Si apre oggi con l’incontro tra il ministro del Welfare Enrico Giovannini e i sindacati, il tavolo su riforma pensioni, lavoro e nodo esodati che il governo Letta ha promesso di affrontare, e possibilmente risolvere, nel primissimo scorcio di legislatura. Come noto, le proposte sul tavolo sono diverse, ma tutte improntate sul principio di una maggiore flessibilità di uscita dalla fase lavorativa ed evitare il ripetersi di nuovi shock come quello sugli esodati.

Già l’Inps, per bocca del suo presidente Antonio Mastrapasqua, ha benedetto l’iniziativa del governo, che dovrebbe partire dall’esame della bozza firmata dall’ex ministro del Lavoro, e attuale presidente della Commissione analoga alla Camera, Cesare Damiano, di sponda Pd. Secondo l’istituto di previdenza, l’impianto generale della contro riforma delle pensioni sarebbe sopportabile per le casse dello Stato, anche se alcuni aggiustamenti sono già allo studio per consentire al meccanismo di raggiungere i suoi scopi disparati e, insieme, non prosciugare le entrate contabilizzate.

Non solo ammorbidire la riforma Fornero, scritta in un contesto di assoluta emergenza economica come quello in cui si trovò catapultato il governo Monti, tamponando così sul nascere eventuali nuove schiere di lavoratori esclusi dalla salvaguardia, ma anche favorire, al contempo, il turnover generazionale tra lavoratori anziani prossimi alla pensione e giovani in cerca di occupazione stabile.


Così, l’ipotesi iniziale era quella dell’elastico sgravi-incentivi a seconda che il lavoratore avesse optato per un’uscita anteriore ai 65 anni o successiva, con riduzione dell’assegno pensionistico del 2% per ogni 12 mesi in meno lavorati, o con bonus equivalenti per ogni anno “supplementare” al minimo anagrafico.

Ora, invece, si cerca di mettere a punto un meccanismo più morbido di allontanamento dal lavoro, intanto per scongiurare che altri lavoratori, magari finiti in mobilità, o in stato di dimissioni, si ritrovino senza stipendio, e, contemporaneamente, sprovvisti di trattamento previdenziale, ma soprattutto per favorire il ricambio generazionale nelle aziende, anche se la presenza dei lavoratori esperti verrà incentivata con bonus in pensione per ogni anno in più.

E proprio qui sta il punto: l‘Inps si è detta favorevole al ritocco alla legge Fornero, ma conti della previdenza sono sempre più in rosso e  la norma in vigore, pur nei problemi enormi che ha generato, assicura entro il 2020 un risparmio di svariati miliardi alle casse pubbliche. Così, introdurre il meccanismo dei bonus potrebbe rivelarsi un boomerang e, per questo, governo e parti sociali cercheranno di trovare una quadra di non semplice definizione.

L’obiettivo, come si diceva, è quello di riportare l’età pensionabile allo status precedente la riforma Fornero, cioè a 62 anni e 35 di contributi, però spingendo i lavoratori più volenterosi a non abbandonare di punto in bianco il proprio posto. A questo proposito, resta sul tavolo l’ipotesi di ridurre progressivamente il carico orario dei lavoratori in uscita, i quali, nella fase appena antecedente il proprio ritiro, potrebbero svolgere anche il ruolo di tutor ai giovani chiamati a prenderne il posto.

Resta, comunque, da sciogliere il nodo incentivi: se la bozza Damiano propone gli scalini del 2% per ogni anno in più o in meno rispetto ai 65 con 35 di contributi, coordinare questo sistema con i risparmi messi in cantiere dalla legge Fornero sarà il vero rebus di questa riforma delle pensioni. Non è escluso, a questo proposito, che la percentuale tagliata o aggiunta dalle pensioni alla fine sarà più elevata, proprio per mantenere gli equilibri di bilancio garantiti dal regime attualmente in vigore.

