi salvaguardati (10250).
    Attualmente in mobilità a seguito di un accordo sindacale con Datore di Lavoro – OO.SS e Confindustria firmato il 18 Febbraio 2011 e licenziato il 28.06.2012.
    Perfezionerò i miei requisiti pensionistici nel 2016 mentre il “paletto Vergognoso della Fornero/Parlamento/Senato”, indica il termine massimo nel 2014.
    Ovviamente in caso di non accoglimento farò ricorso al TAR.
    Ebbene, ogni 15 gg scriverò a Napolitano-Letta-Giovannini richiamandoli al Loro senso di RESPONSABILITA’.
    Una copia la invierò alle maggiori testate giornalistiche.
    Sono stato un dirigente in aziende metalmeccaniche dove il lavoro era vissuto con il coltello tra i denti, casco in testa e soprattutto bisognava essere “randagio” per perseguire gli obiettivi imposti dall’Azienda.

    Buon Lavoro a tutti Voi

    LOreto

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here