Andare in pensione prima del dovuto? Sì, ma con il trattamento ridotto. Sarebbe questa la posizione che il governo porterà venerdì in Consiglio dei ministri, a parziale revisione della riforma Fornero e dei suoi effetti drammatici, soprattutto della sterminata platea degli esodati.

A confermare la posizione del governo è stato il neo ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che ha confermato ieri, nella specifica audizione al Senato, di voler presentare non solo l’ennesimo salvagente per i non salvaguardati, ma il cuscinetto necessario al sistema del welfare affinché tali situazioni possano essere scongiurate già nel prossimo futuro.

Come noto, la questione esodati ha portato oltre 300mila lavoratori – dati della Ragioneria dello Stato – a trovarsi senza lavoro e sprovvisti di regolare assegno di pensione. Un dramma che le soluzioni presentate dal precedente governo Monti hanno risolto sono in minima parte, mettendo in campo decreti per la tutela di 130.130mila lavoratori che, a oggi, hanno prodotto la miseria di poco appena 7mila pensioni erogate come ha confermato l’Inps nei giorni scorsi, per un totale di 10 miliardi di risorse messe sul piatto.

Nello specifico, sarebbe in preparazione una modifica all’attuale legge Fornero sulle pensioni che preveda finestre di uscita dalla carriera professionale tra i 62 e i 65 anni, con una decurtazione che va dal 2 all’8% nel trattamento mensile. Allo stesso modo, però, dovrebbero comparire incentivi per chi sceglierà il cammino opposto, ossia quello di restare sul proprio posto più del dovuto, cioè oltre i 65 anni e prima dei 70, con le medesime proporzioni non più tagliate, ma in aggiunta alla pensione che sarà poi ricevuta.

Va ricordato, a questo proposito, che per i requisiti individuati dalla riforma Fornero nell’anno in corso i termini per ritirarsi dal lavoro sono di 42 anni di contributi per gli uomini e uno in meno per le donne, o, in alternativa, 66 anni di età per chi matura i presupposti anagrafici.

Insomma, ora si pensa alla possibilità di concedere l’uscita del lavoro con un anticipo congruo, dove, però, sarà compreso un deficit nell’ammontare della mensilità nella speranza di ridurre, così, il rischio di ritrovarsi con un esercito infinito di nuovi esodati.

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7 COMMENTI

  1. Veramente per le donne la scappatoia per andare in pensione prima c’è da vari anni, è vero ci sono le decurtazioni, ma io dopo 38 anni e 10 mesi ho preferito levoarmi di torno e non dover dire più ‘si signore’, speravo di dare il posto ad un giovane (fecevo l’insegnate), invece gran parte delle mie ore sono state magiate da una collega famelica che ha così raggiunte le 23 ore settimanali , metre al supplente sono toccate le briciole. Chi la la possibilità di andarsene anche se con qualche decurtazione, lo faccia, in pensione inizia una nuova vita

  2. X PIPPO, non so dove tu possa vedere del buono, in una notizia che per l’ennesima volta mette le mani nelle tasche della gente , che giustamente vorrebbe andare in pensione senza essere penalizzata, e allo stesso tempo elogiare QUESTI furbetti che continuano a ingrassarsi, si dovrebbe premiare chi lascia anticipatamente il lavoro x lasciare il posto ai NS figli ,nel lasciare il proprio lavoro sempre si perde qualcosa , e tu vedi una BUONA NOTIZIA, auguri ITALIANI

  3. Vorrei capire dove vanno a finire i soldi dei poveracci che muoiono alla soglia della pensione e versano i contributi pensionistici per tanti anni.E i poveracci che versano per anni i contributi e siccome non arrivano al minimo contributivo richiesto per poter andare in pensione perdono il diritto ,alla pensione????????? Perché di questo nessuno ne parla?