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24 COMMENTI

  1. La stranezza è che dai 57-58 anni in su non sei più interessante per la tua azienda e contemporaneamente, essendosi allungata la vita media ed allontanata la fase di invecchiamento, puoi lavorare fino a 67-70 anni. Le aziende dovrebbero rivedere la loro posizione innalzando la soglia dei diventati stupidi dai 57-58 anni ai 63-64 anni. Rimarrebbe comunque il problema che anche a quell’età si è idonei per lavorare. Lo hanno affermato i nostri governanti. Credo che la quota 100 ma anche 101 (per chi è ancora a lavoro) possa essere il giusto compromesso per essere allineati alle pensioni europee ma diamo anche la possibilità a questa gente di poter fare la loro scelta dando loro tutto ciò che si erano già guadagnati prima della legge Fornero, diamo loro la possibilità di lasciare il posto al figlio, facendoli sentire appartenenti ad una casta … si a quella di lavoratori che meritano di spendere la raccomandazione per il figlio disoccupato, certamente non alla stessa stregua dei figli dei nostri governanti … unici privilegiati a disporre delle occupazionie d’oro. Classe 1951, 1952 e 1953 ancora a lavoro pretendiamo almeno che ci venga assegnata l’onorificenza del cavalierato del lavoro (nel passato distribuita con soli 25 anni di lavoro) per aver salvato l’Italia economicamente. Il governo Monti ha fatto le proposte con i nostri soldi, mentre Cancellieri e tanti altri raccomandavano i soliti figli di papà. Pretendiamo il diritto della pensione che abbiamo guadagnato, pretendiamo il riconoscimento del ns. sacrificio.

  2. ed io che lavoro il marmo come operaio che devo dire con 41 anni lavorativi di cui 36 nella lavorazione di marmi come addetto alla levigatura ed alla secaggione polveri a non finire nato nel 1955 che colpa ne ho io arrivo a 42 anni e 5 mesi nel 2015? ma come ci arrivo con la colonna vertebrale avendo di gia tre ernie al disco non importanti come me ci sono tanti ed ancora peggio dico ai nostri governanti perche non riflettete tanto tanto tantoooooooooooooo

  3. si parla sempre e solo di penalizzazioni, che crimini abbiamo commesso? avere 60 anni e aver lavorato per 40?

  4. siamo arrivati alla frutta,nessuno che ci consideri neanche chi col governo ci va,paradossalmente a braccetto e che sono poi i sindacati che dovrebbero stare dalla parte dei lavoratori.si proprio loro i sindacati che parlano e riparlano e poi dopo laute cene e pubbliche dichiarazioni sempre ,per modo di dire ,contro corrente lasciano al loro bella firma su ogni obbrobrioso disegno di legge.Chi si aspetta di più dal neo eletto Giannini ,credo che presto dovrà ricredersi e si morderà per così dire i gomiti ; lui saprà trovare il modo di inorridirci peggio di come non abbia già fatto quella gatta morta della Fornero. Andiamo in piazza è ora di far sentire la nostra rabbia,tutti insieme da nord a sud ,come si faceva una volta prima che il popolo italiano diventasse un popolo di PECORONI .Badate gente i nostri governanti hanno bisogno di sapere che a tirare troppo la corda dell’ingiustizia sociale e non solo,potrebbero rischiare di finirci dentro restandoci stritolati come nelle catene di montaggio.Riprendiamoci i nostri diritti e la nostra dignità calpestata fino all’inverosimile .Avanti popolo ignorante ,risollevati prima che il fango ti seppellisca in nome della DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTA’ ??!!!………..

