Tutto e tutti in  Italia sono distinti in due categorie, i divisivi e i condivisi”. Marco Travaglio, dopo aver ripescato una nota striscia apparsa nell’inserto satirico del Fatto quotidiano, ha aperto così il suo intervento solitario a Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro in onda su La7 in prima serata.

“Ma cosa è la storia? – si chiede il giornalista – due mesi fa, appena eletto presidente del Senato, Piero Grasso ha detto che la nostra Costituzione risente di tre culture: quella liberale, quella socialista e quella monarchica, forse dimenticando la disposizione che sanciva l’esilio dei Savoia”.

La sostanza, a detta di Marco Travaglio, è una sola: “Che una cosa, in Italia, per essere condivisa deve piacere a Berlusconi. perché rodotà e perfino Prodi sono stati ritenuti inadatti per il Quirinale? Perché sono divisivi, cioè lontani da Berlusconi”

Questo, in ambito politico. Poi, come emerso dalla cronaca degli ultimi giorni, c’è l’aspetto giudiziario, tutt’altro che di secondo piano nella situazione attuale: “La Corte d’Appello di Milano che ha condannato Berlusconi a 4 anni e 5 di interdizione dai pubblici uffici nel processo Mediaset per frode fiscale è divisiva”.

Il monologo del giornalista, infine, passa ai recenti episodi di Brescia, dove il comizio di Berlusconi è stato più volte interrotto da frange di contestatori. Dopo quell’episodio, Berlusconi aveva citato Enzo Tortora, accennando a un possibile paragone tra la sua vicenda giudiziaria e quella dello scomparso conduttore televisivo. “Divisive sono le figlie di Enzo Tortora, che hanno ricordato a Berlusconi come loro padre decise di rinunciare all’immunità”.

Quindi, Travaglio cita alcuni casi di vita quotidiana in cui si può tenere un comportamento divisivo oppure no, nei confronti di alcuni torti subiti. ma questo è da vedere.

Guarda il video di Marco Travaglio a Servizio Pubblico il 16 maggio 2013


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