“Berlusconi che si paragona a Andreotti è comprensibile, ma la sinistra cosa ci trova in Andreotti?” Se lo è chiesto Marco Travaglio nell’editoriale di ieri sera a “Servizio pubblico”, la trasmissione di Michele Santoro in onda su La7 tutti i giovedì. “Napolitano è andato alla Camera ardente e il presidente del Senato Grasso addirittura al funerale, dopo aver partecipato alle esequie di Agnese Borsellino il giorno prima. Prima il dovere e poi il piacere”.

Travaglio ha poi ricordato l’unico gesto di rottura forte emerso nei giorni della scomparsa: l’allontanamento volontario di Umberto Ambrosoli dal Consiglio regionale della Lombardia mentre era in corso la commemorazione del Divo. “Forse perché non si è ancora tramutato in un politico di professione, o forse perché Andreotti stava con michele Sindona mentre suo padre Giorgio era contro la mafi a e fu assassinato per ordine di Sindona”.

Il ricordo del senatore a vita, naturalmente, non può essere distaccato da quadro politico attuale: “La finta assoluzione di Andreotti – in realtà era un prescrizione fino al 1980 – è un’assoluzione per tutti i politici, per quello che hanno fatto prima e quello che devono ancora fare”.

Ripercorrendo le vicissitudini meno note di Andreotti, il vicedirettore del Fatto Quotidiano ricorda che “già nel 1953 abbracciò un criminale fascista come il generale Graziani, nel 1972 esaltava Sindona come salvatore della lira”.

Guarda il video di Marco Travaglio a Servizio Pubblico, il 9 maggio 2013

 

 

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