  5. LA LEGGE FORNERO E’ UNA LEGGE RAZZIALE NEI CONFRONTI DEI NATI NEL 52. E PER TUTTI QUELLI CHE AVREBBERO RAGGIUNTO IL DIRITTTO ALLA PENSIONE DA LI A POCHI MESI. SIAMO STATI DEFRAUDATI DEI NOSTRI DIRITTI, DEPORTATI NEL LAGHER DEL DISAGIO SOCIALE , OGNI DIGNITA’ DEI LAVORATORI E’ STATA CALPESTATA E ANNULLATA, CI RITROVIAMO SENZA LAVORO, SENZA PENSIONE. OLTRE A QUESTI CI SONO GLI ESODATI. PD E PDL HANNO VOTATO QUELLA LEGGE INGIUSTA E INFAMANTE PER UNA DEMOCRAZIA, ORA CHE SONO AL GOVERNO INSIEME, DEVONO CANCELLARLA. RIDARE DIGNITA’ AI LAVORATORI. LE RISORSE L’INPS LE HA: LO HA DICHIARATO IL PRESIDENTE. SE POI MANCASSERO DEI FONDI AVETE LA POSSIBLITA’ DI ATTINGERE A 200 MILARDI CHE SONO LI, BASTA VOLERLI PRENDERE, SONO I MILIARDI DELL’EVASIONE FISCALE. NOI LAVORATORI ABBIAMO GIA’ DATO, LO STATO ORA DEVE DARCI INDIETRO LA DIGNITA’ DI CITTADINI E’ UN’IMPERATIVO ETICO E MORALE.

  6. sono una dipendente regionale: nel 2014 ad agosto compio 62 anni e al 31 dicembre 2014 faccio41 anni e 5 mesi di ccontributi sono obbligata a subire penalizzazione?

  7. questi governanti che non riescono a risolvere il problema pensione e meglio che stiano a casa anche perche litalia non la salva piu nessuno poveri noi che abbiamo lavorato 40 anni e ancora non e finita e mo ca vena a fame pisante si salvi chi puo

  8. …dopo una vita di lavoro dover pagare per andare in pensione, nessuno andrà in pensione a queste condizioni!

  9. Riporto un commento che mi è piaciuto molto e che condivido.
    E’ tutta una manfrina per ridurre ulteriormente le pensioni a coloro che stanno lavorando senza toccare i ricchi diritti acquisiti
    bisognerebbe inventare un nuovo proverbio: governo che vai, pensione che trovi.
    trovo anche molto pertinente un articolo che lessi tempo fa di Chomsky sulle 10 strategie di manipolazione. di quelle citate, quella più pertinente è la gradualità: per fare accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, gocciagoccia. la pensione pubblica la vogliono togliere, questo è l’obiettivo.
    un’altra è quella del differire: far accettare una misura impopolare facendola figurare come dolorosa e necessaria. fare sacrifici adesso per evitare che il sistema pensionistico non sia insostenibile in futuro.
    infine segnalo la strategia del creare problemi e poi offrire soluzioni. cito testualmente il testo di Chomsky: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

