Iniziata ufficialmente in Aula alla Camera la discussione generale sul decreto 35/2013, meglio noto come il provvedimento che sblocca 40 miliardi di pagamenti da parte della pubblica amministrazione, in stato di insolvenza con le imprese. Nonostante l’urgenza che queste misure portano con sé, però, la discussione in sede referente di Commissione Bilancio è stata accesa, con tanto di emendamenti apparsi e poi svaniti per consentire ulteriori accertamenti.

E’ il caso della sigaretta elettronica, che ha visto nascere e sparire nell’arco di poche ore la sua accisa dedicata, chiesta a gran voce dai tabaccai per via della composizione a base di nicotina della sostanza contenuta nella e-cig. A imporre lo stop a questa misura, sarebbe stato il Ministero della Salute, che sta svolgendo proprio in queste settimane degli accertamenti sul tasso di nocività delle bionde elettroniche.

Per tappare le risorse già messe a consuntivo a copertura parziale delle risorse stanziate per i pagamenti della pubblica amministrazione, arriveranno però nuovi tagli in serie, che si abbatteranno in primo luogo sull’editoria – 17,35 milioni a partire dal 2015), interventi strutturali in politica economica – 15 milioni nei prossimi 2 anni – fondi per i paesi in via di sviluppo – 12 milioni dal 2015 – più varie riduzioni ai Ministeri – circa 25 milioni su Lavoro e Farnesina – e, infine, la quota statale dell’otto per mille, che viene ridotta di ben 20 milioni nel 2015.

Ma le novità più significative contenute nel decreto sui debiti della PA, riguardano i nuovi termini entro cui sarà possibile effettuare i versamenti o, ancora, in merito alla regolarità degli adempimenti fiscali da parte dell’impresa, la quale non vedrà interrotti i versamenti anche nel caso abbia in corso una pratica aperta con Equitalia.

Riguardo le date limite entro le quali la PA sarà obbligata a versare ai creditori, la nuova deadline viene fissata a 30 giorni a partire dal momento in cui si saranno ricevuti i fondi provenienti dal Tesoro. Gli unici enti a poter prorogare il termine saranno le Regioni. In ogni caso, viene stabilito per legge che le società locali a gestione di tributi e riscossioni dovranno avere come assoluta priorità il saldo dei debiti ancora aperti verso le aziende che abbiano svolto prestazioni o servizi.

Importante anche il capitolo compensazioni, per le quali viene inclusa, dopo le richieste delle associazioni di categoria, anche la data di emissione del pagamento per mezzo del portale elettronico attraverso cui verrà erogato. A essere incluse nel novero, tutte le operazioni svolte entro la fine del 2012 (non più, dunque, al 30 aprile); la compensazione, da sottolineare, avverrà solo su precisa richiesta da parte del creditore.

Inoltre, con il nuovo decreto pagamenti della pubblica amministrazione, vige l’obbligo per le imprese in attesa di essere saldate di redigere una lista comprensiva di tutti gli enti con i quali si trova in stato di credito e di porla all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. 

Ultima novità di rilievo, autenticare gli atti per la cessione dei crediti verso gli enti pubblici potrà essere svolta gratuitamente dal funzionario indicato dall’amministrazione in stato di debito, oppure direttamente da un notaio, che presterà servizio a tariffa decurtata del 50%.

Vai al testo finale con gli emendamenti del decreto debiti della pubblica amministrazione


2 COMMENTI

  1. Dove prendono i 40 miliardi che servono? non sembra che i tagli di pochi milioni che avete elencato raggiungano quella somma…

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