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Anche se il governo non ha ancora diramato il testo finale, emergono dettagli importanti su quello che sarà a tutti gli effetti il primo, simbolico decreto del governo di Enrico Letta. Saranno tre i temi toccati dal provvedimento: Imu, Cassa integrazione e doppi stipendi dei ministri.

Naturalmente, assoluta preponderanza avrà il capitolo della tassazione immobiliare, in particolar modo quello relativo all’imposta sulla prima casa, oggetto, nelle scorse settimane di qualche dissapore dentro la maggioranza di governo, quando non di veri e propri ricatti come quelli di Renato Brunetta, che ha legato la sopravvivenza stessa dell’esecutivo a questo tema.

E quello che dalle ricostruzioni viene a galla, ha tutta la parvenza di un compromesso salomonico tra le due anime, con il Pdl che chiedeva l’abolizione e il Pd che, invece, propende per una rimodulazione non solo dell’Imu, ma di tutto il comparto casa, come spigato da Letta nell’intervista rilasciata domenica a Fabio Fazio negli studi di “Che tempo che fa”. A ben vedere, se le indiscrezioni verrebbero confermate, a ottenere qualcosina in più sarebbe la linea del Pd.

Così, pare che la rata di giugno verrà soltanto posticipata di tre mesi, cioè a settembre, quando, in sostanza, è già prevista la seconda delle tre tranche di pagamento prospettate per il 2013 ai possessori di prime case. Costoro, infatti, saranno gli unici beneficiari del provvedimento che il governo ha in cantiere e, quindi, saranno chiamati al saldo complessivo della rata annuale, accorpando le prime due nel mese di settembre, quando si preannuncia una stangata per tutte le famiglie con una casa di proprietà.

La data già in calendario è quella del 16 settembre: entro quel giorno, due terzi dell’Imu andranno versati all’erario, anche se, come noto, i proventi dell’imposta dovrebbero essere spartiti a metà tra istituzioni centrali ed enti locali. A questo proposito, il governo deve anche rintracciare i due miliardi trattenuti nel 2012 e dei quali è ancora in debito verso i Comuni. Questi ultimi, da par loro, potranno approvare aliquote entro il 2 per mille. Comunque, rimangono alcuni nodi, come la definizione stessa di abitazione principale e i “furbetti” della doppia residenza tra coniugi, che dunque si vedrebbero un carico per più alleggerito rispetto agli altri casi analoghi.

E passiamo al resto dell’universo immobiliare, che invece non si troverà coinvolto nel rinvio della rata Imu di giugno e, anzi, potrebbe andare incontro a un inasprimento che minaccia seriamente le imprese, in particolare su capannoni e fabbricati. Tra le pertinenze incluse nel decreto sul rinvio a settembre, invece, dovrebbero essere comprese anche le categorie catastali C2 (cantine), C6 (box e autorimesse) e C7 (tettoie e posti auto coperti).

Come si diceva, nulla di tutto ciò finirà per riguardare le costruzioni in ambito industriale (in particolare quelli appartenenti alla fascia D), per i quali si dovrà normalmente moltiplicare il valore del fabbricato per l’aliquota nella zona in cui è edificato.

Riguardo il rifinanziamento della Cassa integrazione, va sottolineato che negli intenti del governo c’è quello di destinare i risparmi dai doppi stipendi a questo settore, anche se si tratterà di una goccia nel mare dal momento che sarà necessario almeno un miliardo di euro per coprire la Cig 2013.

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