“Kabobo? Se gli danno l’infermità mentale presto sarà di nuovo libero”. Così Beppe Grillo con un post sul suo blog ha affrontato il fatto di cronaca che, negli ultimi giorni, ha sconvolto l’Italia intera, con tanto di infuocate polemiche di stampo politico annesse. Si tratta, naturalmente, del pluriomicidio commesso a Milano in zona Niguarda da Mada Kabobo, trentunenne ghanese non ignoto alle forze dell’ordine.

Tre persone sono rimaste uccise, altre tre ferite nel raptus che ha colpito il giovane extracomunitario, in Italia clandestinamente e, specifica lo stesso Grillo nel suo post “già identificato per atti violenti, tra i quali l’aggressione alla Polizia a Bari-Palese”.

Un caso emblematico, che ha riacceso improvvisamente il dibattito riguardo i reati commessi da cittadini stranieri clandestini sul territorio italiano. Un crimine, in aggiunta, talmente efferato e drammatico nella sua dinamica da aver suscitato l’indignazione e lo sdegno dell’opinione pubblica intera come da tempo non accadeva.

La storia del giovane, del resto, nelle battute iniziali ricalca quella di molti altri immigrati, poi rimasti in Italia con un lavoro in grado di assicurare condizioni di vita soddisfacenti. Ma poi è evoluta secondo una direzione che il sistema ha osteggiato in maniera troppo morbida. “Kabobo aveva chiesto asilo politico dopo essere sbarcato a Lampedusa, nel 2011 – riassume Grillo – status che gli era stato negato. Ma l’immigrato aveva presentato ricorso sul quale i giudici non si sono ancora pronunciati e pur irregolare non poteva essere espulso”.

Alla vicenda del giovane ghanese, poi, il leader del MoVimento 5 Stelle accosta altri due episodi, meno in vista sui grandi mezzi di comunicazione. In primis, la storia di un cittadino portoghese originario dell’Angola, che ha staccato a morsi un orecchio a un passante. A distanza di pochi minuti, sempre lo stesso individuo ha continuato le sue azioni violente aggredendo un ragazzo e scagliando un mattone contro un signore che portava a spasso il proprio cane. “Viene arrestato e dopo un mese rilasciato in libertà. l pensionato – continua Grillo – lo ha rivisto nel suo quartiere e si è rifugiato in macchina. Il cane si è dato alla fuga.”

Quindi, un altro fatto degno di nota è quello di Ablaye Ndoye “spacciatore, è arrestato per l’omicidio di Ilaria, una ragazza di diciannove anni, picchiata durante un tentativo di stupro con tale violenza da farla soffocare dal sangue delle ferite al setto nasale”. Delitti che non hanno bisogno di ulteriori commenti, di fronte a una tale crudeltà e brutalità.

Dunque, si chiede Beppe Grillo“Chi è responsabile? Non la Polizia che più che arrestarli a rischio della vita non può fare. Non la magistratura che è soggetta alle leggi. Non il Parlamento, che ha fatto della sicurezza un voto di scambio elettorale tra destra e sinistra e ha creato le premesse per la nascita del razzismo in Italia.” E che ora, di fronte a eventi di tale inspiegabile e feroce drammaticità, sta riaffiorando in maniera ancor più preoccupante.

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