  10. Sono un architetto, dirigente dell’Area tecnica comunale del Comune di Isernia, capoluogo di provincia. Sono diventato tale per concorso pubblico aperto anche agli esterni. Nei precedenti Comuni in cui ho lavorato, pur senza la qualifica di dirigente, ho sempre diretto l’ufficio tecnico comunale. Da quando sono ad Isernia, all’iniziale settore Lavori Pubblico, hanno aggiunto prima il settore urbanistica, poi il settore edilizia privata, il patrimonio, ecc. dove prima operavano diversi dirigenti a contratto, cioè quelli di tipo politico, insomma gli “yes men”, entrati dalla finestra senza alcuna selezione, e con lo stipendio più alto del mio perchè in questo caso pare che l’ammontare debba essere frutto di libera contrattazione mentre il mio, dato che sono di ruolo, rimane immutabile (sic!). Con la scusa che lo stipendio è omnicomprensivo, l’hanno mantenuto sempre lo stesso da almeno 10 anni. Nonostante l’aggravarsi di compiti e funzioni. En passant, sono il dirigente che ha il compenso più basso in tutta regione Molise, specie rispetto ai numerosissimi dirigenti, oltre 80 (molti dirigono la propria scrivania) rispetto ai quali il mio compenso varia da meno della metà ad un terzo! Rispetto alle vecchie finestre, essendo nato il 9 gennaio 1952, rientravo in quella del 2012, per cui aggiunto l’anno in più, sarei andato in pensione a giugno-luglio di quest’anno! Erano 5 anni che attendevo il mio turno, anche programmando la mia futura. La piangente Fornero un paio di mesi prima, aboliva il tutto ed addio! E questo solo perchè sono nato il 9 gennaio ’52 e non poco prima della mezzanotte del Dicembre 1951 insieme ai botti di spumante! Dopo anni che faccio questo lavoro, sempre a contatto diretto dei politici, cambiando padrone ogni 5 anni, .ma non sempre, il Comune è commissariato e tra sindaci dichiarati decaduti, commissari che si alternano, negli ultimi 18 mesi ho cambiato 4 padroni! Da tempo sono stanco, non ho più, come prima, il minimo amore per il mio lavoro. Convincersi ad avviarsi la mattina è sempre più dura, e poi, tra telefonate, e-mail, incontri con i cittadini, con altri organi, con imprese, con i collaboratori, sindacati, con commissari, sindaci, assessori, consiglieri, non riesco a svolgere i miei compiti di istituto, tanto che, per quelli che potrebbero portarmi a grossi problemi, sono costretto a sacrificare le sere a casa e spesso anche i week end. Per i rapporti con i “politici” di cui sopra, quasi sempre devo dare risposte negative, cercando di far loro capire che non possono fare quello che vogliono con i soldi della Collettività e, soprattutto con l’avallo della mia firma, e così con inevitabili ripercussioni, quali il continuo mobbing ad aumentarmi i compiti e le responsabilità e con la retribuzione di cui ho già detto ed addirittura anche con denunce pilotate che non potendo io avere, con il mio comportamento, Santi in Paradiso, almeno un paio di volte hanno raggiunto lo scopo mandandomi sotto processo. Che poi uno sia assolto o meno se ne esce sempre male, dato lo stress, la delusione, gli articoli sui giornalucci locali, ecc. Risultato: stress, depressione, ipertensione, insonnia, che aggiunte ai miei problemi fisici, comportano l’assunzione di 8 farmaci al giorno! E poi parlano di lavoro usurante per chi, svolte diligentemente le sue ore lavorative magari pesanti, va a casa a riposare e dormire tranquillamente, senza pensare al lavoro e si gode senza pensieri i suoi week end. Si dimentica che è molto più facile, sul lavoro “obbedire” che “comandare”. Sono stato riconosciuto invalido al 60%, dopo che per due anni ero riconosciuto all’80, ma anche qui è scattata la mancata raccomandazione. Conclusione: devo attendere ancora 5 anni e per la speranza di vita (80-82 anni), nelle mie condizioni è difficile! Nella mia famiglia paterna, dove ci siamo trasmessi problemi di cuore, circolazione e connessi, da almeno 60 anni, non ci è arrivato nessuno, nemmeno il mio bisnonno! Mio