Il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge sempre più nel mirino di fanatici, razzisti o semplici esaltati della bomboletta. Ormai, da nord a sud si moltiplicano le scritte di scherno, insulto quando non di vera e propria minaccia nei confronti del primo ministro di origini africane in Italia.

La sfilata delle scritte shock era iniziata ieri, quando su un muro di Macerata era comparso il messaggio nient’affatto di benvenuto per il neoministro: “Kyenge torna in Congo”, con sottostante il simbolo, a mo’ di firma, del partito di estrema destra Forza Nuova. Un logo e una scritta che fanno da contrappunto allo sfondo, dove invece appare un manifesto che invita a votare per il Pd, forse rimasto appeso dalle ultime elezioni politiche di febbraio.

Quindi, oggi è stata la volta di altri due centri importanti sempre nel centro-nord Italia: Padova e Pistoia Nella città veneta, l’invettiva nei confronti del ministro Kyenge è arrivata a simboleggiare la sua nomina come una sorta di condanna per il Paese. Sul muro è infatti comparsa la scritta: “L’Italia non è meticcia! Kyenge rimpatriata subito!!!”.

Ma la vergogna pura è stata raggiunta a Pistoia, dove sono apparse vere e proprie minacce all’integrità fisica del ministro, con tanto di ritorno ai fatti avvenuti davanti a palazzo Chigi proprio negli stessi minuti in cui la stessa Kyenge e i suoi colleghi di governo stavano giurando al Quirinale: “Sparare alla Kyenge non ai Cc”, con tanto di scudo crociato in chiusura di messaggio. Un clima inquietante, o forse qualche sparuto razzista di strada armato di bomboletta, ma certamente il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza sono due mali ancora ben lungi dall’essere pienamente estirpati.

Le foto delle scritte contro il ministro Kyenge:

Macerata

 

Padova

 

Pistoia

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1 COOMENTO

  1. Ho cercato nei giorni scorsi, via Google, nell’elenco dell’Ordine dei medici e chirurghi di Modena il nominativo della dott.ssa Kyenge. Stranamente risulta del tutto assente. Si vorrebbe altresì capire come mai una giovane studentessa katanghese-congolese venga a studiare in italia presso l’Università del Sacro Cuore di Modena, quando in Belgio (la Potenza colonizzatrice del Congo) esiste la celebre Università Cattolica di Lovanio presso Bruxelles, dove per logica sarebbe dovuta andare. Si ignora il cognome italiano da sposata, visto che Kyenge o Kashetu non paiono cognomi di matrice italiana.
    Premesso quanto sopra, non pare il caso che la cortese dottoressa dia lezioni di integrazione e di pacifismo agli Italiani, quando la sua terra natale ne avrebbe tanto bisogno. Non approvo la brutalità delle scritte e delle minacce, che non dovrebbero sussistere (certo strepito danneggia solo il prestigio italiano nel mondo), mentre semmai si dovrebbe cercare di sapere quali siano i misteri gaudiosi che regolano l’afflusso di stranieri in una terra con alta densità di popolazione, senza risorse naturali di rilievo, già terra di emigrazione quando la popolazione andava dai 30 ai 50 milioni di abitanti, ora diventata in soli vent’anni (storicamente, un’inezia) una sorta di America, nella quale vuotare l’intera Africa e continenti vicini e lontani. Se qualcuno spiegasse le ragioni di questo strano fenomeno, che non ha reali ragioni economiche, senza esprimere i soliti slogans propagandistici dell'”italiano che non vuol più lavorare”, sarebbe molto gradito.

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