Roma si prepara a eleggere il suo nuovo sindaco. Si chiude, il primo quinquennio di Gianni Alemanno al Campidoglio, anche se il primo cittadino uscente non ha alcuna intenzione di cedere la fascia e si è ripresentato alle urne per ottenere la conferma, dopo la vittoria di cinque anni fa che portò per la prima volta un esponente della destra a guidare il Comune della Capitale, chiudendo le ere di centrosinistra Rutelli-Veltroni.

Questa volta, però, Alemanno dovrà vedersela con una concorrenza agguerrita come non mai perché, se è vero che il principale competitor del sindaco in uscita rimane l’esponente del Partito democratico Ignazio Marino, questa volta gli outsider hanno davvero le carte in regola per riservare qualche brutta sorpresa ai principali contendenti.

Naturalmente, le regole sono le solite: oggi e domani si vota per l’elezione del Consiglio comunale e, qualora nessun candidato sindaco dovesse riuscire a ottenere il 50%+1 dei voti, i due più scelti si rivedranno al ballottaggio del 23 e 24 giugno, quando verrà messa definitivamente l’ultima parola alla maratona elettorale, quest’anno più lunga del solito per via del rinvio del primo turno in Sicilia, che ha provocato lo slittamento delle elezioni al 9 e 10 giugno prossimo.


Si diceva, dunque, partita aperta in Campidoglio: innanzitutto perché i cinque anni di Alemanno non sono stati facili – tutti ricordano la figuraccia sull’emergenza neve, ma anche episodi di cronaca che tutto hanno prodotto fuorché dare un’immagine più sicura di Roma, come era negli intenti del sindaco nella scorsa campagna elettorale – ma sopratutto perché, nel frattempo, i partiti tradizionali hanno perso appeal a livello nazionale, causando importanti contraccolpi anche in sede locale. Così, dopo il boom del MoVimento 5 Stelle alle ultime elezioni, gli occhi sono puntati su Marcello De Vito, candidato grillino al Campidoglio, ma la disaffezione alla politica ha contribuito al successo mediatico di un altro personaggio distante dalle segreterie, diventato, in breve tempo, volto noto al pubblico dei talk show televisivi: si tratta di Alfio Marchini, candidato per un pool di liste civiche, che ha dimostrato oculatezza nei passi di avvicinamento alle urne, anche grazie al tormentone web di “Arfio” suo immaginario alter ego ormai cult tra i romani.

All’ex candidato alla segrteria Pd Marino, invece, oltre alla romanità adottiva, viene contestata la mancata rinuncia allo stipendio da senatore, più volte invocata ma non realizzata prima della chiamata al voto.

Ma non saranno solo i big a disputarsi la fascia di nuovo sindaco, almeno alla prima tornata: la scheda elettorale per il Comune di Roma, infatti, ha raggiunto le dimensioni record di un metro e venti centimetri, a fronte dei tantissismi candidati e delle ancor più numerose liste in loro supporto: sono ben 40, infatti, i simboli stampati sul “lenzuolo” su cui gli lettori esprimeranno la propria preferenza.

Ecco, dunque, l’elenco completo dei sindaci in pectore che, oggi e domani, si sfidano in una corsa elettorale molto incerta, da cui potrebbe uscire un risultato del tutto inaspettato.

Gianni Alemanno: Pdl, Cittadini per Roma, La Destra, Fratelli d’Italia, Movimento Unione Italiano, Movimento azzurri italiani

Alessandro Bianchi: Progetto Roma

Alfio Marchini: Lista Alfio Marchini sindaco, Lista Cambiamo con Roma

Ignazio Marino: Lista Civica Marino Sindaco, Partito democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Centro democratico, Verdi, Partito socialista

Sandro Medici: Repubblica romana, Lista liberare Roma, Rifondazione-Pdci-Sinistra per Roma, #RomaPirata

Angelo Novellino: Italia Reale

Giovanni Palladino: Popolari Liberi e Forti

Luca Romagnoli: Fiamma tricolore

Guido Saletnich: Forza nuova

Stefano Tersigni: Roma Capitale è tua

Gerardo Valentini: Movimento Cantiere Italia

Marcello De Vito: MoVimento 5 Stelle

Simone Di Stefano: CasaPound

Matteo Corsini: Roma risorge

Antonio Luigi Marra: Fronte Giustizialista, Pensioni e Dignità, Dimezziamo lo Stipendio ai Politici, No alla Chiusura degli Ospedali, Viva l’Italia, Forza Roma, La Zampa-Animalisti e Ambientalisti, Lega Italica

Armando Mantuano: Lista Civica Militia Christi

Edoardo de Blasio: Pli, Liberiamo Roma

Valerio De Masi: Partito Italia Nuove

Fabrizio Verduchi: Italia Cristiana

 

 

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2 COMMENTI

  1. Il primo commento che mi sento di fare riguarda coloro che non vanno a votare: troppo comodo!
    La libertà di voto non dovrebbe solo garantire la scelta di fare, per la fattispecie, a proposito il comodo proprio.
    La democrazia non si accetta solo quando fa comodo, e la propria libertà non deve significare possibilità di eludere il proprio contributo di cittadini.
    Personalmente comincio a pensare che si dovrebbe essere obbligati ad esprimere il proprio parere e le proprie scelte, allorché si è chiamati a farlo. Oppure, chi per tre elezioni consecutive si astenesse dal dare il proprio contributo, dovrebbe perdere il diritto di poterlo esercitare. Certo che non è facile scegliere, però proprio per questo bisogna esercitare quello che dovrebbe essere un diritto/dovere inteso come necessario per la scelte che necessitano al Paese. Per quanto sopra, inviterei giornalisti e uomini pubblici (mass- media) a stigmatizzare i cosiddetti non votanti. Per quanto mi riguarda, almeno dal punto di vista morale, costoro non sono diversi dagli evasori fiscali. Si, tesi, la mia, molto discutibile sul piano giuridico, ma proprio per questo bisognerebbe parlarne,
    Cordialmente . Giuseppe Romano.

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