padre, ferroviere di armamamento come suo padre, cioè quelli che lavoravano ai binari, scambi, sicurezza della circolazione ecc. e non c’era nè pioggia, nè soprattutto neve e frane, o domeniche che tengano, morì a 65 anni ed era da tre miseri anni in pensione! Ora pare che si parli di 62 anni, per me il 9-01-2013, ma con decurtazioni della già non favolosa pensione, che pur con il sistema retributivo a cui avrei diritto (fatta sempre salva qualche nuova norma che me lo toglie) dato lo stipendio da “Dirigente” di cui ho detto, che in pratica si riduce al minimo stabilito dall’ultimo contratto (uguale in tutta Italia per i dirigenti) per la l’indennità di funzione che è a discrezione dei “politici” amministratori è ridotta al minimo di legge mentre per altri dirigenti dei Comuni Province, Regione, è pari al doppio o il triplo della retribuzione base, e spesso è un puro omaggio, dato che dirigendo sè stessi o poco più, a volte responsabili del nulla, durante il giorno possono leggersi il giornale ed io spesso non riesco nemmeno a andare a pisciare, fatto salvo e non sempre, quando raggiungo il limite ultimo per l’effetto dei diuretici che, oltre ai salvavita e agli altri intrugli di cui sopra, mi tocca prendere! Il premio incentivante annuo finale (che non hanno mai il coraggio di non riconoscermi) e che ora i Bocconiani del cazzo chiamano “performance” si riduce nella mia busta paga a ben 3.800 € lordi annui, pari al 5,90% della retribuzione base, quando per tutti gli altri dirigenti dell’intera regione Molise si aggira intorno ai 25.000 € ed ancora di più per quei dirigenti cosiddetta “d’area”. Ora, cosa volete da me: portarmi alla morte anti 66 anni, costringermi a licenziarmi domani (ma ho pure un mutuo da onorare e lo stipendio di mia moglie non basta, avendo tra l’altro ancora una figlia a studiare medicina, 6 anni tondi minmi, salvo ritardi negli esami, a Firenze), darmi per matto (nelle mie condizioni, basta smettere con i farmaci antidepressivi e calmanti e lo divento davvero) e farmi dichiarare inabile del tutto al lavoro, cominciare a mettermi in malattia fregandomene di tutto, fare cauasa alla Amministrazione per insufficiente trattamento economico o per i danni fisci e morali che sto avendo da almeno dieci anni; sparare a qualcuno? Non riesco più nemmeno ad adeguarmi alle norme che escono nei miei settori di competenza a getto continuo ed in tema di informatica sono rimasto indietro mentre ci costringono a produrre carte, carte a cui ci costringono le norme sempre più burocratiche a cui dobbiamo adeguarci, eppure uso i computers fin da quando andavano in Dos e so usare tutti i programmi di routine e di contabilità necessari oltre ai CAD. Nonostante tutto sarei ancora in grado di trasmettere tutte le conoscenze tecniche ed amministrative che mi vengono da una vita passata solo a lavorare per i Comuni, e del resto come ho fatto con tutti i miei, pochi collaboratori e che si sono andati riducendo senza rimpiazzi per pensionamenti, morti, interruzione dei contratti di collaborazione, ecc. tanto che oggi sono quasi più bravi di me e hanno ancora voglia di lavorare! Se mi dicessero: puoi andare in pensione come era prima della Fornero, ma devi fare da tutor, insegnante o quello che volete, al nuovo dirigente, lo farei con entusiasmo e, fatta salva la pensione, del tutto gratis! Aveva ragione un dirigente ingegnere, mio amico, in un vicino Comune quando ero in Toscana, che da poco in pensione mi disse: “… ti conosco bene, ma tutto quel che fai per il Comune non ti sarà mai riconosciuto, mentre ti saranno addossate tutte le colpe per i cattivi o non concretizzati risultati. Il nostro lavoro e ruolo sembra fatto per chi in Comune ci viene a leggere il giornale, senza prendersi una qualche responsabilità o il carico di una iniziativa, e soprattutto, per chi ci viene per intascare bustarelle! Sai quanto è facile a pretenderle, in cambio di favori, anche leciti. Ci si fanno tanti amici e complici e