  4. Il sistema pensionistico non può essere trattato come una lotteria o una roulette russa,ma deve essere un compendio di regole fisse di accesso alla quiescenza delle diverse categorie di lavoratori dipendenti e non.I lavoratori che abbiano maturato una anzianità contributiva di almeno 35 anni debbono a domanda potere essere collocati a riposo secondo le norme ante-Fornero fino al 2015,non sto a spiegare il perché. Dall’anno 2015 con gradualità si può applicare la legge fornero adeguandola ai diversi settori lavorativi,consentendo un recepimento graduale come lo è stato per tutti gli altri rattoppi che sono stati posti in essere fino allo scorso anno.La pensione ciascun lavoratore se la costruisce nel tempo versando la sua quota mensile di contribuzione previdenziale e aggiungendola alla quota dovuta dal datore di lavoro.I contributi sono come dei risparmi che vengono versati in banca per tanti anni e poi il risparmiatore ha diritto, dopo il tempo contrattualizzato, di riavere i suoi risparmi con gli interessi maturati,può averli in un’unica soluzione oppure come vitalizio.I nostri parlamentari hanno più diritto degli altri cittadini alle loro cospicue pensioni e dopo soli 5(?) anni percepiscono ed hanno diritto a pensione senza dovere ricorrere a sollecitazioni di sorta.Quando finiranno le vacche grasse per la razza ladrona? Bisogna invocare la rivoluzione francese o ricorrere ai più umili forconi?

  5. Sono un ex dirigente d`azienda che nel dicembre 2010 ha sottoscritto con l`azienda nella quale ha lavorato oltre trenta anni un accordo individuale, anche risarcitorio depositato all`ufficio provinciale del lavoro che nella sostanza prevede l`accompagnamento alla pensione prevista con le precedenti norme (quoziente 97) Le regole sono poi cambiate facendo “macelleria sociale’; indegna di un paese civile. Ho preso visione della circolare 19/2012 del Ministero del lavoro e della nota di chiarimenti del 22 novembre 2012. Al punto 4 si legge: ” i lavoratori cessati entro il 31 .12. 2011 che si sono rioccupati successivamente alla data data di risoluzione in QUALSIASI attivita` lavorativa non possono rientrare nelle liste…
    Faccio osservare due aspetti; il primo riguarda la molto dubbia legittimita` di un provvedimento assunto con data retroattiva di quasi un anno. Il secondo e` l`affermazione di ” qualsiasi attivita` lavorativa” che comprende quindi anche lavori occasionali di pochi giorni, quasi che un lavoratore di qualsiasi categoria che, suo malgrado e` diventato un esodato debba, nell`attesa che qualcuno decida sulla sua sorte, essere una sorta di zombi o, e non per colpa sua, lavorare anche per pochi giorni nella illegalita`. Ci sono centinaia di migliaia di persone in questa situazione e , nello scrivere non penso alla mia, che e` ancora dignitosa. E` il caso che chi ha pensato a questa norma la provi concretamente sulla sua pelle per capire come si sta. E` il sentirsi impotenti e inutili, e cio`, sappiamo dalle cronache di quasi tutti igiorni cosa drammaticamente puo` significare Io mi vergogno di chi si presentava con lacrime di coccodrillo. Meritiamo una classe politica che conosca veramente i valori del lavoro e della dignita` delle persone. Roberto Barbieri.

  6. E’ finita la prigionia dopo 35 anni (un’eternità) e ormai vecchi (62 anni) si va in oensione.
    Sembra ieri quando sono stato assunto e da allora ne ho viste di tutti i colori : ladri, corrotti, incapaci, ignoranti, maniaci etcc……..
    Sono stato sempre e sono rimasto, per fortuna, ligio ed illibato .
    Ho dovuto lottare con medusa (dirigenti, direttori, tessitori di aria) e le arpie (colleghi arroganti, violenti) contro il minotauro (il misterioso arzigogolato mostro che si nasconde nelle viscere (archivi) che si nutre di esseri umani di leggi e di circolari una belva assetata di sangue) la BUROCRAZIA.+

    Inizia una nuova vita
    Anni sprecati buttati al vento senza cultura umanità

  7. FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA. . E’ L’UNICO MODO PER LIBERARE POSTI DI LAVORO E QUINDI CONSENTIRE AI GIOVANI DI TROVARE UN IMPIEGO, E DI CONSEGUENZA SPERARE IN UNA RIPRESA DI TUTTA L’ECONOMIA. IN MOTO

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