quindi ti crei una sorta di ombrello protettivo di cui nessuno avrà interesse a farti passare qualche guaio! Purtroppo oggi devo dire che purtroppo aveva ragione, io abito in un appartamento e tra i miei colleghi superpagati, ormai quasi tutti più giovani di me, ce ne fosse uno che non abiti in una villetta o villona di proprietà! E la cosa che mi fa ancora più rabbia in particolare è la Regione Molise che continua a fare le “rottamazioni” anticipate di dirigenti di appena, e non sempre sessantenni, a suon di bonus (regalo) minimo di 100.000 €, con la scusa della diminuzione dei dirigenti, salvo che appena dopo ne promuove altri al posto dei rottamati. Quando ero in Toscana, inserito, quale rappresentante dell’Ordine Professionale nella Commissione Ministeriale di abilitazione professionale, tra gli esaminandi ce ne fu uno che avevo deciso di bocciare, ma gli diedi delle altre possibilità con ulteriori domande a cui avevo capito che potesse rispondere quando il professore che era accanto a me e di cui era stato relatore per la tesi, mi avvisò sottovoce che l’esaminando era delle mie parti. Se la scampò. Quando scesi per trasferimento al Comune di Isernia, venne da me. Divenimmo amici. Poi andò a lavorare, come funzionario in Regione. Due anni fa mi telefona per dirmi, anche ironizzando, che era stato fatto dirigente dopo alcune “rottamazioni” e che la prossima busta paga sarebbe stata il doppio della mia, a parte il premio incentivante annuale che sarebbe stato pari a quasi sette volte il mio! Voglio smettere, ma dovevo pur sfogarmi per iscritto da qualche parte, visto che le mie lamentazioni si perdono nel vento o nei classici: “non ti preoccupare, adesso vediamo”. Davvero non so come uscire da queste situazioni Kafkiane! Una cosa però mi sento più che autorizzato a dire: … per cortesia andate tutti affanculo! E mi dispiace solo per i poveri cittadini che richiedono interventi manutentivi delle strade, prolungamenti di linee di acquedotti o metanizzazioni, ecc. o imprese che vengono da me a lamentarsi, visto che non le paghiamo da tempo per il “rispetto” del famoso Patto di stabilità che in Italia fa solo danni dato che le Regioni, i Comuni, ecc. hanno un bilancio di competenza e non di cassa come gli altri Paesi della CEE. E sapete perchè non abbiamo in Italia il bilancio basato sulla cassa? Perchè tale scelta restringerebbe, e di molto, le pazzie e il potere degli amministratori essendo basato sul principio “tanto entra tanto si spende” e che sarebbe sotto il controllo e la responsabilità dei dirigenti di competenza, per cui ai medesimi, come negli altri Paesi, viene messa a disposizione una certa somma con un programma definito e compatibile, paga direttamente con assegni ed essendo tutto controllabile, ha meno margini di manovra insieme a politici conniventi, cosa che accade in ispecie quando questi sono scelti direttamente dai politici, senza alcuna selezione tra i propri manutengoli, superpagati, ma per fare gli yes men alla faccia di quei dirigenti e funzionari interni che tengono alla propria dignità del ruolo e, soprattutto, non rubano e non permettono che altri lo facciano, dovendone pagare tra l’altro le conseguenze in quanto detentori dei soldi! Di nuovo: andate tutti affanculo! Un’ultima cosa, da oltre dieci anni non vado più a votare e prima non ero molto assiduo nemmeno nei comuni dove ho lavorato, amministrati dai comunisti, quasi monocraticamente, avendo spesso all’opposizione anche i socialisti, con sindaci pagati dal partito e non dalla gente come oggi, arroganti forse, ma onesti soprattutto perché il potere decisionale doveva essere lasciato alle sezioni di partito esistenti nel comune o alle assemblee nelle famose Case del Popolo numerose ed affollate, oltre che vigili ed attente alle reali necessità della popolazione! Ed oggi, pur di formazione intellettuale e politica anarchica, mi trovo a rimpiangere quei comunisti, di ideologia e formazione completamente opposta alla mia!

  11. Io ho 60 anni e 41 annni di contribuzione, da ciò che leggo, volendo andarmene in pensione sarei penalizzato o c’è allo studio qualcosa anche per chi (prima della legge fornero) poteva andare con i 40 anni di contribuzione più “finestra”?

  12. è davvero vergognoso questo ricatto della penalizzazione sulla pensione per uscire prima dal lavoro. Una persona che ha lavorato 35 anni ha dato la sua parte migliore della sua vita, pagando tasse su tasse e vedere ingrassare sempre gli stessi. A 35 anni si incomincia a non avere più la lucidità di un tempo i riflessi sono diminuiti a dismisura come anche le capacità, ma la cosa più assurda e che mentre queste persone lavorano oltre al consentito fisicamente i giovani a 30 e passa anni sono disoccupati, che futuro è questo per tutti noi.
    Svegliatevi voi che ci governate non pensate sempre alle vostre tasche sono già tanto piene pensate un po a noi.

  13. Il mio problema è simile a quello di Daniele. Domanda: ho 55 anni. Se a 59 anni maturerò 43 anni di contribuzione, secondo le nuove ipotesi allo studio, potrò andare in pensione? Se la risposta è si, con quali penalizzazioni? Quelle precedentemente previste dalla legge Fornero (prima dei 62 anni….) con l’anzianità contributiva oppure ne sono previste di nuove
    dalla legge Damiano? Qualcuno è in grado di darmi delucidazioni? Grazie.

  14. Ho 58 anni con 39 anni di contributi,volendo andare in pensione a 62 anni quanto mi penalizzerebbe la proposta Damiani?

  15. Non mi è chiaro se resteranno in vigore le migliori condizioni previste dalla legge Fornero: potrei andare in pensione con 41 anni e 6 mesi a 62 anni di età il 01.10.2014 senza penalizzazioni. La proposta Damiani mi penalizzerebbe dell’8%?

  16. Mi trovo nella stessa situazione di Mario, nato nel 1953 e con 40 anni di contributi al 30 settembre 2012; era tutto pronto per la mia uscita dal lavoro, due nipoti e una giornata da organizzare secondo le MIE esigenze, da un giorno all’altro mi dicono che servono due anni e mezzo in più per poter accedere alla pensione(con tutti i dovuti scongiuri su eventuali nuove imprese di governo), perché l’aspettativa di vita si è allungata (spero fortemente abbiano ragione ma avrei preferito sentirmelo dire dal Padreterno). Ora dico io, ferme restando le regole che avete posto dalla mattina alla sera, perché non mandarci in pensione con le penalizzazioni previste…mi sembra una grossa sciocchezza far restare al lavoro chi oramai non ha più nulla da “spendere” a livello sociale. date lavoro ai giovani che devono farsi una vita, comprare una casa, arredarla, fare progetti a lungo termine e su questo investire i loro capitali, non saranno gli anziani ed i pensionati a far ripartire l’economia.

  17. Sono una dipendente privata con 40 anni di contributi e ho 56 anni di età.
    Non capisco perchè devo lavorare altri 5 anni per andare in pensione (e quindi 45 anni di contributi) quando c’è gente che va con 35 anni di contributi e 60 anni di età.
    Ma questi calcoli come sono fatti?
    E’ tutto molto ingiusto.
    Sonia

  18. ancora contro i dipendenti della classe 1952 con 41 anni di contributi, cosa volete ancora dopo che ci avete fatto lavorare oltre i 40 anni,modificando la legge sulle pensioni,da amato,berlusconi,dini,prodi,d’alema,maroni,damiano,sacconi,brunetta,fornero,ed infine il governo letta,che sta ancora sperimentando altre penalizzazioni che già ci sono,”mancato rinnovo contratto, coefficienti di calcolo, lavorare fino a 42 anni più aspettativa di vita,ecc,” avete già danneggiato tutti i lavoratori che si trovano nella mia situazione.Sono stanco e deluso di questi governanti che per mantenersi i privilegi hanno tolto tutto ai lavoratori sia impiegati ed operai con stipendi più bassi d’europa, e pensioni con penalizzazioni sempre bassi, ora bastaaaaa………..

  19. Ma è assurdo pensare che le persone possano andare in pensione con una penalizzazione del 2% all’anno o magari anche il sistema contributivo, ma anche vogliono ingannare se tutti hanno preso atto che la fornero ha fatto uno scempio e che però l’hanno votata tutti i partiti dalla sera al mattino, mentre per quanto riguarda la loro tasca nessuno può metterci parola, occorre ritornare indietro senza penalizzazione altrimenti si crea una disparità di diritto, scusate un dipendente che è andato in pensione qualche anno addietro ha percepito per intero la pensione e soprattutto con il regime retributivo perchè mai oggi bisogna accattare tutte queste penalizzazioni,. ma veramente volete creare opportunità di la voro? nessuno andrà in pensione a queste condizioni e poi finitela ccon questo on damiano che ha trovato la soluzione bella e gratificante soluzione, ma come uno che ha fatto il sandacalista ora si ritrova a farer l’on. per penalizzare i lavoratori? grande statista perchè non si dimezzano i loro vitalizi i loro stipendi le loro pensioni che hanno fatto costoro rispetto a tanti cittadioni che hanno lavorato e lavorano da 40 anni=? per cortesia e basta con le chiacchere non avete soluzioni alternative, voi tutti avete la grande enorme responsabilità di avere portato l’itali a questo stato e non vale dire ma il mondo no non è permesso andatevene tutti a casa vostra senza vitalizio -stipendi e anche case degli da noi pagate per voi.

  20. CARI SIGNORI BISOGNA TENERE PRESENTE ANCHE CHI E’ NATO NEL 1953 E CHE PUR COMPIENDO 40 ANNI DI LAVORO ENTRO IL 1 SETTEMBRE NON PUO’ ANDARE IN PENSIONE.
    SIAMO UNA CATEGORIA CHE NON HA POTUTO FARSI LA PENSIONE INTEGRATIVA E NON E GIUSTO TRATTENERCI IN SERVIZIO OLTRE I 40 ANNI.
    UN TEMPO QUARANTA ANNI DI LAVORO NON LI RAGGINGEVANO TUTTI E STARE IN UN AMMINISTRAZIONE PER QUARANTA ANNI NON E’ COME STARE A RISCALDARE UNA SEDIA, CI SONO TANTI COMPONENTI TRA CUI LO STRESS LA SALUTE CHE NON E’ PIU’ QUELLA DEI VENTI ANNI.
    SAREBBE COOERENTE PER CHI E’ PARTITO CON UNA CERTA PROSPETTIVA CONSENTIRGLI DI ANDARE IN PENSIONE SENZA ULTERIORI DEFALCAZIONI ……
    RICORDIAMOCI CHE L’OSNESTA’ E’ LA BASE DELLA CREDIBILITA’ DI UN PAESE CHE SU DI ESSA SI DEVE BASARE.

  21. Siamo al paradosso,
    sono nato 01/02/1952, sono un dipendente pubblico (ente Locale) ho iniziato a lavorare il 9 febbraio 1972.
    Con la storia dei gradoni io ero uno di quelli che arrivava sempre un anno dopo
    Per un mese di contributi mancanti la “Fornero” mi ha posticipato l’uscita al luglio 2014.
    Non è un dramma, d’altra parte non lavoro in miniera, ma ora il paradosso che si potrebbe realizzare con le penalizzazioni in uscita potrebbe condurmi a una penalizzazione economica rispetto al sistema Fornero, anche se rispettassi l’uscita Fornero.
    Questo, mi pare si deduca dalle prime indiscrezioni.
    Sarebbe veramente assurdo.

  22. sono un dipendente pubblico e non riesco a capire come possa conciliarsi l’esigenza di alleggerire le dotazioni organiche della pubblica amministrazione con l’allungamento dell’età pensionabile imposto dalla riforma Fornero. Costringere il pubblico dipendente a restare in servizio con tutto il personale inoccupato posteggiato nella P.A. è soltanto uno spreco del pubblico denaro. Conti alla mano, quando a ritirarsi è un dipendente pubblico lo Stato – visto che stipendio e pensione sono a suo carico – risparmia in media ottomila euro l’anno. Cosa aspettano ancora a tornare indietro?

  23. Il Governo deve prima di tutto avere ben chiari gli obiettivi delle sue riforme. Nel caso di quella delle pensioni, se l’obiettivo è facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro ai più giovani, il sistema delle penalizzazioni per chi va in pensione un po’ prima (almeno 62 anni) e degli incentivi a chi decide invece di lavorare di più sembra che vada nella direzione opposta, ossia si cerca di far lavorare di più le persone. I nostri Ministri dovrebbero chiarirsi le idee prima di agire e avere il coraggio di fare. Per quello che riguarda la cosiddetta staffetta generazionale, potrebbe funzionare in un periodo non di crisi. Sarebbero in pochi oggi a potersi permettere uno stipendio più basso, magari del 50%, quindi anche in questo caso si tratterebbe di provvedimento poco efficace per l’occupazione dei giovani. Spero che i sindacati riescano a far ragionare in questi termini i nostri governanti.

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